La 18enne ha battuto nell'ultimo turno la francese Tan. Ai nastri di partenza si erano presentati 16 giocatori italiani: è rimasta solo lei
Pellegrino Dell'Anno
25 giugno - 18:57 - MILANO
Sedici. Questo il numero degli italiani che, tra maschile e femminile, hanno tentato l’assalto al tabellone principale di Wimbledon, giocando le qualificazioni. A salvare i colori azzurri Tyra Caterina Grant, l'unica nostra rappresentante che ha passato i tre turni del tabellone cadetto, aggiungendosi in main draw a Jasmine Paolini ed Elisabetta Cocciaretto. La classe 2008, la più giovane tra le qualificate, taglia il traguardo più prestigioso della carriera finora battendo all’ultimo turno sui prati di Roehampton la francese Harmony Tan 6-4 7-6(5). Potrà così giocare per la prima volta in uno Slam. La ciliegina sulla torta di tre partite esaltanti, il giusto premio per una giocatrice sempre più in ascesa, alla tredicesima vittoria negli ultimi quindici incontri. Dato reso ancor più dolce dal fatto che Grant, prima di questa settimana, non aveva mai disputato incontri ufficiali sull’erba. Rimandato invece, per una volta, il tennis maschile: nessuno dei nostri rappresentanti si è qualificato, non succedeva in uno Slam dallo Us Open 2022. Ed era dal 2021, sempre a New York, che nessuno riusciva a spingersi quantomeno al turno decisivo del tabellone cadetto. Nardi, Cinà, Travaglia, Pellegrino e Guerrieri, i cinque vincenti all’esordio, si sono infatti arresi, tutti in due set, nella giornata di ieri, al secondo turno.
agrodolce
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Tornando alle ragazze, se da un lato c’è grande piacere per Tyra Grant, che ha sofferto solo al primo turno con la n.18 del seeding Preston, non lasciando scampo a Garland prima e Tan poi, dall’altro c’è un po’ di amaro in bocca per il risultato di Lucia Bronzetti. La riminese, n.20 del tabellone cadetto a Wimbledon, era riuscita nell’impresa di qualificarsi al Roland Garros, anche annullando match point al turno decisivo. Stavolta è invece costretta ad arrendersi a un incontro dal traguardo a Lina Gjorcheska con punteggio decisamente troppo severo rispetto a quanto visto in campo. La macedone, che a 31 anni giocherà per la prima volta in carriera in uno Slam, vince infatti per 6-1 6-2. Ma annullando ben 13 palle break su 14 concesse a una Bronzetti non abbastanza cinica nei momenti importanti. Dopo settimane positive, con la semifinale a Foggia e la finale a Modena (entrambe a livello Challenger), la n.127 al mondo crolla sul più bello. E, per la prima volta dall’esordio del 2022, non sarà presente nel main draw di Wimbledon. Strappano inoltre il pass per il tabellone principale, tra le altre 14 giocatrici (16 il totale delle qualificate), la classe 2007 ed ex n.1 junior Alina Korneeva; Mananchaya Sawangkaew, che sarà la prima thailandese a giocare nel main draw dei Championships da sette anni a questa parte e la campionessa dello Us Open 2019 nonché ex n.5 al mondo Bianca Andreescu.
maschile
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Tra gli uomini, nell’unico Slam che adotta partite al meglio dei cinque set anche all’ultimo turno di qualificazioni, spicca la storia di Max Basing. La wild card britannica, n.331 del mondo e rientrato a inizio giugno dopo uno stop di otto settimane causato da uno stiramento muscolare, dopo aver eliminato al primo turno il nostro Maestrelli, si qualifica per il main draw di Wimbledon vincendo la prima partita della carriera al quinto. Rimontando due volte un set di svantaggio a Remy Bertola. È uno dei tre britannici qualificati, insieme a Billy Harris, che girava in camper per i tornei per risparmiare, e Oliver Tarvet, che lo scorso anno aveva perso al secondo turno contro Alcaraz. Si qualifica anche Roman Safiullin, capace di spingersi ai quarti del torneo nel 2023, battuto allora da Sinner sulla via della prima semifinale Slam dell’azzurro. Batte, dopo 4 ore e 49 minuti, nella partita più lunga del giorno, lo svizzero Jerome Kym (capace di piazzare 39 ace) per 6-4 al quinto. Si ferma invece all’ultimo turno l’ex n.1 junior Nicolai Budkov Kjaer, battuto da Otto Virtanen in quattro. Il finlandese, giustiziere di Luca Nardi al secondo turno, arriva forte di due finali Challenger sull’erba, e si propone come uno dei qualificati più insidiosi.











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