Lorenzo e la top ten da difendere con l’aiuto dei tifosi: "Mi serve serenità per esprimere il mio miglior tennis, basterebbe un po' di calore umano"
Un anno fa, per Lorenzo Musetti, si spalancavano a Roma le porte della Top 10. Un momento d’oro per lui fino alla semifinale del Roland Garros, prima dell’infortunio che lo ha poi costretto a saltare anche quasi tutta la stagione sull’erba. A gennaio, durante gli Australian Open, ancora una pietanza pesante da digerire, a un passo dalla semifinale e dalla vittoria con Djokovic, che aveva dominato per due set prima di infortunarsi allo psoas della gamba destra. Ritrovarsi non è così facile, ma la luce di Roma può essere la cura.
Lorenzo, in questo periodo sta cercando di ritrovare la continuità e la spinta positiva in campo. C’è qualche partita, qualche vittoria della carriera a cui fa riferimento quando cerca buone sensazioni?
"Quando vengo al Foro faccio fatica a non rivedere gli highlights di qualche match. Mi viene in mente la prima vera partita giocata e vinta qui, nel 2020, contro Stan Wawrinka, e poi quella successiva contro Nishikori, che per me sono valse la conferma che potevo avere un posto nel mondo del professionismo. L’unica cosa che rimpiango di quell’annata lì è che non c’era pubblico a causa del Covid, quindi non ho potuto condividere la soddisfazione di quelle vittorie con la gente. I bei ricordi sono tanti, anche l’anno scorso, i quarti di finale contro Zverev. Secondo me è stata una bella partita anche dal punto di vista mentale. Aver presenti quei momenti mi servirà per far bene anche quest’anno".
A novembre la spinta del pubblico di Torino la aiutò a battere De Minaur quando le era rimasto un grammo di energia, qui si aspetta lo stesso?
"Vero, senza quell’onda di energia forse non ce l’avrei fatta. Da una parte qui potrebbe esserci un po’ di tensione, però penso che le attese siano inferiori rispetto all’anno scorso, perché anche i risultati lo sono stati. Credo quindi di riuscire a vivermela con un po’ più di serenità, entrando in campo per cercare di divertirmi, che è quello che sento mi manchi un pochino in questo momento. Più che l’energia mi piacerebbe sentire un po’ di affetto, di calore umano. È importante".
Cosa potrebbe farle riaccendere il fuoco in campo?
"Beh, vincere qua anche il primo turno a Roma, far ripartire l’entusiasmo. Credo comunque sia il ciclo della vita di noi giocatori, i momenti come questo possono capitare. Quindi devo solo ritrovare un po’ la serenità che mi porta a esprimere il mio miglior tennis".
Anche perché un po’ più in là c’è Parigi... Altra semifinale da difendere.
"Intanto vediamo come va qui. Poi mi sono anche già iscritto ad Amburgo la prossima settimana. Lì ho bei ricordi (la vittoria del 2022 battendo Alcaraz in finale, ndr) e voglio arrivare al Roland Garros con un po’ di match nelle gambe. Devo solo avere pazienza".
Con due bimbi piccoli a casa, l’esercizio sulla pazienza non manca...
"Devo dire la verità: a volte è difficile avere pazienza anche con loro... Però sì, essere diventato papà, avere determinate responsabilità e condividere questo bellissimo percorso con Veronica e con la mia famiglia mi aiuta. L’altro giorno Ludovico mi è corso incontro in campo dopo l’allenamento, è stato divertente".
Nelle sue storie Instagram abbiamo visto una bella foto della cena di compleanno di Cobolli e Vavassori: un bel gruppo... Non avrete mica parlato di tennis?
"No no, abbiamo riso, scherzato, è stato molto bello e ci ha aiutato a stemperare la tensione, ci ha portato gioia e serenità".
Mente sana in corpo sano, come dice il suo sponsor Asics. Ma la musica alla festa l’ha messa lei?
"Esatto, è importante alleggerire la mente, con lo sport o stando tra amici. L’onore di mettere la musica l’ho concesso alla ragazza di Matteo Berrettini, Vanessa, perché è ballerina. Ma il titolare della cassa resto io eh...".
Ragazzi, comanda Lorenzo.










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