Mps, primi fondi a favore di lista Cda: obiettivo superare soglia del 30%

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Il fondo pensione californiano Calpers, il Teacher Retirement System of Texas e il New York City Comptroller si sono espressi a favore della lista principale

 obiettivo superare soglia del 30%

08 aprile 2026 | 17.24

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Pronti, via. I fondi internazionali iniziano a prendere posizione: per ora tutti a favore della lista del consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena. In fila: il fondo pensione californiano Calpers, il Teacher Retirement System of Texas e il New York City Comptroller si sono espressi a favore della lista del Cda e della nomina di Palermo come amministratore delegato.

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Secondo quanto apprende Adnkronos, a incidere sull’orientamento degli investitori istituzionali pesano non soltanto i pareri positivi espressi dai proxy advisor, ma anche il sentiment concreto emerso durante i recenti incontri con il management di Piazza Salimbeni. In questi colloqui, spiegano diverse fonti finanziarie, è stato particolarmente apprezzato sia il progetto industriale sia la capacità di mantenere compatto il consiglio in una fase complessa, segnata dall’assenza di un amministratore delegato. In questo contesto, ha pesato positivamente il lavoro di coordinamento interno del presidente Maione e la scelta di indicare una figura come Fabrizio Palermo, considerata in grado di garantire continuità e stabilità. I primi conti sembrano dar ragione alla lista del Cda: partendo da una base di consenso stimata intorno al 20%, a quanto apprende l'agenzia di stampa, la lista sostenuta dal consiglio potrebbe beneficiare di un ampio margine di crescita, con proiezioni che la portano fino al 35%.

Un incremento che potrebbe arrivare soprattutto dai fondi internazionali, i quali rappresentano oltre il 50% del capitale della banca e che, tradizionalmente, tendono ad allinearsi alle raccomandazioni dei proxy advisor. Del resto, il mercato apprezza il nuovo indirizzo, con Mps che cresce in Borsa oltre il 6%. Il contesto, spiegano diversi analisti contattati dall'AdnKronos, "è stato in generale favorevole ma non va dimenticato che proprio ieri c'è stata la risoluzione del rapporto di lavoro con Lovaglio, con poche incidenze sul titolo". In questo scenario, per Luigi Lovaglio la partita si fa sempre più complessa. Il “numero magico” resta il 20%, soglia ritenuta necessaria per competere, ma senza il sostegno del primo azionista Delfin – che secondo diverse ricostruzioni sarebbe orientato all’astensione – il raggiungimento di tale obiettivo appare difficile.

Nonostante i tentativi di convincere la holding a convergere sulla sua posizione, a quanto si apprende, l’ipotesi di un appoggio resta al momento poco probabile , anche alla luce delle valutazioni di rischio legate al contesto giudiziario nell'indagine sul presunto concerto. In mancanza dei numeri per prevalere, sempre a quanto apprende l'AdnKronos, Lovaglio potrebbe valutare un’alternativa: puntare a un ruolo di consigliere di peso all’interno del Cda.

"Un consigliere, anche di minoranza, non ha poteri di decisione individuali, poiché il CdA opera collegialmente e decide a maggioranza", sottolinea all'AdnKronos la professoressa Marta Degl'Innocenti, economista esperta di mercati finanziari dell'Università Statale di Milano. Tuttavia, spiega, può incidere "grazie al diritto all’informazione, alla possibilità di esprimere e far verbalizzare il dissenso e, se necessario, contestare decisioni illegittime".

Un potere che però l'analista economico ed ex bankitalia Angelo De Mattia afferma che non potrà essere usato per trasformare Piazza Salimbeni in un’arena di contrapposizione politica: "Il ruolo delle minoranze è quello di contribuire a decisioni condivise, più che alimentare uno scontro permanente", dice l'esperto all'AdnKronos. "Anche per la Bce resta centrale il principio del bonum societatis, ovvero la tutela dell’interesse complessivo della banca, al di sopra delle dinamiche di parte", conclude. (Di Andrea Persili)

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