Il nuovo capitolo della serie motoristica annuale mette i piloti al centro e propone un gioco più approcciabile con la modalità Arcade
Paolo Sirio
29 aprile - 18:04 - MILANO
Dal 2013, con due scorribande registrate già nel biennio ‘07-’08, l’italiana Milestone è la detentrice esclusiva dei diritti di sviluppo e pubblicazione dei videogiochi della MotoGP. Un onere e un onore che, negli anni, ha permesso alla realtà meneghina di accrescere il proprio status internazionale, e nel frattempo sfornare altri titoli generalmente apprezzati (come Ride e il recente ritorno di Screamer). Quest’anno, è la volta di MotoGP 26, con una novità particolarmente significativa.
la modalità arcade
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Uscire ogni anno con un nuovo videogioco della stessa serie è una lama a doppio taglio. Da un lato, consente di levigare ogni volta di quel tanto in più una formula già affermata. Dall’altro, mette nella complicata situazione di doversi inventare sempre qualcosa di nuovo. MotoGP 26 non reinventa certo la ruota, ma fa un’introduzione di servizio necessaria: una modalità Arcade, affiancata a quella per “Pro” che mantiene lo stile dei capitoli scorsi. La modalità Arcade è un viatico per i nuovi arrivati. I precedenti capitoli erano orientati fortemente agli appassionati di MotoGP e della serie videoludica, con una curva d’apprendimento molto ripida nonostante un sistema di aiuti modulare. Milestone ha finalmente inquadrato il problema e implementato una modalità, opzionale ma attivata di base, che unisce una maggiore leggerezza e approcciabilità del sistema di guida alla profondità e alla learning curve tipica del marchio. Per intenderci, un modello che ricorda il “simularcade” di Codemasters (F1), con la possibilità di ritoccare i vari aspetti della simulazione nei minimi dettagli, se li voleste ibridare. La soluzione è buona perché non snatura il DNA del franchise, ma fa comunque tanti passi verso una guidabilità più fresca e i giocatori alle prime armi.
pesi e contrappesi
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Il gioco di pesi e contrappesi che è la guida rimane al centro della scena. Che lo faccia anche a transizione ad Arcade avvenuta, specie a fronte di un gameplay durissimo nelle precedenti edizioni, è un piccolo miracolo. In ogni curva bisogna centrare il punto di corda (non troppo precisi gli aiuti visivi), spostare il peso nella direzione giusta e toglierlo nel momento migliore per avere una chance di non spezzare il ritmo. Lo spazio di frenata è l’altra grande variabile da calcolare e, per i primi tempi, capita di esagerare con le dita sul freno per non sbagliare. Quando coglierete la velocità giusta, previ giri di prova su ciascun circuito, la soddisfazione sarà però ricca. L’intera dinamica è quello che preserva la cifra realistica del gioco - sbacchettamenti e scivolate sono all’ordine del giorno, giusto un occhio chiuso sulle penalità - proponendo una guida credibile e rispettosa della licenza rispetto a titoli dallo stampo nativamente arcade. La differenza tra le categorie è palpabile, tanto che per i neofiti è consigliabile iniziare con la Moto3 per un buon apprendistato. Il peso inferiore del mezzo consente di fare l’abitudine con il sistema di pesi e contrappesi simulato in maniera tanto certosina, e la velocità ridotta di capire come e quando entrare in curva prima di compiere il grande salto. Non si tratta di semplici reskin delle moto più grandi, insomma, ma di una simulazione credibile del comportamento (e del suono) di ciascuna categoria.
le modalità (e i piloti)
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A spezzare la potenziale monotonia delle corse back-to-back tornano le “race off”, ovvero gare di altre categorie: motard, stradali, minimoto. Qui, complice la natura più ricreativa delle attività, il caos regna abbastanza sovrano e, al di là di qualche toccata e fuga, è difficile appassionarsi, soprattutto a confronto con le gare ufficiali. Un piacevole diversivo sul breve periodo, ma non molto altro. A meno che non vogliate focalizzarvi sulle prove a tempo o sulle corse singole, la modalità Carriera è il fulcro di MotoGP 26 e si vede. In questa modalità, troviamo scene d’intermezzo curate (forse un po’ ripetitive, e buona parte è visibile anche altrove nel gioco) e vari espedienti per tenere alta l’attenzione fuori dalla pista: trasferimenti di piloti tra le scuderie, rivalità con i compagni di squadra, rapporti nel paddock che alimenteremo pure con le race off, decisioni su dove direzionare gli sviluppi della moto che variano in efficacia se per team clienti. Come in tutte le modalità di questo tipo nei videogiochi motoristici, il quadro diventa abbastanza prevedibile dopo un po’, ma c’è quanto basta per avere un pretesto per scendere in pista. Ad ogni modo, è il pilota la star assoluta. Una robusta personalizzazione fa sì che possiamo ritoccare dettagli impensabili: il numero di dita con cui frenare, la postura in curva, la disposizione delle gambe in frenata. La CPU degli avversari è anch’essa talvolta sorprendente, con scivolate, capitomboli in ogni gara e una certa audacia che la porta a non risparmiarsi sportellate attive.
motogp 26, il verdetto
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MotoGP 26 è il capitolo che più di tutti vede la nostrana Milestone tentare di avvicinare le due ruote al grande pubblico. A livello di gioco, le basi per il salto sono state gettate, ora la palla è nel campo del brand. MotoGP 26 è disponibile dal 29 aprile per PC, PS5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch e Nintendo Switch 2 (piattaforma testata).











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