Pagliuca: 'Italia con meno talenti, ma con Maldini è in buone mani'

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La vittoria della Spagna, le lacrime di Messi, il modello norvegese e la 'Viking row': il sipario calato sul mondiale che ha incoronato Yamal e compagni porta via tutto con sé, anche la terza mancata qualificazione consecutiva dell'Italia. Un'assenza alla quale il Paese - le nuove generazioni in particolare - si sta purtroppo abituando e per questo il neo presidente eletto della Federcalcio, Giovanni Malagò, ha tra le sue urgenze la ristrutturazione del Club Italia. Un puzzle che - dopo gli innesti di Paolo Maldini come direttore tecnico e Leonardo da advisor - aspetta di sciogliere il nodo ct. A loro il compito di riportare l'Italia ai mondiali in un periodo storico dove "nascono meno talenti, questo è il problema principale", dice al telefono con l'ANSA, Gianluca Pagliuca, ex portiere della Nazionale, oltre che di Sampdoria, Inter e Bologna.

   "E' un fatto di generazioni, diciamo sempre che non li facciamo giocare i giovani, ma se ce ne fossero di bravi per me giocherebbero - spiega -. E' un fatto generazionale, non nascono più gli stessi talenti di prima, spero che in qualche anno riparta la fucina italiana. Ma sono certo che torneremo a fare dei buoni mondiali, anche se in questo momento fatichiamo a qualificarci. Alla fine è successo a quasi tutte, dalla Spagna alla Francia e ora tocca a noi". E la garanzia - per Pagliuca - si chiama Maldini. "Paolo è una certezza, una persona seria e determinata che ha sempre fatto bene - le parole dell'ex portiere -. Da giocatore è stato fantastico, da dirigente ha vinto un campionato senza grandi investimenti. Ci mette sempre tutto il bene possibile, per questo sono convinto che riuscirà a fare qualcosa di buono anche in nazionale e con la federazione".

    Tradotto: con l'ex Milan l'Italia è in buone mani. A lui - insieme a Leonardo e Malagò - spetta la scelta del ct.

    "Guardiola? Se non affascina lui chi", sottolinea ancora Pagliuca che in controtendenza con l'opinione pubblica sposerebbe anche un ritorno di Roberto Mancini dopo l'addio tra le polemiche nell'estate del 2023. "A me andrebbe bene anche il 'Mancio' o uno come Conte - ribadisce -. Sarebbero delle certezze, così come Pirlo che conosco. L'importante è che venga un allenatore che sappia il fatto suo e questi nomi sono tutti adatti". Ma a prescindere da chi siederà sulla panchina azzurra, il nuovo ct dovrà scontrarsi con la carenza di talenti. "Ne nascono meno in Italia, per questo per accelerare il percorso bisognerebbe far giocare più giovani possibili, dando loro maggiore fiducia e la possibilità di sbagliare, non preferendogli sempre gli stranieri che costano meno". Un messaggio ai club, adesso impegnati in un mercato che stenta ancora a decollare, complice un mondiale appena concluso. "Le squadre sono ancora incomplete, sono quasi tutte come lo scorso anno per questo vedo l'Inter sempre favorita con il Napoli subito dietro. Poi credo che la Juventus con Spalletti dall'inizio possa fare bene, soprattutto se sarà capace di aggiungere quei 2-3 giocatori che mancano al tecnico", le conclusioni di Pagliuca che del mondiale, anche senza l'Italia, non ha perso una partita. E se la vittoria della Spagna la definisce "meritata", l'augurio è quello che gli Azzurri "tornino protagonisti dalla prossima edizione". 

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