Ora legale, la scienza fa dietrofront: non è vero che il cambio d'ora fa male alla salute

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L'allarme sui rischi cardiovascolari del cambio dell'ora si basa su un'illusione matematica: è la tesi di due ricercatori spagnoli

Daniele Particelli

12 maggio - 11:57 - MILANO

Ogni anno, nel periodo in cui torna l'ora legale - come accaduto poche settimane fa - si ripete puntuale il dibattito sui suoi presunti effetti negativi sulla salute. Sui media e sui social circola da tempo l'idea che il cambio dell'ora possa aumentare il rischio di infarti, ictus e persino obesità, alterando il ritmo circadiano in modo pericoloso per il nostro organismo. Queste conclusioni si basavano su uno studio firmato dai ricercatori della Stanford University, che aveva ottenuto una certa risonanza nella comunità scientifica e nell'opinione pubblica. Ora, però, due ricercatori spagnoli rimettono tutto in discussione, sostenendo che quelle conclusioni siano il frutto di un errore metodologico e non di evidenze reali.

La critica allo studio originale

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José María Martín Olalla dell'Universidad de Sevilla e Jorge Mira Pérez dell'Universidad de Santiago de Compostela hanno riesaminato il modello matematico utilizzato nello studio originale di Lara Weed e Jamie M. Zeitzer, pubblicando le loro osservazioni in una lettera su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS). Secondo i ricercatori, il problema risiede nel modo in cui lo studio originale ha calcolato gli aggiustamenti del ritmo circadiano rispetto al ciclo giorno-notte.

Il modello originale sommava sempre i valori assoluti delle variazioni giornaliere del ritmo biologico, senza tenere conto della loro direzione, senza cioè distinguere tra gli aggiustamenti in avanti e gli aggiustamenti all'indietro delle lancette. Un errore che, secondo i due ricercatori, avrebbe delle conseguenze rilevanti sui risultati finali.

L'illusione matematica dietro i dati allarmanti

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I piccoli aggiustamenti quotidiani del ritmo biologico oscillano naturalmente in entrambe le direzioni e tendono a compensarsi nel corso del tempo. Sommandoli come se fossero tutti orientati nello stesso verso, il modello produce un effetto cumulativo artificiale che non corrisponde alla realtà fisiologica. "Il valore annuale reale di questi aggiustamenti è nullo, anche in presenza del cambio di ora", ha sottolineato Martín Olalla. Quello che era stato interpretato come un'evidenza scientifica contro il cambio dell'ora si rivela, nelle parole dei due ricercatori, "un'illusione matematica".

Per rendere il concetto più intuitivo, Mira è ricorso a un'analogia: sarebbe come registrare tutte le correzioni del volante durante una guida come se fossero sempre nella stessa direzione, per poi concludere erroneamente che il veicolo devia costantemente dalla traiettoria, quando in realtà sta andando dritto.

Le conseguenze dell'errore: un rischio sovrastimato

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L'errore metodologico porta, secondo gli autori, a sovrastimare enormemente l'impatto del cambio dell'ora sulla salute. Il modello originale attribuiva al fenomeno un accumulo di circa 20 ore annue di "disallineamento" del ritmo circadiano, mentre in realtà si tratterebbe di variazioni giornaliere di circa tre minuti, del tutto prive di significato epidemiologico.

"Non esiste un'ipotesi che giustifichi il collegamento tra il rumore del modello e la prevalenza di malattie", sottolineano i ricercatori spagnoli, sostenendo che lo studio originale non può dimostrare benefici sanitari derivanti dall'abolizione del cambio dell'ora.

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