Si ricompone, all'insegna del dialogo, la polemica tra Keshet Italia, l'associazione ebraica Lgbtqia+, e gli organizzatori del Roma Pride. L'annuncio arriva alla vigilia della manifestazione che domani vedrà sfilare oltre 30 carri nella Capitale. Tra questi non ci sarà però quello di Keshet. L'associazione, secondo l'accordo raggiunto, prenderà parte al corteo, con la propria delegazione e i propri simboli, ma con modalità diverse rispetto a quelle inizialmente richieste. "Sarà in uno spezzone a piedi che stiamo organizzando insieme ad altri gruppi per garantire la sicurezza di tutti", spiega Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride. Soddisfatti i portavoce di Keshet: "I diritti non possono essere terreno di divisione o di esclusione".
La controversia era esplosa nelle scorse settimane, quando Keshet Italia aveva denunciato di essere stata esclusa dalla presenza con un proprio carro al Pride per non aver sottoscritto integralmente il documento politico della manifestazione. Al centro dello scontro vi era in particolare il riferimento al "genocidio a Gaza". La questione, aveva precisato Roma Pride, riguardava solo la presenza di un carro autonomo, cosa che avrebbe significato condividere integralmente il documento politico. Dopo una lunga mediazione, dunque, Keshet Italia sfilerà all'interno di uno spezzone organizzato con altri gruppi e con specifiche misure di sicurezza. "È stato fatto un lavoro di sintesi e abbiamo trovato un punto di incontro", ha spiegato Colamarino. Al corteo ci sarà anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, una presenza importante anche in virtù del ruolo di mediatore svolto dal Campidoglio. "Quando le parti scelgono di ascoltarsi e di riconoscersi, la democrazia si rafforza e l'inclusione diventa una pratica concreta e non soltanto un principio astratto", commentano i portavoce di Keshet, che oggi hanno tenuto una conferenza stampa a cui hanno partecipato esponenti politici e attivisti, da Pina Picierno a Paola Concia, da Ivan Scalfarotto a Piero Fassino. Non manca chi, come Rosario Coco, presidente di Gaynet, punta il dito contro una "mistificazione surreale della questione".
"Da subito - spiega - alcuni media e esponenti politici hanno volutamente scambiato la decisione politica con l'esclusione dalla parata per motivi identitari. Ne è venuto fuori un attacco politico senza precedenti". Intanto domani, accanto a Keshet Italia, sfilerà anche Sinistra per Israele - Due Popoli, Due Stati in segno, spiega, "di attiva solidarietà all'associazione Lgbtqia+ che nei giorni scorsi ha subito inaccettabili discriminazioni".
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