Il primo step verso la Lega Nord si materializza giovedì 12 aprile 1984 con l'atto formale nello studio di un notaio di Varese che dà vita alla Lega autonomista lombarda. Ad apporre le firme cinque uomini e una donna: Umberto Bossi, suo cognato, la sua futura moglie, un commerciante, un dentista e un architetto. Da qualche anno, il futuro Senatùr, che del partito è stato prima segretario e poi presidente federale a vita, girava il nord a bordo della Citroen Cx amaranto, anche duecentomila chilometri all'anno, centinaia di comizi, interminabili cene alle due di notte. Aveva inaugurato la moda dei manifesti e delle enormi scritte sui muri lungo le autostrade, o su vecchi edifici, graffiti politici nel senso stretto dei termini.
Nel 2019, nel trentacinquennale di quell'atto notarile, la Lega raccontò come Bossi, "un giovane magro dai capelli neri", aveva redatto lo statuto, inventato il nome del movimento politico e anche il simbolo, Alberto da Giussano. Anni prima il 'capo' aveva fondato un giornale, Lombardia Autonomista, di cui era direttore responsabile e editore: "Bombardava il territorio con i suoi articoli. Propagava le sue idee in giro, nei bar e nei circoli culturali. Scriveva poesie in dialetto lombardo". Gli altri del gruppo, i fondatori, erano Giuseppe Leoni, architetto di Mornago (Varese), che organizzò l'appuntamento dal notaio e si considerava il "gregario" del Bossi Merckx; Marino Moroni, anche lui di Mornago, un commerciante di articoli igienico-sanitari dalla personalità stravagante; Pierangelo Brivio di Samarate, il paese della madre di Bossi, Ida Valentina Mauri. Brivio era il cognato di Bossi, marito di sua sorella Angela, di professione commerciante. C'erano anche Emilio Benito Rodolfo Sogliaghi, un odontotecnico di Milano, e una giovane donna, Manuela Marrone, che da un paio d'anni scriveva con Bossi manifesti e volantini da distribuire nelle valli, e che poi sarebbe diventata sua moglie. "Scherzai un po' con la ragazza - ha ricordato in passato il notaio Franca Bellorini - per il fatto che, come lei, anch'io avevo un genitore con le origini siciliane. Lei suo padre, io mia madre". Nel 1985, alle elezioni comunali a Varese, Leoni diventa il primo consigliere comunale.Nel 1987, davanti a un chinotto, Bossi fa una previsione: "Saremo il primo partito della Lombardia alle regionali, avremo 80 deputati alle politiche e poi il sindaco di Milano".
Quell'anno si presenta alle politiche la coalizione: Lega Lombarda, Liga Veneta e Lega Piemont, lui diventa il 'Senatùr'. La prima evoluzione del partito arriva nel 1991. Al congresso di Pieve Emanuele, alle porte di Milano, viene inserito un trattino, piccolo ma significativo: nasce la Lega Lombarda-Lega Nord. Poi l'ordine verrà cambiato, si passerà a Lega Nord-Padania, e a Lega Nord per l'indipendenza della Padania. Nel 1992 la Lega porta in Parlamento 80 tra deputati e senatori, e l'anno dopo a guidare Milano viene eletto Marco Formentini. Il 'capo' ci ha visto giusto, come quando nel 1996 sfida il maggioritario facendo presentare la Lega da sola: scommessa vinta, 10,9%, con 59 deputati e 27 senatori. O quando la porta "al governo in canottiera'' con Silvio Berlusconi. Un po' di governo, tanto di lotta, la Lega Nord era come Bossi.
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