'La grande incertezza' è la parola d'ordine per le prossime elezioni regionali in Valle d'Aosta, in calendario il 28 settembre. Difficile fare pronostici, come non accadeva da parecchio. Governata negli ultimi anni da coalizioni tra autonomisti e forze del centrosinistra, la regione alpina deve fare i conti con numerose incognite. A partire dall'affluenza alle urne, con un trend in netto calo.
Dal punto di vista politico al centro della contesa elettorale c'è l'Union valdotaine, il movimento autonomista per eccellenza, da sempre al potere e reduce dal processo di 'riunificazione' che ha riportato alcuni 'ribelli' sotto l'insegna del leone rampante. Nel 2020 aveva ottenuto sette consiglieri, con la 'réunion' i più ottimisti puntano a raddoppiare ma è probabile che alla fine si dovranno 'accontentare' di una via di mezzo.
L'obiettivo - all'insegna del motto 'ni droite ni gauche' - è di riuscire a formare un governo di soli autonomisti, da costruire assieme ai neonati 'autonomisti di centro' (il cui peso elettorale però è tutto da verificare). Un obiettivo per ora solo 'sussurrato' nei corridoi. Idea suggestiva ma altrettanto complicata da realizzare. Per governare la regione ci vogliono almeno 18 consiglieri, ma 20 è la soglia per vivere una legislatura 'tranquilla'.
Spettatore interessato è il Partito Democratico, che punta a confermare la propria bandierina nell'unica regione del nord non guidata dal centrodestra. Se la Valle d'Aosta resterà una sorta di enclave progressista nel nord Italia molto dipenderà dalla performance del partito di Elly Schlein, che deve guardarsi da altre due liste di sinistra - una di Avs - in grado di erodere parte dell'elettorato per la solita guerra interna nella gauche. Il Pd spera di essere, ancora una volta e all'ultimo, decisivo con i suoi eletti per formare una maggioranza con gli autonomisti.
Sul fronte opposto la coalizione di centrodestra si presenta unita e compatta. Almeno per ora. Il sogno è di riuscire a costruire una maggioranza con gli autonomisti di centro, che 'rischiano' di diventare l'ago della bilancia. Sbirciando nella coalizione, la Lega non è più la corazzata in grado di trascinare gli alleati, il suo consenso - come a livello nazionale - non è quello di cinque anni fa. Fratelli d'Italia affronta il primo test alle regionali e punta a diventare anche in Valle d'Aosta il riferimento del centrodestra. Forza Italia, invece, vuole aumentare il proprio peso specifico all'interno dell'area. La battaglia è aperta anche tra alleati.
L'intera elezione però potrebbe finire sub-iudice: Avs-Rete civica ha presentato un ricorso sulle modalità di voto dopo le modifiche della legge elettorale (passaggio da una a tre preferenze). Ricorso inoltrato in Tribunale e che rischia di far saltare il banco. Da segnalare infine che in Valle d'Aosta il 28 settembre si voterà anche in 65 comuni (tra cui Aosta) per l'elezione dei sindaci e il rinnovo dei consigli comunali.
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