La lettera di 4 dei 5 membri di minoranza del board chiede chiarimenti su governance e progetto fusione con Banco Bpm
Luigi Lovaglio, amministratore delegato Mps
29 luglio 2026 | 13.28
Fabio Insenga
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Sale il livello dello scontro nel cda di Mps. Una lettera, anticipata oggi dal Sole 24 Ore, firmata da quattro dei cinque consiglieri di minoranza, tutti tranne Corrado Passera, chiede conto per punti di una serie di inadempienze attribuite alla gestione dell'amministratore delegato Luigi Lovaglio. Con una richiesta che è la premessa di tutte le altre: il board va reintegrato a 15 membri, dopo la decadenza di Carlo Vivaldi formalizzata il 4 maggio scorso e le dimissioni di Fabrizio Palermo del 7 maggio. La mancata sostituzione dei due consiglieri viene tra l'altro attribuita alla lentezza nella comunicazione da parte del Cda alla Bce, avvenuta solo un mese dopo. Da allora, tutto è rimasto fermo sul piano della governance mentre è stato incessante il lavoro di Lovaglio per arrivare a varare il progetto di fusione con Bpm, alternativo all'Ops lanciata da Intesa Sanpaolo.
Un progetto che gli advisor starebbero definendo negli ultimi dettagli e che dovrebbe essere portato all'attenzione di un cda straordinario nel primo weekend di Agosto. Proprio l'approssimarsi di questo sviluppo ormai più che prevedibile rende le contestazioni dei quattro consiglieri di minoranza più stringenti.
In particolare, c'è da tenere nella debita considerazione l'elemento della passivity rule, che limita le iniziative della società destinataria di un’offerta pubblica. Proprio su questo profilo la Consob, secondo quanto risulta all'Adnkronos, starebbe valutando una potenziale manipolazione del mercato. Anche perché Mps e Banco Bpm sono parti correlate e le operazioni che riguardano le parti correlate sono sottoposte a vincoli ulteriori.
La lettera inviata al presidente del Cda, Cesare Bisoni, e al presidente del Collegio sindacale, Pierluigi Pace, porta la firma di Paolo Boccardelli, Antonella Centra, Nicola Maione e Paola De Martini. I quattro consiglieri, lamentando i ritardi e la carenza delle informazioni messe a loro disposizione, si riferiscono ovviamente all'operazione con Banco Bpm, chiedendo di smentirla qualora non fosse reale o, al contrario, di fornire chiarimenti rispetto alle attività non autorizzate portate avanti e al mancato rispetto degli obblighi informativi al mercato.
Diversi osservatori si interrogano, a questo punto, sulla posizione assunta da Corrado Passera, che dei consiglieri di minoranza è sicuramente quello con la maggiore esperienza bancaria. Le prossime ore e i prossimi giorni, anche alla luce dell'attività di vigilanza della Consob, aiuteranno a a capire se e quanto siano fondate le contestazioni formalizzate.
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