Napoli, addio a Lukaku: Ma chi sarà il vice Hojlund? Idea Pinamonti

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Lukaku, addio quasi scontato. Anche Lucca sarà rimesso sul mercato. Piace l’ex Inter ora al Sassuolo

Antonio Giordano

Collaboratore

22 aprile - 09:25 - MILANO

Bye Bye Romelu (dubbi?) ma poi chi alle spalle di Hojlund? C’è - ci sarà - un vuoto oggettivo a breve, perché tra le pieghe di quest’accordo un po’ farlocco ci finisce altro: il Napoli e Lukaku hanno dovuto frenare di fronte a un contenzioso rovente - resta la multa, più o meno 150 mila euro - con la sana promessa di non rivedersi mai più. O forse sì, tra 15 giorni, quando mancheranno tre gare alla fine del campionato, con rare possibilità di rivedere Big Rom in campo. E poi, a seguire, ognuno per la propria strada, che non sarà semplice da trovare, perché il belga ha un contratto che pesa (otto milioni e mezzo netti, quasi dodici lordi) e il Napoli non può regalare un giocatore pagato due anni fa 30 milioni, pena minusvalenza di dieci. Però si chiama gentlemen’s agreement e dunque ognuno provvederà per la propria parte. A quel punto, bisognerà capire a chi consegnare il ruolo di vice-Hojlund: non facile, per vari motivi. Ma è semplice immaginare che il casting dovrebbe farlo l’allenatore... Seconda domanda: con quale modulo il Napoli vorrà giocare? Perché nel caso in cui si volesse tornare al 4-3-3 in purezza, andrebbe cercato qualche esterno offensivo: Alisson Santos ci sarà (16,5 per il riscatto), Neres anche. E poi sarà indispensabile capire. 

quanti soldi

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Prima ancora che cominci il mercato, il Napoli dovrà versare all’Udinese “appena” 26 milioni di euro per Lucca, che seriamente può finire sul mercato; e poi ritroverà anche Noa Lang, di rientro dal prestito con il Galatasaray: in teoria, sarebbero due acquisti di spessore - come immaginato un anno fa - in pratica, sarebbe un tentativo di riappropriazione debita di ciò che è andato perduto, e non è poco. Con Conte, operazione impossibile: senza, beh, boh. 

Giovane&C.

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Il Napoli non dimentica di aver investito anche venti milioni per Giovane, brasiliano che ha giocato pochissimo e che Conte considera una prima punta: a Verona qualcosina ha fatto intravedere, al Maradona e nei dintorni rare illuminati idee. E allora bisogna andare a scovarlo un attaccante che standosene alle spalle di Hojlund dia le garanzie necessarie per affrontare una stagione in cui è presumibile che gli impegni siano tanti, tra campionato, Champions e Coppa Italia (e Supercoppa?). Un attaccante fatto e finito che sappia di doversi far trovare pronto nel turnover che va allestito, sempre, per non finire affaticati o ammaccati o scassati come quest’anno: Andrea Pinamonti, quasi 27 anni, gioca in A da quando ne aveva 17, ha vissuto i grandi club come l’Inter, ha avvertito le pressioni di piazze imponenti come il Genoa, ha saputo soffrire a Empoli e Frosinone e ha segnato in 252 presenze (mica poche) 62 gol, otto quest’anno col Sassuolo. È un profilo, prima ancora che un’idea. Perché per vivere all’ombra di Hojlund serve talento ma anche carattere.

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