Nature, il vaccino contro l'hantavirus allo studio da 30 anni

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La ricerca di un vaccino contro gli hantavirus è iniziata almeno 30 anni fa e da allora sono stati individuati candidati vaccini anche contro il ceppo Andes responsabile dei casi a bordo della nave da crociera Mv Hondius. Per uno di essi c'è stata una sperimentazione clinica di fase 1, ossia un test condotto su un piccolo numero di persone per verificare la sicurezza. Lo dice alla rivista Nature il virologo Jay Hooper, dell'Istituto per la ricerca sulle malattie infettive dell'esercito degli Stati Uniti a Frederick, nel Maryland.

La sua ricerca sul vaccino è iniziata negli anni '80, circa un decennio dopo la scoperta degli hantavirus: "il vaccino a Dna contro il ceppo Andes induce anticorpi neutralizzanti, importanti per la protezione, quindi sembra promettente. Tuttavia, richiede almeno tre dosi, una dose iniziale più due richiami, anziché una singola iniezione o un semplice schema dose-richiamo". Attualmente la ricerca prosegue sugli anticorpi prelevati dalle persone vaccinate: "li stiamo testando come vaccino utilizzando il criceto come modello della malattia umana".

Il problema, prosegue il virologo, è nel fatto che i casi di virus Andres finora rilevati negli esseri umani "sono rari e geograficamente sparsi, non esiste una regione specifica in cui condurre un classico studio di fase 3 sull'efficacia del vaccino; pertanto, per soddisfare i requisiti per l'autorizzazione all'immissione in commercio, sono necessari approcci di tipo diverso.

Si stanno quindi esplorando altre strategie, ha detto ancora Hooper, e "quanto è stato fatto sui vaccini a base di acidi nucleici è facilmente applicabile alle piattaforme a mRna. Il Covid-19 ha dimostrato la rapidità con cui si possono sviluppare i vaccini con questa tecnica". Finora non c'è stato comunque un particolare interesse a finanziare la ricerca su questi vaccini. "Manca una forte spinta esterna - ha detto ancora il virologo a Nature - e quindi i progressi sono più lenti di quanto potrebbero essere. È frustrante, come spingere un masso su per una collina per anni".

Per questo motivo, dopo 30 anni di ricerche si comincia a guardare in direzioni diverse. Per esempio, si stanno sviluppando possibili terapie basate su anticorpi umani fatti produrre da mucche geneticamente modificate. Un primo anticipo di questo tipo è stato sperimentato su animali e ha dimostrato di poter dare protezione contro più ceppi di hantavirus, ma la ricerca è attualmente ferma alla fase preclinica e non è ancora entrata nella fase 1 di sperimentazione sugli esseri umani.

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