Per il Pd resta intatto il nodo pugliese. A livello regionale non ancora si è riusciti a dirimere la matassa della candidatura di Antonio Decaro e del veto da lui imposto alla corsa di Michele Emiliano e Nichi Vendola per il consiglio regionale. Assodata la volontà dei democratici di puntare sull'europarlamentare, a questo punto, appare certo che la palla passerà direttamente al Nazareno e la faccenda finirà sul tavolo di Elly Schlein.
"Si troveranno le soluzioni anche in Puglia e Campania", dove "stiamo lavorando per chiudere le ultime cose", scandisce la segretaria, ben cosciente del rompicapo che ha davanti. Intanto, da FdI proprio per la Puglia si fa avanti il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato: "Se mi sarà chiesto il contributo per la presidenza della Regione non esiterò a rispondere 'presente', così come attiene ad una persona diligente che fa politica".
Un balzo in avanti, che cela ragionamenti concreti tra i meloniani ma deve fare i conti con i delicati equilibri della maggioranza che ha da riempire ancora ben tre caselle dello scacchiere delle regionali. Così il responsabile organizzazione di Fratelli D'Italia Giovanni Donzelli aggiusta il tiro: Gemmato "ha tutta la nostra fiducia, sta facendo bene il suo compito al governo", ma "non piantiamo bandierine, non facciamo il gioco dell'oca, non cerchiamo di cambiare le caselle tra i partiti della maggioranza. Cerchiamo il miglior presidente per questa Regione". Per ora tra i nomi in pole per la corsa a governatore c'è quello dell'azzurro Mauro D'Attis.
Tornando nel campo avversario, la triangolazione Decaro-Vendola-Emiliano sembra congelata: apparentemente nessuno fa passi avanti o indietro, ma i pontieri sono al lavoro e non si possono escludere accelerazioni o colpi di scena. Roberto Fico e Antonio Decaro sono già stati inseriti tra gli ospiti in programma alla festa dell'Unità di Reggio Emilia, ad ulteriore dimostrazione che il Pd intende portare avanti proprio questi due nomi per le regionali in Puglia e in Campania.
Ma se la situazione non si sbloccasse, c'è chi ipotizza anche un ritiro di Decaro e chi una sua candidatura indipendente: in entrambi i casi sarebbe un duro colpo per il Nazareno, che dovrebbe puntare su un altro candidato (si parla di Francesco Boccia o dello stesso Vendola).
Per scongiurare tutto ciò - anche tenendo conto delle 500 mila preferenze incassate da Decaro alle Europee - è possibile che a partire da lunedì si tenga un confronto sul tema tra i leader del centrosinistra: un tavolo di coalizione vero e proprio o un appuntamento meno formale. Comunque vada, Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni saranno sullo stesso palco al Monk di Roma il 3 settembre, per la festa di Avs.
Dunque, la speranza condivisa è chiudere la partita entro quella data, o comunque entro la settimana. "Alleanza Verdi e Sinistra non si tocca - mette in chiaro Nico Bavaro, componente della segreteria nazionale di Sinistra Italia - Siamo una forza politica che sceglie autonomamente i suoi candidati al Consiglio regionale a sostegno di Antonio Decaro".
Mentre i 5s si tirano fuori chiarendo, per voce di Mario Turco, che le eventuali candidature di Michele Emiliano e Nichi Vendola "non sono temi che riguardano il Movimento 5 Stelle" bensì "dinamiche interne ad altre forze politiche".
Schlein in questi giorni deve registrare anche le forti fibrillazioni dei cattolici del partito che, dopo l'exploit di Giorgia Meloni al Meeting di Comunione e Liberazione, chiedono più spazio. Dopo l'intervento di Rosi Bindi (secondo cui "un partito che si candida a governare il Paese dovrebbe tenere i rapporti col mondo cattolico italiano, con la Cei e con il Vaticano"), oggi è sceso in campo un pezzo da novanta come Lorenzo Guerini per precisare che "senza la cultura e la presenza cattolico-democratica" semplicemente "non ci sarebbe il Pd".
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