Osservato al Cern uno dei segnali
tipici della materia primordiale, quella che si è formata pochi
milionesimi di secondo dopo il Big Bang. Questa firma
caratteristica, finora rilevata solo nelle collisioni tra nuclei
atomici pesanti come quelli di piombo, è stata ora confermata
per la prima volta anche in collisioni tra particelle molto più
leggere, come i protoni. Il risultato, pubblicato sulla rivista
Nature Communications, si deve all'esperimento Alice, uno dei
principali attivi nell'acceleratore Large Hadron Collider e al
quale lavorano molti ricercatori italiani, dell'Istituto
Nazionale di Fisica Nucleare.
I protoni sono formati da elementi fondamentali chiamati
quark e gluoni. In ambienti estremamente caldi e densi, questi
formano uno stato della materia noto come plasma di quark e
gluoni: si ritiene che l'universo si sia trovato in questo stato
nei primi 20-30 microsecondi della sua esistenza. Il plasma di
quark e gluoni può essere ricreato per frazioni infinitesimali
di secondo grazie all'acceleratore Lhc del Cern facendo
scontrare nuclei pesanti. Tuttavia, fin dai primi anni dalla sua
entrata in funzione, indizi di plasma sono stati
inaspettatamente osservati anche nelle collisioni di nuclei
leggeri.
Uno di questi indizi è il cosiddetto 'flusso anisotropo': in
pratica, le particelle prodotte in una collisione non si muovono
in maniera uniforme, ma secondo direzioni preferenziali. È
questo il segnale osservato dalla collaborazione Alice,
confermando per la prima volta che il plasma di quark e gluoni
può formarsi anche in condizioni diverse da quelle ipotizzate
finora. I ricercatori si aspettano, ora, di raccogliere
ulteriori informazioni importanti da alcuni esperimenti condotti
nel 2025, durante i quali sono stati fatti scontrare nuclei di
ossigeno.
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2 ore fa
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