Nations Championship: iniziano bene All Blacks e Irlanda

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Nella giornata inaugurale del nuovo torneo internazionale sconfitte rispettivamente la Francia a Christchrch per 34-32 con doppietta di Jordan e l’Australia a Sydney per 33-31 grazie alla meta nel finale di Clarkson

Roberto Parretta

4 luglio - 14:24 - MILANO

Spettacolo e 9 mete a Christchurch, con gli All Blacks che superano la Francia per 34-23. Diluvio di mete anche a Sydney (altre 10), dove l’Irlanda piega per 33-31 un’ottima Australia. È la prima parte del programma della prima giornata del nuovo Nations Championship del rugby, che di fatto regola la vecchia tradizione dei tour estivi e autunnali per dare una classifica alle sfide tra le potenze degli emisferi nord e sud. Al di là dei risultati, interessante mettere ordine su quanto accaduto e quanto accadrà su due delle panchine più prestigiose del mondo, quelle di All Blacks e Wallabies. Dopo la clamorosa uscita di scena di Scott Robertson, la federazione neozelandese lo scorso marzo ha scelto come successore Dave Rennie, ex c.t. dell’Australia. Le tre partite di questa fase del torneo saranno invece le ultime per i Wallabies sotto la guida del neozelandese Joe Schmidt (ex c.t. dell’Irlanda), che da un anno ha annunciato l’intenzione di lasciare il lavoro per motivi familiari e che assieme alla sua federazione ha costruito un passaggio di consegne meno traumatico possibile per il futuro head coach, Les Kiss, attuale tecnico dei Queensland Reds. 

CHRISTCHURCH

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Per il suo esordio alla guida degli All Blacks, Rennie consegna la maglia numero 10 a Ruben Love: alla sesta presenza in nazionale, il 25enne gioiello degli Hurricanes viene schierato per la prima volta titolare in regia (nelle precedenti due volte estremo e tre dalla panchina). Bastano 82 secondi alla Francia per andare a segno. Possesso di splendida qualità nei 22 e con un paio di semplici passaggi Maxime Lucu e Mathieu Jalibert aprono il varco nel quale comodamente s’infila Damian Penaud. Lucu la trasforma. In più nel corso dell’azione viene ravvisato un placcaggio pericoloso che costa il cartellino giallo a Love. La reazione neozelandese è però immediata e i francesi sono costretti a difendere la linea di meta con una serie di falli, fino a quando al 5’ Jordie Barrett con un lungo passaggio pesca Will Jordan al largo, per il tuffo alla bandierina a battere il diretto avversario. Love manca la difficile trasformazione. Tra il 15’ e il 30’ Lucu infila due piazzati, ma al 22’ gli All Blacks segnano la seconda meta: violento attacco centrale che assorbe la difesa francese, palla poi mossa al largo dallo schiaffetto di Quinn Tupaea che serve peter Lakai, dai-e-vai con Clabe Clarke sull’out e per il flanker si apre l’autostrada verso i pali. E proprio allo scadere del tempo Cam Roigard firma la terza: dalla touche a 5 metri la maul conserva il possesso ma non fa strada, Codie Taylor si stacca e cerca la soluzione personale, ma viene fermato a 3 metri, la palla è ben protetta, Roigard arriva, la raccoglie, le guardie dormono e il mediano schiaccia indisturbato. Love le trasforma entrambe e al riposo si va sul 19-13. Al 47’ la Francia torna avanti con la meta di Antoine Hastoy, pescato dallo splendido assist di Theo Attissogbe, che, schiacciato sull’out da tre avversari, a una pano fa passare il pallone sopra le teste dei neozelandesi per spalancare la strada al centro. Lucu la trasforma per il 20-19. Ma passano due minuti e l’offload di Jordie Barrett sull’out di sinistra lancia Roigard alla doppietta, con la trasformazione di Love per il 26-20. Bizzarra la modalità con la quale si arriva ad annullare la meta di Fabien Brau-Boirie al 56’: prima della corsa del centro, un pallone conteso in aria sembra colpire la faccia di Love, lo stesso TMO convalida, ma l’arbitro in campo, l’inglese Luke Pearce, dal grande schermo dello stadio vede un impercettibile tocco del francese e giustamente torna sulla decisione e annulla. È invece validissima quella che segna al 59’ Attissogbe: touche sui 22 sull’out di sinistra, attacco perfetto che ribalta il fronte fino all’assist di Brau-Boirie per il tuffo in meta dell’ala alla bandierina opposta, Lucu però manca la trasformazione e i bleus restano a -1. Love su piazzato firma il +4, poi a 8’ dalla fine è Jordan, su assist del flanker Luke Jakobson sull’out di destra, a firmare la meta che sembra chiudere i conti. Con la doppietta di oggi l’estremo sale a 48 mete con gli All Blacks, a -1 dal primatista assoluto Doug Howlett. Conti che evidentemente però la Francia non ritiene chiusi e torna a -2 con la meta di forza di Jalibert, trasformata da Hastoy. Ma non c’è più tempo per fare altro. 

SYDNEY

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Tra Australia e Irlanda a Sydney arrivano già 4 mete in meno di 20 minuti. I padroni di casa vanno a segno al 3’ con l’ala Dylan Pietsch, a finalizzare alla bandierina la bella serie di passaggi dei compagni, e al 19’ con l’estremo Jock Campbell, che brucia in velocità Sam Prendergast e Hugo Keenan. Carter Gordon manca però entrambe le trasformazioni. L’Irlanda risponde due volte: prima al 9’ con il flanker Cian Prendergast (fratello maggiore dell’apertura), che sfonda da corta distanza a completare il lavoro iniziato da Stuart McCloskey, poi al 19’ con il flanker Josh van der Flier, che deve solo scaraventarsi in meta sull’assist di Dan Sheehan. Prendergast trasforma la prima. Al 24’ Wallabies ancora a segno con Josh Canham: la seconda linea raccoglie l’ovale sulla ruck fermata dagli irlandesi praticamente sulla linea e trova il varco per andare oltre e schiacciare. I Wallabies sono letteralmente scatenati e due minuti dopo Max Jorgensen ruba palla a Keenan a metà campo, scappa via e poi premia il sostegno interno del mediano di mischia Ryan Lonergan per la volata in meta, che vale già il punto di bonus. Gordon stavolta infila entrambe le trasformazioni. A tempo scaduto, dopo un attacco sfumato, l’Australia subisce la beffa della meta di Jamison Gibson-Park, che approfitta del break di Jack Conan per ricevere e volarsene indisturbato in mezzo ai pali, con la trasformazione di Prendergast che vale il 19-24. E a inizio ripresa arriva il sorpasso: gli avanti irlandesi assediano la linea di meta, la difesa australiana regge a fatica, ma poi quando il pallone esce fuori è troppo facile per Garry Ringrose servire a Keenan un pallone solo da schiacciare. Al 53’ tocca ai padroni di casa replicare, con l’invenzione del subentrato mediano di mischia Tate McDermott, che sui 5 metri batte velocemente per sé stesso un calcio di punizione, si lancia in mezzo al muro di maglie verdi e trova lo spazio per schiacciare. Prendergast e Carter le trasformano. Si entra nmegli ultimi 5 minuti con l’Australia costretta a difendersi con falli ripetuti per contenere i furiosi attacchi irlandesi: arrivano così inevitabili il giallo alla seconda linea Lachlan Shaw e immediatamente la meta del subentrato pilone Thomas Clarkson, che sfonda da pochi centimetri. Prendergast la trasforma e l’Irlanda è avanti 33-31. A tempo scaduto l’Australia conquista una punizione da posizione difficilissima, sulla linea dei 10 metri e 5 metri dall’out: Ben Donaldson si prende l’enorme responsabilità, ma calcia largo. Finale amaro per i padroni di casa, che avrebbero meritato di non perderla.

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