Una iniziativa legislativa per
contrastare l'antisemitismo è "indifferibile e urgente" alla
luce dei continui episodi contro "gli ebrei in quanto tali" che
oggi soffrono "gravi limitazioni e pericoli, anche alla vita".
Lo scrive in una lettera ai componenti della commissione Affari
costituzionali e ai firmatari dei ddl sull'antisemitismo Noemi
Di Segni, presidente della Unione delle comunità ebraiche in
Italia (Ucoi), in vista dell'audizione in programma domani.
Di Segni - nella lettera che l'ANSA ha visionato - rivendica
il ruolo di legittima rappresentante dell'ebraismo italiano,
essendo l'Ucoi firmataria dell'Intesa con lo Stato. "Il
dibattito tecnico legale sulle misure più urgenti e
auspicatamene efficaci - si legge ancora nella lettera - deve
svolgersi nell'aula parlamentare". "Con rammarico invece
evidenziamo che numerosissime interviste e dichiarazioni
apparse sulla stampa e social media esprimono - nei titoli e nei
contenuti - concetti e conclusioni che non trovano riscontro
nelle proposte contenute nei diversi DDL, nella definizione di
IHRA di antisemitismo, nelle categorie storiche e politiche
relativi alle vicende del popolo ebraico, allo Stato di Israele
e alla Shoa. E non solo, rappresentano spesso una dialettica tra
gruppi parlamentari e politici o portatori di interessi
particolari che difficilmente riflette una sincera e preoccupata
attenzione alla gravità dei fenomeni di odio antisemita". "La
distorsione forse più acuta - osserva Di Segni - riguarda la
definizione stessa di antisemitismo e come si rapporta al
concetto di antisionismo. Se e come il concetto di
"antisionismo" è invece solo "anti-israelianismo" e in che
termini la critica alle politiche di un governo diventa abuso e
delegittimazione. Cosa sia in generale il sionismo come
movimento storico, con diverse espressioni e correnti, che
riguarda il rapporto tra ebrei, la terra e lo Stato di Israele.
Concetto che si è evoluto nel tempo, forse dopo il 7 ottobre ha
riacquisito una specifica rilevanza, sul quale noi stessi oggi
ci interroghiamo. Una "critica politica al governo" basata su
fatti reali, come in molti la difendono, la conosciamo bene
anche dall'ascolto di radio e media israeliani. Non è quello che
vediamo nelle piazze e nelle aule dove la violenza, il
vilipendio alla memoria e la devastazione hanno prevaricato ogni
dialogo e ogni ragione. Una lettura selettiva e distorta della
stessa definizione IHRA equivale ad eludere il problema e
strumentalizzarlo per una dialettica puramente politica o,
peggio ancora, a porsi - anche inconsapevolmente - proprio al
servizio di chi continua a coltivare e propagare quello stesso
odio antisemita".
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3 ore fa
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