Le politiche energetiche del governo
italiano "appaiono contraddire gli impegni assunti in sede
internazionale" sulla decarbonizzazione, a partire dalla
"transizione fuori dai combustibili fossili decisa a Dubai nel
2023". Lo scrivono in un comunicato congiunto alcune fra le
principali realtà ambientaliste italiane, in vista della
Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili
fossili, che si terrà a Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29
aprile 2026. Le ong chiedono "alle rappresentanze parlamentari
italiane ed europee di attivarsi concretamente, utilizzando
tutti gli strumenti istituzionali a disposizione".
I firmatari sono A Sud, Cgil, Ecora, Extinction Rebellion
Italia, Fridays for Future Italia, Greenpeace Italia,
Legambiente, Osservatorio Parigi, Per il clima fuori dal
fossile, Vas - Verdi Ambiente e Società, Wwf Italia.
"L'Italia - scrivono le ong - ha recentemente rinviato il
phase-out dal carbone dal 2025 al 2038, posticipandolo di
tredici anni rispetto agli obiettivi precedentemente fissati,
riaprendo la possibilità di utilizzo del combustibile più
inquinante e motivando la decisione con esigenze di sicurezza
energetica".
"Allo stesso tempo - prosegue la nota congiunta -, il governo
italiano ha sostenuto a livello europeo la necessità di
allentare o sospendere il sistema Ets (Emission Trading System),
uno degli strumenti chiave della politica climatica europea".
"Le politiche energetiche nazionali continuano a essere
fortemente orientate al mantenimento e al prolungamento della
dipendenza dalle fonti fossili - concludono le organizzazioni -,
con nuovi investimenti nel gas e rallentamenti nello sviluppo
delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

8 ore fa
4











English (US) ·