Vinicius sbloccato, Cunha centravanti, Rayan titolare e l'attenzione verso O'Ney: il ct ha azzeccato ogni mossa non solo tattica, ma anche umana
L’allenatore è come un padre. Si dice. Luogo comune, frase fatta, ma non sempre. Carlo Ancelotti tra i suoi attaccanti ha ragazzi molto diversi tra loro, e per ognuno di loro ha scelto un modo pubblico di relazionarsi. Nel privato del ritiro di Morristown le cose sono al sicuro, gestite al meglio. Ma questo è il Brasile, tutto è gigante, bisogna comunicare e commentare. Il popolo parla, pretende, giudica. E la linea scelta da Ancelotti con gli elementi del suo reparto offensivo è chiarissima.
vini sbloccato
—
Sono mesi che il ct del Brasile ci dice che questo sarà il Mondiale di Vinicius, e così è. L’attaccante fischiato dallo stolto madridista medio al Bernabeu ha partecipato a tutti e 6 i gol della Canarinha in questo Mondiale: 4 li ha fatti lui, più un assist e un suo tiro ribattuto in rete da Matheus Cunha. "Carlo mi chiede di fare certi movimenti e sta funzionando, evidentemente ci capisce di calcio" ha scherzato Vini qualche giorno fa in zona mista. E ieri notte, commentando il suo primo gol di cabeza dopo due anni: "Carlo mi ha detto che mi faceva un regalo se segnavo di testa". Ancelotti si coccola Vini, sa che è la sua unica grande stella (di Neymar parliamo a parte), che tanto se non tutto dipende da lui. Gli ha mostrato fiducia cieca quando in nazionale il madridista aveva numeri orribili, 8 gol in 49 partite. Ancelotti aveva sbloccato Vini quando era arrivato al Madrid, ha fatto lo stesso in nazionale. "Vini è fottutamente bravo" ha detto il ct ieri sera. E il suo ‘7’ gongola, in attesa del regalo di papà per il gol di testa.
il centravanti
—
Il ct Anselocci è partito con Igor Thiago, perché voleva provare il centravanti classico. Non ha funzionato e ha ripiegato su Matheus Cunha, il centravanti associativo: boom, 3 gol in due partite. Pubblicamente ha distinto le due figure segnalando le diverse caratteristiche in modo da non bocciare nessuno e preparando il terreno perché Matheus, un tipo di 27 anni arrivato quest’anno al Manchester United che nella vita dal calcio ha preso più di un ceffone, potesse rendere al meglio.
i ragazzi
—
Carlo ha con sé due ragazzi del 2006, il pompatissimo Endrick e lo sconosciuto Rayan, che gioca nel Bournemouth miracolato da Iraola. Tutti vogliono il primo, e invece gioca il secondo. Che è stato scelto come sostituto dell’infortunato Raphinha e ieri sera è diventato il primo titolare Under 20 del Brasile in un Mondiale dal 1970. Segno evidente che la Seleção non è una nazionale per giovani. E ha fatto benissimo.
IRONIA CONTRO LA TENSIONE
—
Con Endrick, che Ancelotti ha già avuto al Real Madrid usandolo pochissimo, il trattamento è diverso: "Endrick ha un talento straordinario, e ha una grande qualità: la pazienza. Ce l’hanno anche i suoi famigliari quella qualità. Sarà protagonista del prossimo Mondiale, e avrà spazio in questo". In poche parole sistemati parenti che possono essere serpenti e calmato un ambiente caldissimo sul tema: in Brasile pensano che Endrick sia un fenomeno. Fortunatamente per Carlo il suo rapporto con il ragazzino del Madrid è diventato carne da meme, l’ironia ha prevalso sulla tensione e sui social è stata creata un’esilarante galleria di scenette surreali, sul tema 'cosa deve fare Endrick per giocare', con il ct che pur di non usarlo fa qualsiasi cosa.
LA COMMOZIONE DI NEY
—
E poi c’è lui, O Ney. La stella cadente, caduta dalla nazionale per quasi 3 anni: da quando nell’ottobre del 2023 giocando con la verdeoro si ruppe menisco e legamento. È tornato in nazionale a furor di popolo. Carlo per un anno non l’ha chiamato, poi ha tirato su il pollice e l’ha portato al Mondiale accontentando il desiderio del ‘povo’. E ieri sera di nuovo: tutto lo stadio che invocava il suo ingresso in campo, e alé, ecco Neymar sul prato. O Ney commosso, l’abbraccio coi figli a fine gara e le lacrime di liberazione. Carlo osserva da lontano: è tipo pragmatico e sa due cose. La prima: non si può fermare l’onda di emozione popolare. La seconda: Neymar è il più grande talento del calcio brasiliano degli ultimi 20 anni, magari può tornare utile. Questo è Anselocci: il padre della patria brasiliana, un tipo sensato, affettuoso, intelligente che sa trattare i suoi ragazzi ognuno come deve e si merita. Questo è un Brasile minore, con evidenti lacune. Che migliora perché ha in panchina una persona che sa come gestire gli uomini prima dei calciatori.









English (US) ·