I due migliori campionati nella classifica di rendimento globale nelle tre coppe si aggiudicano un posto in più. Premier inarrivabile, la Serie A se la gioca con altri 4 Paesi. Atalanta, Inter e Juve devono migliorare la classifica per il sorteggio, il Napoli si gioca l'accesso alle 24 contro il Chelsea. Va poi considerato il contributo delle squadre di Europa League e Conference
Quattro squadre per noi non posson bastare. Non con un campionato così combattuto, equilibrato, nel quale dall’Inter all’Atalanta tutte aspirano legittimamente all’Europa che conta. Aveva ragione Battisti che di ragazze ne chiedeva dieci. La Premier League, dall’alto dei suoi miliardi e di uno spettacolo unico in campo e in tribuna, ha quasi trasformato il sogno in realtà: in questa Champions le inglesi sono sei e, a novanta minuti dalla fine, addirittura cinque si sono iscritte al G8, con la prospettiva di andare direttamente agli ottavi. L’esclusa, la più insospettabile forse, il City, è “soltanto” undicesima, male che vada saranno comunque playoff. La nostra situazione è diversa.
L’altra Champions
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Noi viaggiamo fuori dall’hit parade: Atalanta, Inter e Juve sono tra il tredicesimo e il quindicesimo posto, il Napoli per ora è out e si gioca tutto contro il Chelsea in una specie di playoff anticipato (qui il nostro focus su Napoli-Chelsea). Non sono buone notizie neanche in prospettiva: un rendimento del genere difficilmente ci gratificherà con una squadra in più nella prossima coppa. Nessuno si nasconde che la Champions sia sempre più un’utopia per chi non si chiama Arsenal, Bayern, Real Madrid, Barcellona, Liverpool, Chelsea, Psg, City, insomma le grandi d’Europa per rose, ritmo, fatturato (e di conseguenza risultati). L’Italia è fuori da questo cerchio magico, ha una dimensione inferiore, ma il pallone, notoriamente senza spigoli, ha comunque portato l’Inter a giocarsi due delle ultime tre finali. Niente è impossibile. E intanto c’è un’altra Champions sulla quale concentrarsi, quella del ranking stagionale Uefa: la classifica del rendimento globale nelle tre coppe europee di ogni campionato. I due migliori tornei hanno un bonus: una squadra supplementare l’anno dopo.
le solite note
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La classifica — da “depurare” nei prossimi turni — vede in fuga l’Inghilterra con un coefficiente di 16,8. La Premier sembra già essersi assicurata uno dei due posti. Per l’altro sarà una lotta all’ultimo coefficiente. Oggi la Germania è davanti (14), seguita dalla Polonia (13,6), dalla Spagna (13,3), quindi da Italia e Portogallo (13,1), infine dalla Francia (12,1). Ma si può presumere che la Polonia presto scivolerà in classifica, una volta esaurito il vantaggio accumulato in estate. Resterebbero così Germania, Spagna e Italia, le solite note, insidiate da Portogallo e Francia. Con un posto soltanto che dà la felicità, ovvero il club in più.
Rischi per le italiane
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Atalanta, Inter e Juve hanno già il passaporto per i playoff e una chance davvero minima di entrare tra le prime otto. Meglio non farsi illusioni e giocare per vincere — pensando anche alla differenza reti — con un solo obiettivo: migliorare la posizione in classifica. Quelle dal nono al sedicesimo posto sono teste di serie negli spareggi e giocano il ritorno in casa. Sarebbe importante salire in classifica anche perché il tabellone è tennistico e quelle dal tredicesimo al sedicesimo, pur superando i playoff, sarebbero destinate a incrociare negli ottavi le prime due del gruppone (al momento Arsenal e Bayern). Quelle tra il nono e il dodicesimo — oggi Barcellona, Sporting, City e Atletico Madrid — troverebbero una tra Newcastle o Chelsea, sicuramente più abbordabili. L’ultima giornata può capovolgere qualsiasi scenario, ma in alto di sicuro si sta meglio.
Le altre coppe
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Il coefficiente totale del ranking è la somma dei punti nei tre tornei, ma la Champions vale di più: ogni squadra può portare fino a 48 punti. In Europa League il massimale è 40 punti, in Conference 32. Il tutto, naturalmente, da dividere per le squadre iscritte ai tre tornei. In Champions, per esempio, Germania e Spagna hanno già perso Eintracht e Villarreal, noi però abbiamo il Napoli in bilico. In Europa League, la Bundesliga, la Liga e la Serie A porteranno sicuramente due club tra playoff e ottavi. In Conference, infine, Rayo (Spagna) e Mainz (Germania) sono agli ottavi, mentre la Fiorentina è attesa dai playoff. Non proprio uno scenario ideale. Da qui alla finale di Budapest, 31 maggio, ultimo atto del ranking Uefa, la classifica può capovolgersi. Domani è già uno snodo cruciale per definire il tabellone dei playoff.










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