MotoGP al via, con un occhio al... 2027: Aprilia sfida il regno Ducati

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Giorni di fermento prima del Gp di Thailandia che inaugura la stagione, tra le indicazioni lasciate dai test e il futuro in definizione: tre degli ultimi quattro Campioni del Mondo la prossima stagione cambieranno scuderia

Mario Salvini

Giornalista

25 febbraio - 14:18 - MILANO

Tenetevi forte che la rumba si scatena. Dire che comincia ora no, non sarebbe appropriato, perché è iniziata da un pezzo. Ma in queste ora si accelera di brutto. E non si parla di venerdì e delle prove libere del primo GP di stagione in Thailandia. Da oggi e fin là accadranno molte cose ben più importanti, e soprattutto destinate a segnare l’intera stagione più delle (poche) novità tecniche, delle trovate aerodinamiche di Gigi Dall’Igna e dei motori V4 della Yamaha. Tra oggi e mercoledì, presumibilmente, si ribalteranno le prospettive del Motomondiale che verrà. Notizie già un po’ o molto masticate, ma che arriveranno con la loro ufficialità tutte in una volta. Con le lineup del 2027, e le varie caselle che andranno a riempirsi. E allora Francesco Bagnaia all’Aprilia, Jorge Martin in Yamaha, Fabio Quartararo alla Honda, Pedro Acosta alla Ducati ufficiale con Marc Marquez che prolunga (fino a tutto il 2028), come era naturale.

in scadenza

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E provateci poi a cominciare il campionato facendo finta di niente. Provate ad immaginare tre degli ultimi quattro Campioni del Mondo che dovranno sedersi su selle che già sanno essere in scadenza. Teoricamente con buone prospettive tecniche, almeno Bagnaia e Martin, ma in una condizione che, ferme restando le certezze di professionalità loro e dei team, resta paradossale. Ha detto Pecco Bagnaia: “Ho deciso d’istinto. Nei prossimi giorni saprete la mia posizione”. Perché va detto che nessuno ha ufficializzato nulla, né l’Aprilia né men che meno lui. Ma non è un segreto per nessuno. Di più: si sa che sarà un accordo lungo, molto somigliante ad un legame a vita. Con la Ducati per Pecco è finita prima ancora di provare a ricominciare. Era diventato Nuvola Rossa perché la Desmo l’ha portata a un trionfo che mancava da 15 anni. Perché ha vinto e rivinto, in un connubio che avresti detto destinato ad arrivare a fine carriera. E invece a rovinare tutto son bastati pochi nuvoloni, in un confronto con Marc Marquez che non solo avrebbe volentieri evitato, ma che non ha mai nemmeno davvero capito perché abbia dovuto affrontarlo. Aveva altre offerte, anche più remunerative, di certo dalla Yamaha, probabilmente dalla Honda. La sua priorità, però, dopo lo sconcertante 2025, era la fiducia. Sa bene dell’innamoramento reciproco tra il suo amico Bez e l’Aprilia. E quando la stessa casa gli ha fatto l’offerta deve aver intuito subito che si trattava di quel che fa per lui. Da lì la decisione “d’istinto”. Tanto più se l’offerta – e lo scopriremo tra poche ore – era davvero per un bel po’ di stagioni come s’è detto.

i test

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E al tutto s’aggiungono le promesse degli ultimi test conclusi ieri a Buriram. In cui l’Aprilia ha fatto presagire molto di buono. Cioè: da tempo abbiamo detto e ripetuto che non ci sarà troppo margine per vedere sceneggiature tanto diverse da quella dello scorso anno in questo che sarà l’ultimo campionato di un ciclo tecnico, prima di passare da motori da 1000 cmc a quelli da 850, dalle gomme Michelin alle Pirelli, e a moto senza più gli abbassatori. Il riferimento era e resterà la Ducati, più di tutte quella rossa con in sella Marc Marquez. Ma l’ultimo giorno di esperimenti a Buriram ha detto che il trend di crescita della seconda metà 2025 dell’Aprilia, e soprattutto del connubio Aprilia-Bezzecchi, ha ancora la sua bella spinta. Il Bez ha staccato il miglior tempo. E a riprova che il pilota è forte un bel po’ ma anche la moto è diventata una potenza, ecco che il secondo crono è stato di Ai Ogura, con la satellite marchiata Trackhouse.  “"I test sono test”., ma provato a minimizzare il Bez. “In queste situazioni le piste sono eccezionali, c'è tanto grip...”. Vero, così come è molto probabile che Buriram sia più congeniale alla sua Aprilia di quanto non lo fosse, nella prima sessione prestagione, Sepang, ma i passi avanti sono incontrovertibili. E gustosi per chi – in nome dello spettacolo – auspica venga messa in discussione la supremazia della Ducati.

duopolio ducati-aprilia

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E il bello è che noi, dopo le evoluzioni di questi ultimi anni, quasi non lo avvertiamo nemmeno più, ma è una situazione straordinaria. Cioè, dopo un lunghissimo inseguimento, le prime stagioni del terzo decennio del secolo hanno sancito che il trenta-quarantennale dominio delle case giapponesi era finalmente stato non solo messo in discussione, ma finalmente anche interrotto, da un costruttore italiano. E adesso che quel costruttore, la Ducati, ha costruito una sua solidissima supremazia scopriamo che la sola casa capace di scalfirla, se non addirittura di sovvertirla è un’altra italiana. Lo vedremo. Intanto le rosse e le loro sorelle di altre colorazioni sono lì. I fratelli Marquez, con Marc davanti, sono divisi da poco più di un decimo, con in mezzo Bagnaia. Il quale, Pecco, è sembrato ben rinfrancato. E’ presto, come dice il Bez, ma chi lo sa, la moto nuova, una rinnovata leggerezza sapendo per l’appunto che nel 2027 comincerà tutt’un’altra avventura… Resta che nei primi nove posti dell’ultimo giorno di test ci sono solo Ducati e Aprilia, con l’unica eccezione, come già spesso lo scorso anno, della Ktm di Pedro Acosta. Ecco, la Ktm: "Sono abbastanza felice per il time attack – ha detto Acosta dei test thailandesi - perché ero in top 5 e non lontano dai primi". Tempi magari non trionfali, ma abbastanza buoni da immaginare qualifiche migliori di quelle del 2025. E partendo più avanti, gente come lo stesso Acosta, ma anche Binder, Bastianini e Vinales, in gara potrebbe avere argomenti del tutto diversi da quelli proposti lo scorso anno. E mentre la Yamaha annaspa come e più di allora, con Quartararo sempre più furibondo, è la Honda che cresce. Dice Alberto Puig, Team Manager del team Repsol: “Abbiamo fatto un buon miglioramento, lo vediamo nei tempi e nei commenti dei piloti, ma ancora non siamo al top".

Questo articolo è tratto da Pole Position, newsletter G+ sui retroscena più caldi e analisi approfondite sul mondo dei motori, due o quattro ruote, a cura della redazione motori, pubblicata ogni martedì. Per iscriversi e per informazioni sulle altre newsletter della Gazzetta, clicca qui.

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