Il regista parla all'Adnkronos de 'La Grazia', dal 15 gennaio in sala con protagonisti Toni Servillo e Anna Ferzetti
09 gennaio 2026 | 17.43
LETTURA: 3 minuti
"Ne 'La Grazia', il presidente della Repubblica Mariano De Santis dice spesso: 'Ho bisogno di un ulteriore tempo di riflessione'. Dovremmo fare nostra questa frase. Su certi temi, infatti, serve tempo per riflettere. Oggi, invece, assistiamo spesso a decisioni prese con troppa immediatezza: a volte va bene, perché l'immobilismo politico di un tempo era deleterio, ma spesso le soluzioni proposte dalla politica risultano affrettate. Infatti, la politica di oggi è piena di smentite e di passi indietro perché le decisioni sono troppo immediate e quindi fallaci". Così all'Adnkronos il regista Paolo Sorrentino parla del presidente che mette in scena nel suo nuovo film 'La Grazia' (dal 15 gennaio in 500 sale con PiperFilm) alle prese con responsabilità, memoria e fragilità, aggiungendo una riflessione sui tempi e la politica di oggi.
In un'epoca in cui le certezze vengono consumate e rilanciate sui social come fossero verità assolute, anche i protagonisti Toni Servillo e Anna Ferzetti rivendicano il valore del dubbio, della lentezza, della riflessione. "Beati quelli che hanno le certezze, sorride Ferzetti, interprete di Dorotea, la figlia del presidente. "Io sono una donna piena di dubbi e sono felice di averli. Mi faccio un sacco di domande. Essere certi è difficile, e forse anche un po' noioso. I dubbi ti portano avanti". Servillo, il presidente nel film, la segue sulla stessa linea: "Avere dubbi significa affrontare un problema da diverse prospettive". Al contrario, "manifestare una certezza, che può essere fasulla, significa distruggere l'obiettivo che ti pone delle difficoltà".
Il film, intanto, sta conquistando pubblico e critica anche fuori dall’Italia. Ma Sorrentino frena ogni entusiasmo quando si parla di Oscar: "Ho accantonato l'ambizione rispetto ai premi, sto diventando grande. Sono contento di aver fatto 'La Grazia', così come sono contento se lo vedrà il maggior numero di persone possibile. L'accoglienza favorevole anche da parte degli addetti ai lavori per me è già più che sufficiente". Nel frattempo, per l'Italia la speranza c'è: le nomination verranno annunciate il 22 gennaio.
A spiegare la forza internazionale del film è Servillo: "È la centralità di una figura politica singolare. Oggi vediamo politici che mostrano i muscoli, arroganti e fuori dalle regole". Mentre il presidente ne 'La Grazia' "è l'opposto" e "fuori dall'Italia è stato percepito". Un altro aspetto, secondo l'attore, è "soprattutto l'alternarsi nel rapporto con la figlia della dimensione pubblica e quella privata: è attorno a questo che ruota il film e credo possa essere una delle ragioni dell'interesse. Poi mi auguro che lo sia anche in Italia quando uscirà".
Quando la conversazione si sposta sulla crisi delle sale cinematografiche, Servillo non usa giri di parole: "Mancano sale cinematografiche accoglienti e imprenditori capaci di creare spazi talmente belli da invogliare il pubblico a uscire di casa per assistere alle proiezioni", dice Toni Servillo. Inoltre, per l'attore "manca una legge chiara e soprattutto una legge che sostenga chi vuole realizzare film originali, senza pensare immediatamente solo al botteghino. Questo, per sintetizzare". Sul tema Sorrentino preferisce il silenzio e con un sorriso ironico si limita a un "Non voglio rispondere".
E allora cos'è la grazia? Ferzetti la definisce come "un atteggiamento di vita, un modo di affrontare le cose con cura, delicatezza, ascolto". Servillo la vede nel personaggio: "Nel cuore del presidente De Santis si intrecciano tempo, memoria e responsabilità. Questa è la sua grazia". Sorrentino chiude con una nota tra il poetico e il filosofico: "Il personaggio insegue la leggerezza dopo una vita in cui ha avuto a che fare con temi e sentimenti impegnativi. La grazia è la conquista di quella leggerezza", conclude. (di Lucrezia Leombruni)
Tag
Vedi anche










English (US) ·