Via libera in commissione Esteri del Senato alla risoluzione unitaria sull'Iran, con coda polemica per l'astensione del M5s.
"L'astensione del M5s è un gravissimo errore politico. Bisognava dare un segnale di unità contro la repressione del regime iraniano", dichiara il senatore di Azione, Marco Lombardo, spiegando che si tratta di una risoluzione "nata unitaria e che è stata modificata proprio per cercare il consenso più ampio".
Nel dettaglio, il documento chiede al governo di "attuare ogni iniziativa diplomatica utile a far desistere le autorità di Teheran dall'adozione di misure repressive nei confronti di pacifici manifestanti" e di "sostenere, in ambito europeo, l'adozione e attuazione di misure mirate, sanzioni individuali e settoriali nei confonti di individui ed entità coinvolte nella repressione".
Nella nota il senatore ha spiegato: "Davanti alla richiesta del M5s di rinviare il voto, abbiamo tutti segnalato l'urgenza di prendere una posizione in tempi rapidi e con un consenso trasversale. Rispetto alle obiezioni del componente del M5s su un futuro intervento militare, ho ricordato che davanti ai crimini internazionali perpetrati dal regime degli ayatollah può essere legittimo l'intervento dell'uso della forza collettiva a protezione della popolazione civile. Di fronte al massacro in atto sarebbe infatti legittima l'iscrizione nelle liste delle organizzazioni terroristiche della principale forza militare del regime iraniano, il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica".
Lombardo ha aggiunto: "Il M5s, un un primo momento ha tentato di rinviare la votazione per poi dichiarare il voto di astensione, mentre la commissione esteri del Senato ha approvato il testo con il voto di tutti gli altri partiti. Un grave errore politico che fa venir meno il sostegno unanime della politica italiana alla lotta degli iraniani".
"Non vogliamo che il governo italiano si trovi a sostenere un'altra azione illegale di Trump, un'altra guerra per il petrolio; per questo motivo abbiamo chiesto di inserire un impegno nella risoluzione unitaria sull'Iran per scongiurare un intervento militare unilaterale - rafforzando un testo che per il resto condividiamo. Questo nostro auspicio è stato rigettato e per questo ci siamo astenuti", spiegano dal M5s.
"Noi sosteniamo chi si ribella al brutale regime teocratico iraniano, che condanniamo con profondo sdegno per la sanguinosa repressione che sta mettendo in atto. Condividiamo ogni forma di sostegno concreto e non violento ai manifestanti e auspichiamo una svolta democratica in Iran frutto dell'autodeterminazione del popolo iraniano. Ma siamo contrari a ogni ipotesi di intervento armato esterno perché questo farebbe sprofondare il Paese in una guerra civile con una carneficina ancor peggiore e inoltre destabilizzerebbe l'intero Medio Oriente. L'Iran dei Pasdaran non è il Venezuela di Maduro, dove, per inciso, il blitz Usa non ha rimosso il regime. I popoli iracheno, afgano, siriano e libico sanno bene come sono finiti i regime change armati dei decenni passati. Il Movimento 5 Stelle sarà sempre dalla parte di chi lotta per la democrazia e la libertà e per questo venerdì saremo in piazza a manifestare a sostegno del popolo iraniano".
Il leader Giuseppe Conte a sua volta chiarisce: "Sentite cosa è successo. Oggi c'era la risoluzione sull'Iran al Senato che noi avremmo votato insieme alle altre forze politiche, visto che siamo al fianco di chi si ribella al regime iraniano, che abbiamo sempre condannato per come soffoca le libertà e reprime nel sangue il dissenso. Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no. Quindi abbiamo deciso di astenerci, pur condividendo il resto della risoluzione: l'assenza di quel passaggio è per noi fondamentale. Soprattutto ora che si è manifestata la dottrina 'Meloni-Tajani' per cui il diritto internazionale vale... ma fino a un certo punto. E questo punto lo stabiliscono gli Stati Uniti, di volta in volta".
Conte, in un post su Facebook, aggiunge che "per il governo Meloni il diritto internazionale non vale per il criminale Al-Masri, che ha rimpatriato con gli onori di un volo di Stato. Non vale nella Striscia di Gaza, dove il governo italiano è rimasto complice silente del genocidio compiuto dal governo Netanyahu. Non vale in Venezuela dove Meloni ha dichiarato 'legittimo' il blitz militare americano, con la conseguenza che al governo c'è adesso la numero 2 di Maduro, mentre a cambiare realmente è stata la governance del petrolio. Se lasciamo che prevalga la legge del più forte, del più armato, rotoleremo nel più completo disordine mondiale. Altro che corsa al riarmo, precipiteremo nel caos della massima insicurezza e, quindi, della più umiliante servitù per sperare in una protezione".
L'ex premier sottolinea che "la comunità e gli organismi internazionali hanno tante leve da usare sul fronte economico e diplomatico per cambiare le cose. Condividiamo ogni forma di sostegno vero, concreto, rispettoso del diritto internazionale ai manifestanti e auspichiamo una svolta democratica in Iran frutto dell'autodeterminazione del popolo iraniano".
Il capogruppo della Lega in commissione Esteri e Difesa Stefania Pucciarelli attacca: "Ci lascia perplessi il comportamento del campo largo, saltato questa volta sull'Iran. Il centrodestra e gran parte della sinistra ha votato a sostegno di una risoluzione in commissione Esteri, in cui si chiedeva di condannare quanto sta avvenendo nel Paese, dove assistiamo a una forte repressione e, come ci informano gli organi di stampa, migliaia di ragazzi sono stati uccisi. Stupisce il comportamento del Movimento 5 Stelle e soprattutto che la coalizione salti su un tema del genere, visto che si tratta di un'emergenza umanitaria".
Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia e responsabile del Dipartimento Esteri del partito, a sua volta commenta: "Nel Movimento 5 Stelle non sono stati neanche capaci di condannare, senza ombre di equivoci, le violenze della repressione condotta dagli ayatollah in Iran. L'astensione sulla risoluzione in Commissione esteri del Senato è un fatto politico molto grave. E a nulla servono le giustificazioni di Giuseppe Conte: quando ci si trova dinnanzi a una dittatura che agisce in modo così cruento contro il proprio popolo è doveroso prendere posizione senza subordinarla a condizioni. Non è stato così. E tutto questo rende ancor più evidente la spaccatura nell'aspirante campo largo: se le sue forze neanche riescono a esprimere una linea comune sulla tutela delle libertà nel mondo, non hanno alcuna credibilità per rappresentare un'alternativa di governo".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 ora fa
1









English (US) ·