Un tuffo nella storia di Alfa Romeo. Fondato nel 1956 a fianco dello stabilimento produttivo che sostituì il Portello, il museo è una collezione unica che ripercorre la storia delle auto e delle persone che hanno reso grande il marchio milanese. Ci addentriamo nelle sale museo di Arese con l'eloquente guida del curatore Lorenzo Ardizio
Michele Floris
21 luglio - 16:58 - MILANO
Creare un luogo di ricostruzione temporale della storia del marchio. Era questo l'obiettivo di Orazio Satta Pulga, il dirigente della progettazione di Alfa Romeo che propose nel secondo dopoguerra di costruire un museo storico nei pressi della nuova sede di Arese, poco fuori da Milano. Accolto positivamente dal presidente Giuseppe Luraghi e aperto nel 1956 insieme al circuito del nuovo stabilimento, il museo di Arese all'epoca fu un precursore dei centri di conservazione di modelli e documenti che con il tempo diventeranno storici. Inizialmente pensato come luogo di formazione per i dipendenti, così come i tecnici e gli ingegneri, il museo fu aperto al pubblico soltanto nel 2015, e da allora accoglie circa 100.000 visitatori ogni anno. Dopo settant'anni, il museo storico dell'Alfa Romeo resta un pilastro della storia dell'automobile italiana, con più di 300 modelli tra esposizioni e deposito, insieme all'archivio storico che colleziona più di 6km di carta dei documenti dal 1910 ad oggi.
timeline
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L'esposizione è divisa nelle tre aree tematiche Timeline, Bellezza e Velocità, che rispecchiano i valori fondativi del museo: storia, design e sport. La prima stanza che accoglie i visitatori è allestita temporaneamente con quattro modelli di Duetto in onore dei sessant'anni della Alfa Romeo Spider, che dal 1966 conquistò il cuore degli italiani e del pubblico d'oltreoceano. Proseguendo si ripercorre la storia del marchio e l'evoluzione del logo, con una zona dedicata anche ai motori per gli aerei a quelli per gli scafi. Si incontra poi la prima auto uscita dallo stabilimento del Portello: l'Alfa 24-HP del 1910, la scintilla che darà il via alla produzione dei modelli che seguiranno. È in questa sala che si rivive la fase sotto la direzione dell'ingegnere Nicola Romeo che, oltre a completare il nome della casa automobilistica, ebbe l'idea di spingere il marchio sulle competizioni e sul mercato estero. I due piani della sala Timeline si arricchiscono di numerosi modelli, come la Giulietta del 1955, la Giulia del 1962, fino ad arrivare a modelli ancora più popolari come l'Alfasud, fino alle più recenti 156 e 8C Competizione.
bellezza
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Una delle sale che attira l'attenzione di chi apprezza modelli avveniristici è la sezione Bellezza, dove sono disposti diversi prototipi dalla grande ricerca stilistica. L'esposizione offre un'istantanea di come in ogni epoca veniva interpretata l'avanguardia del design automobilistico. Dalla Disco Volante, degli anni Cinquanta in cui si cominciava a parlare sempre di più di esplorazione dello spazio, ai modelli astratti come la Carabo disegnata da Giovanni Bertone e l'Iguana di Giorgetto Giugiaro. Si prendono i riflettori anche la 2.000 Sportiva che rappresentava la ricerca di dotare l'auto di forme sempre più umane, così come l'Alfa 40/60 HP, la cui carrozzeria doveva ricordare una goccia d'acqua. La parte finale è dedicata ai design che hanno segnato l'Italia, tra cui figura anche la Alfa Romeo Spider della prima serie: la Osso di Seppia del 1966.
velocità
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Entrare nel mondo delle corse è stata un'idea dell'ingegnere Nicola Romeo, che aveva intuito che le competizioni erano il palco più importante per alimentare la produzione e le vendite. Su questo piano sono disposte auto sportive dai primi modelli che parteciparono alla Targa Florio, come la Alfa Romeo RL che vinse nel 1923 e che segnò il debutto del quadrifoglio. Un percorso che rivive il Dna sportivo della Casa milanese, tra i modelli come la saga dei modelli "Tipo 33" che portarono oltre ai successi in gara anche alla nascita della 33 Stradale prototipo. Spazio anche alla 155 che vinse i campionati del Dtm e a due vetture di Formula 1: la Brahbam BT45b del 1977 e la test-car Tipo-179F. Il tutto è disposto in due sale, dove le luci suffuse impreziosiscono le curve e i dettagli delle carrozzerie sportive.
deposito e archivio
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Per i più assetati di storia di Alfa Romeo, è possibile visitare su prenotazione anche il deposito che si trova nei piani superiori, dove sono conservate non solo le vetture non esposte nella mostra pubblica, ma anche cimeli e oggetti storici. Una collezione che permette di ammirare ancora da più vicino i modelli storici. Tra chi preferisce vedere tutte le auto presenti e chi invece si concentra solo su un modello, ogni appassionato può arricchire la propria visita con quest'esperienza. L'altra area esclusiva del museo è l'archivio storico, che raccoglie tutti i documenti del marchio, dall'atto della fondazione di A.L.F.A. nel 1910 fino ai registri delle auto più moderne. Un totale di 6km di pagine che si dispiegano con migliaia di disegni, schede tecniche dei modelli, documenti amministrativi, riviste e poster che possono essere consultati su domanda. L'ufficio del centro archivio può essere contattato alla mail centrodocumentazione@museoalfaromeo.com per richiedere l'accesso ai documenti, che solitamente viene concesso a ricercatori, studiosi e giornalisti.
orari e biglietti
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Situato in viale Alfa Romeo ad Arese, a poco più di 20 minuti di auto dal centro di Milano, il museo accoglie i visitatori tutti i giorni ad esclusione del martedì. Le visite sono aperte dalle 10:00 alle 18:00, con l’ultimo accesso alle 17:30. Per una visita media si calcola una durata di 1-2 ore. Al biglietto d’ingresso è possibile aggiungere su prenotazione la visita guidata in gruppo o privata, così come il tour del deposito. Per tutte le informazioni, si consiglia di fare riferimento al sito ufficiale del museo.










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