La gran parte dei leader Ue è interessato a sondare l'ipotesi di centri di rimpatrio congiunti in Paesi terzi. E' il modello Albania a livello europeo, citato nel consueto incontro dei 14 leader dei Paesi 'falchi' sulla migrazione prima del summit Ue.
I leader, guidati da Italia, Danimarca e Paesi Bassi, hanno sottolineato la necessità di passare rapidamente all'attuazione delle nuove regole sui rimpatri, manifestando interesse a valutare anche ipotesi di hub congiunti in Paesi terzi. A sostegno dell'iniziativa dei falchi arriva anche una lettera sottoscritta da 19 Paesi, che guarda proprio alle "iniziative già operative, come la cooperazione tra Italia e Albania".
I centri in Albania, nati come hub di prima accoglienza e identificazione e che ora potrebbero essere riconvertiti in centri per accogliere i migranti destinatari di decisioni di rimpatrio, rientrano tra le soluzioni innovative auspicate dal gruppo trasversale di Paesi falchi. Alla luce del nuovo quadro normativo Ue, i Paesi hanno ora la cornice per lavorare in sinergia, con il beneplacito e la supervisione della Commissione.
Già dallo scorso marzo un gruppo di cinque Paesi (Austria, Germania, Paesi Bassi, Grecia e Danimarca) aveva iniziato un percorso comune per la creazione di hub esterni di rimpatrio, per trasferire in Paesi terzi i migranti destinatari di un ordine di rimpatrio in attesa dell'effettivo ritorno nel Paese d'origine. "Chiediamo di avviare rapidamente progetti pilota concreti, efficaci e replicabili", ha affermato la premier Giorgia Meloni, portavoce di un modello sempre più prevalente nel club dei 27 ma che durante i lavori del summit, stando ad alcune indiscrezioni, si sarebbe scontrato con l'altro modello, quello spagnolo di Pedro Sanchez, artefice di una regolarizzazione di 500.000 migranti già residenti.
"Non parlerei di" un confronto acceso sulla politica migratoria, "parlerei piuttosto di un dibattito che ritengo necessario e che si sta svolgendo in tutte le capitali europee e a livello europeo", ha precisato Sanchez in conferenza stampa al termine del Vertice europeo. "Riteniamo" che gli hub di rimpatrio nei Paesi extra Ue "non porteranno a nulla, sono una risposta assolutamente inefficace, un inganno" e trasmettono "un messaggio, a mio avviso errato, a quei Paesi di origine e di transito con i quali dobbiamo invece collaborare e cooperare".
Macron: 'Non sostengo hub per i rimpatri, non rappresentano la nostra Europa'
"La Francia non sostiene la politica degli hub di rimpatrio nei Paesi terzi". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, in conferenza stampa al termine del vertice Ue a Bruxelles, indicando che si opporrebbe "all'utilizzo del bilancio europeo per costruirli". "Non ho mai visto un centro di rimpatrio in un Paese terzo funzionare davvero. Negli ultimi anni, ho sentito molte persone parlare di questa possibilità o di accordi in tal senso e vi invito a riflettere sul suo significato", ha osservato Macron. "Non sono sicuro che rappresentino la nostra Europa", ha aggiunto.
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