Dalla gestione in prima persona (anche del mercato, come con Gonçalo) alle tempistiche, passando dal tetto di spesa per un singolo giocatore: il numero uno di RedBird, nel riprogrammare il club, ha cambiato molte linee guida
Dopo aver cambiato faccia al management, Gerry Cardinale ne ha cambiate altre due: il modo in cui gestire il club - prendendo in mano in prima persona una situazione che stava diventando drammatica -, e il modo in cui gestire il mercato. E qui, almeno a giudicare da quanto successo lungo la giornata di venerdì, la differenza col passato è epocale. Sì perché nel mondo rossonero venerdì 26 giugno non è stato un giorno qualunque, ma un intero manifesto programmatico firmato dal numero uno di RedBird. In ordine temporale: riunione operativa a Casa Milan su linee guida aziendali e mercato con la dirigenza al completo schierata nei nuovi ruoli; comunicato ufficiale sulla nomina a Ceo di Massimo Calvelli; chiusura dell'affare Gonçalo Ramos, colpo di mercato che dovrebbe - finalmente - portare a Milanello un centravanti con cui aprire un ciclo di prim'ordine. Il tutto nell'arco di circa otto ore, la durata di una giornata lavorativa media. Qui però di standard non c'è nulla: il segnale che arriva dalla proprietà è non solo chiaro, ma anche bello forte.
intensità
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Cardinale ha impiegato esattamente un mese per agire concretamente dopo lo sprofondo del 24 maggio. Ha resettato simultaneamente area sportiva e finanziaria, e s'è messo a cercare i sostituti. È stato molto più complicato di quanto sicuramente si immaginasse (ed è anche doveroso ricordare che i nomi attuali, a tutti i livelli, non rispecchiano quelli inizialmente sul taccuino), ma non appena ha potuto è passato all'azione con la stessa intensità che vuole dal suo nuovo allenatore. Dando un taglio netto al passato recente e meno recente. È qui il nodo della questione. La prima differenza è nel suo stesso modus operandi: una gestione esercitata in prima, primissima persona, anche nella trattativa col Psg per Ramos, che ha visto Cardinale dialogare direttamente con Al Khelaifi. Non è evidentemente un dettaglio di poco conto. Seconda differenza: nonostante due annate senza i proventi Champions - la scorsa e la prossima -, Cardinale sarà ricordato come il proprietario che nell'estate 2026 ha vidimato l'acquisto più costoso nella storia del Diavolo. Quello su Gonçalo Ramos è un all-in senza precedenti e questa è la terza differenza: fino all'anno scorso la filosofia era quella di spalmare il budget su più profili possibili, cercando la proporzione migliore tra costo e qualità. I classici "mister 20 milioni", per capirci. Quarta differenza: il Milan prima cedeva e poi acquistava, ovviamente anche in base all'entità degli incassi. Stavolta il mercato è aggressivo: i circa 70 milioni sborsati per Ramos sono stati stanziati addirittura quando non è ancora nemmeno aperto ufficialmente il mercato. Quinta differenza: la dirigenza in passato ci aveva abituato a trattative estenuanti contrattando quasi euro su euro. Tavoli talmente eterni che più di una volta gli obiettivi sono poi andati perduti. Stavolta, oltre alla cifra, spicca anche il tempismo: individuato, voluto, trattato e preso in pochi giorni, giusto per evitare sorprese dalla concorrenza. Sullo sfondo, da non sottovalutare, l'uscita dal settlement agreement della Uefa, sebbene occorrerà ovviamente continuare a rispettare i parametri.
fiducia
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Sono cinque differenze notevoli, che iniziano a offrire sotto una nuova luce la proprietà rossonera agli occhi dei tifosi. Questo è stato e resterà ovviamente l'investimento più cospicuo dell'estate 2026, ma è un segnale forte, anche in termini pratici perché la casella del centravanti era assolutamente quella più bisognosa di intervento. L'altro aspetto evidente che rompe col passato è il rapporto del club con l'allenatore. In questo caso rapporto fa rima con supporto: mai più un tecnico lasciato solo, è il mantra che circola a Casa Milan da un mese a questa parte. Le dirette conseguenze? Amorim immediatamente accontentato sull'attaccante per il quale si era speso, e allo stesso tempo un messaggio chiaro di fiducia nei confronti del tecnico. Tant'è vero che era stata stilata una short list di nomi individuati in base alle esigenze tattiche del portoghese. L'obiettivo della società, come compare chiaramente dal comunicato di Calvelli ("Vogliamo giocare per vincere, anziché per non perdere", ha detto Cardinale), è rimettere in campo una squadra offensiva e intensa. Tutti buoni motivi per spiegare come mai Cardinale per il suo nuovo attaccante ha deciso di autorizzare una spesa del genere.








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