Reduci da una stagione complessa in Serie A e dall'eliminazione ai quarti di finale del mondiale, si dovrà capire cosa fare con entrambi
Vai a capire cosa sia (più) giusto, se ragionare con la testa o con il cuore: e però adesso, in questo momento in cui il pallone sta quasi nel ripostiglio, e ci rimarrà per pochi giorni, bisogna scegliere almeno quale indirizzo da a se stesso. Il Mondiale di Kevin De Bruyne e Romelu Lukaku è finito, il Napoli dovrà decidere e gli interessati anche, ci sono "interessi" che convergono e altri che no, come sempre, ma le riflessioni sono legittime.
LUKAKU
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Si parte dalla testa: Romelu Lukaku ha un anno di contratto, guadagna otto milioni e mezzo e incide a bilancio per dodici, è reduce da una stagione disgraziata e da un Mondiale gratificante, però al di là dei gol - tre e contano - c’è da considerarne l’utilità in prospettiva. Kevin De Bruyne "scade" pure lui a giugno 2027, cinque di ingaggio netti (e dunque quasi il doppio di costo), un campionato alle spalle in stile-Lukaku, un giretto negli States assai opaco. Si prosegue con il cuore: Lukaku è quello del quarto scudetto, nel quale ha avuto un ruolo; ha una sua personalità assai forte. De Bruyne ha una storia come nessun altro, un talento come nessun altro, una leadership come nessuno altro. E poi c’è l’aspetto tecnico: ad Allegri piacciono entrambi, per funzionalità forse Lukaku gli servirebbe di più alle spalle di Hojlund, ma De Bruyne ne solletica i gusti, perché mettere assieme i Fab Four è idea per chi ama il calcio. Poi c’è il resto, e lo decideranno gli altri: Lukaku ha corteggiatori in Turchia (Fenerbahce e Besiktas), De Bruyne non faticherebbe (o non faticherà a trovarne, volendo).
KDB
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KDB l’ha appena detto dall’America ai tifosi del Napoli: "Fatemi prendere una pausa e poi tornerò. Ho appena finito l'ultima partita della stagione, è stato un anno duro. Ho dimostrato di poter tornare in forma dopo un intervento chirurgico". Il Napoli deve rivedere certi parametri, ha troppi calciatori, monte-ingaggi elevato, e tra le voci più imponenti ci sono quelle del genio belga e del suo "braccio armato". Semplificando: una eventuale cessione darebbe una sforbiciata netta alle voci più ragguardevoli del bilancio; però tecnicamente anche ci sarebbe un taglio. Non è facile orientarsi e forse una mano potranno darla gli altri, presentandosi da De Laurentiis e stuzzicandolo: ma c’è poi la carta d’identità e 35 più 33 rappresentano un pregiudizio. O comunque, un sessantotto, vada come va. Non si sa mai quale sia la decisione più giusta da prendere. Mai prima.









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