'Notte prima degli esami' torna a 20 anni dal cult di Brizzi: nuova generazione, stessa paura

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Il 19 marzo arriva nelle sale 'Notte prima degli esami 3.0', esordio alla regia di Tommaso Renzoni

Era il 2006 quando 'Notte prima degli esami' di Fausto Brizzi, con Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi, arrivò al cinema. Non fu soltanto un successo: diventò un album di ricordi, una macchina del tempo su cui gli spettatori salirono in massa per tornare ai propri diciott’anni, a un’epoca senza social e senza notifiche. Un'epoca di 'wild boys' (per citare i Duran Duran) ma anche della 'Luna' cantata da Gianni Togni, di 'Cosa resterà degli Anni 80' e 'Self Control' cantante da Raf. Ma prima fra tutte 'Notte prima degli esami' di Antonello Venditti, che da quel momento ha smise di essere solo un classico: diventò l’inno ufficiale dei maturandi, la colonna sonora obbligata di ogni notte prima degli esami da lì in avanti. E ora quella notte torna sul grande schermo a vent'anni dall'uscita con 'Notte prima degli esami 3.0' (dal 19 marzo in sala con 01 Distribution) con la regia dell'esordiente Tommaso Renzoni, che ha scritto la pellicola con Brizzi. La sfida, spiega, "era costruire un film che non fosse né sequel né reboot: "Volevamo che avesse il sapore della ricetta originale, ma che fosse anche completamente autonomo. Doveva funzionare da solo, anche per chi non aveva visto i film precedenti".

Lo sceneggiatore ricorda che il secondo film - 'Notte prima degli esami oggi' - era ambientato nel 2006 e Facebook in Italia non esisteva ancora: "Raccontavamo una generazione che citofonava agli amici". Da qui l’esigenza di aggiornare tutto. "Con Tommaso ci siamo messi al lavoro tenendo accanto un manualetto immaginario: 'Mille e uno modi per sbagliare questo film'. Ogni giorno ci chiedevamo quale fosse il modo peggiore per rovinarlo, così da evitarlo. Dovevamo citare il primo senza copiarlo". Accanto a lui, il regista Tommaso Renzoni ricorda come sia cambiato tutto: la scuola, gli strumenti, le generazioni. "Il futuro che anni fa sembrava più sicuro oggi fa più paura. Ma la notte prima degli esami resta la stessa: l’ultimo trampolino prima dell’età adulta". Renzoni, per sottolineare le due generazioni a confronto, definisce simpaticamente il film come un "gyoza con burro e salvia".

In 'Notte prima degli esami 3.0' torna una vigilia della maturità, un gruppo di liceali romani - capitanati da Tommaso Cassissa – tra amori segreti e fluidi, tradimenti, amicizie indissolubili messe alla prova, paura del futuro piani più assurdi per ingannare la professoressa più temuta della scuola: 'la Belva', interpretata da Sabrina Ferilli. Un ruolo che fu di Giorgio Faletti, 'la Carogna', nei due film di Brizzi. "Il mio personaggio porta anche una cifra femminile che allora si sentiva meno. È una donna sola, con una relazione che spera sia di un certo tipo e invece non lo è. E poi c’è questo studente (Cassissa, ndr) che è un po' figlio, un po' lo studente per antonomasia: all’inizio c’è conflitto, poi nasce una forma di protezione". Per Cassissa, "l’ansia per gli esami resta sempre la stessa, ma serviva l’occasione per raccontare una nuova generazione in questo contesto". Il suo personaggio che, come molti della Generazione Z, si sente sempre schiacciato da un meteorite imminente: "Passa dal conflitto al confronto attraverso la condivisione della fragilità. Vive la confusione del presente, è travolto dall’ecoansia, vuole cambiare il mondo ma non sa come farlo. La verità è che nessuno salverà mai nessuno".

Una generazione che "non sa dove mettere le mani – osserva Renzoni – ma ha molte più consapevolezze di quante ne avessero una volta i ragazzi che oggi sono adulti. E che oggi non sembrano interessati ad ascoltare gli adolescenti. Non volevamo risolvere i problemi, ma raccontare la confusione di una generazione”. Rispetto a 'Notte prima degli esami oggi' che fotografava i maturandi nell’estate dei Mondiali 2006, il '3.0' non mostra l’attualità: "C’è stato un cambio generazionale anche nel modo di raccontare", spiega il regista. "Siamo passati dal metatesto - quando inserivamo immagini esterne per spiegare il mondo - all’ipertesto. Oggi quell’informazione arriva già dal cellulare dei ragazzi. Per questo abbiamo scelto una narrazione più compatta, con solo qualche accenno all’attualità".

Nel cast anche Gian Marco Tognazzi nel ruolo di un papà nostalgico ("mi piace far riscoprire il passato, la memoria analogica, i rapporti fatti di presenza e non di condivisione virtuale"), Sebastiano Somma, Teresa Piergentili, Pascale Reynaud e un gruppo di giovani promesse: Adriano Moretti, Alice Lupparelli, Alice Maselli, Aleandro Falciglia, Bea Barret, Christian Dei. Senza dimenticare il debutto come attrice della cantante Ditonellapiaga. Immancabile, il cameo Antonello Venditti, che canta e suona al piano 'Notte prima degli esami'.

Il film è prodotto da Fulvio e Federica Lucisano ed è una produzione Italian International Film con Rai Cinema in collaborazione con Buonaluna. Per Lucisano il ritorno di 'Notte prima degli esami' non era affatto scontato: "Non c’era nessun obbligo di farlo per celebrare l'anniversario del film di Brizzi. Serviva un’idea davvero fresca, capace di raccontare la generazione di oggi. Ed è arrivata". Mentre Paolo Del Brocco, ad di Rai Cinema, ricorda invece il peso storico del titolo: "Era difficile dire di no. Quel film ha cambiato il cinema italiano: prima non esistevano commedie romantiche di sentimenti, ha aperto una strada nuova". Per questo guarda con curiosità al pubblico che accoglierà il nuovo capitolo: "Sarà interessante vedere quanti giovani andranno a vederlo e quanti nostalgici torneranno in sala", conclude.

Sabrina Ferilli scherza: "In 'Notte prima degli esami' nessuna 'Cecilia' sul copione'**

"Mi sono accertata che sul copione di 'Notte prima degli esami 3.0' non ci fosse nessuna 'Cecilia'". Sabrina Ferilli la butta sul ridere durante la conferenza stampa del film, tornando con autoironia sul tormentone social dei suoi "Scecilia", diventati virale dopo la messa in onda della fiction Mediaset 'A testa alta – Il coraggio di una donna', in cui interpreta la preside Virginia Terzi. Durante la serie, infatti, la cadenza romana dell’attrice aveva trasformato il nome della sorella del suo personaggio, Cecilia, in un irresistibile "Scescilia", scatenando meme e video ironici sui social.

"Questo ruolo è arrivato prima di 'A testa alta'", dice Ferilli. Poi riflette sul perché certi ruoli le calzino così bene: "Ho interpretato spesso figure di responsabilità, anche in televisione, anche sindaci. C’è un aspetto pubblico che è l’opposto del mio privato, ed è per questo che quei ruoli funzionano. Mi vedono più responsabile di quanto io sia davvero. Però finché funzionano, va bene", conclude.

Il debutto di Ditonellapiaga come attrice: "'Notte prima degli esami' mi ha ricordato la ribelle che ero"

"È stato il battesimo più bello che potessi ricevere. Essendo la mia prima esperienza, è stato inevitabilmente diverso: mi sono misurata con un mezzo nuovo, con tante persone che osservavano il mio lavoro mentre lo stavo facendo. Di solito sono abituata allo studio, ai miei tempi, ai miei spazi". Così Ditonellapiaga, al secolo Margherita Carducci, racconta il suo debutto come attrice in ‘Notte prima degli esami 3.0’. "Devo dire che questo personaggio aveva molte somiglianze con me quando ero ragazzina. C’era un desiderio fortissimo di libertà - ricorda la cantante - la voglia di scardinare le regole e uscire dagli schemi. A volte quella fuga costante, quel senso di ribellione, erano una scappatoia: un modo per evadere dall’emotività e dai rischi che comporta esporsi davvero. Perché quando ti mostri, quando ti apri, c’è sempre la possibilità di essere rifiutata. E quindi di essere ferita”.

Il film torna sullo schermo a vent’anni da ‘Notte prima degli esami’ (2006) con Nicolas Vaporidis e Cristiana Capotondi, la commedia cult di Fausto Brizzi, che firma la sceneggiatura del nuovo film insieme a Renzoni. Tra i ricordi dal set, la scena in cui Antonello Venditti canta l’iconica ‘Notte prima degli esami’: “Non è stata solo recitazione, ma quando Venditti è venuto a cantare abbiamo vissuto un momento di reale condivisione”, racconta Ditonellapiaga, reduce dal successo di 'Che fastidio!' in gara al Festival di Sanremo. Interpellata sulla presenza del brano nelle manifestazioni dello scorso weekend, dove in alcuni casi il testo è stato adattato con riferimenti politici, l'artista risponde: "Non mi dà fastidio. Dal momento in cui una canzone esce, smette di appartenere solo a me e diventa delle persone che la ascoltano e decidono di farla propria e di reinterpretarla". Il pezzo inoltre "è stato ascoltato anche l'8 marzo (Giornata internazionale della donna, ndr)", c'è una parte "in cui canto 'dimmi cosa mi hai messo nel bicchiere, ha un gusto amaro e non mi fido perché mi gira la testa e tutta la stanza, finché non passa, che fastidio'. Quel passaggio nasce dalla difficoltà che noi donne viviamo quando andiamo a una festa: vorremmo stare serene, rilassate, senza doverci guardare continuamente le spalle", dice Ditonellapiaga, che si dice "contenta" perché "se la mia canzone viene letta come un manifesto di protesta in questo mondo molto violento è molto positivo. Il brano parla di formalità e costrizioni ma sono felice che trovi un nuovo senso negli altri", conclude.

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