Una rara complicanza neurologica può comparire anni dopo il morbillo e causare gravi danni cerebrali e portare alla morte
Daniele Particelli
14 marzo - 18:19 - MILANO
Da qualche decennio a questa parte, complice il vaccino messo a punto negli anni '60 e il crollo della mortalità, il morbillo è sempre più percepito come una malattia infantile ormai superata o comunque priva di conseguenze gravi. I dati che vengono diffusi ogni anno dalle autorità sanitarie lo confermano: nel 2025, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, sono stati registrati in Italia 529 casi di morbillo, con un'incidenza più elevate nella fascia d'età da 0 a quattro anni e almeno una complicanza nel 31,3% dei casi.
Nel precisare che nell'87,6% dei casi i soggetti non erano vaccinati - soltanto il 3,4% era vaccinato con due dosi - il bollettino dell'ISS mette nero su bianco che "le complicanze più frequentemente riportate sono state polmonite (11,7%) ed epatite/aumento delle transaminasi (11,5% dei casi totali). Altre complicanze segnalate includono casi di diarrea, cheratocongiuntivite, insufficienza respiratoria, stomatite, trombocitopenia, laringotracheobronchite, otite". Quattro i casi di encefalite segnalati, tre in soggetti adulti e uno in un preadolescente, tutti non vaccinati.
Non sono stati segnalati dei decessi, ma spesso nel definire il morbillo una malattia ormai superata ci si dimentica che, in alcuni rari casi, le conseguenze possono essere fatali. A ricordarlo è stato l'infettivologo Matteo Bassetti, pronto a mettere in evidenza un caso clinico pubblicato sul New England Journal of Medicine: la tragica storia di un bambino di 7 anni morto a causa di una rara complicanza del morbillo chiamata panencefalite subacuta sclerosante, una malattia neurologica progressiva e quasi sempre fatale che può svilupparsi diversi anni dopo l'infezione da morbillo.
Il caso di panencefalite subacuta sclerosante
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È stato proprio quello il caso del bambino deceduto nella Contea di Los Angeles, negli Stati Uniti, nel settembre 2025. Il bimbo aveva contratto il morbillo a 7 mesi, quando mentre viveva in Afghanistan, dove il virus rimane ancora oggi endemico. Anni dopo ha iniziato a sviluppare delle convulsioni e un rapido declino cognitivo. Nell'arco di pochi mesi ha perso la capacità di parlare e una risonanza magnetica ha confermato gli estesi danni cerebrali. Il piccolo è morto un anno dopo la comparsa dei primi sintomi e gli esami del liquido spinale hanno rivelato alti livelli di anticorpi contro il morbillo.
"La Pess è particolarmente insidiosa perché può ripercuotersi a ritroso da sei a otto anni dopo l'infezione iniziale, colpendo bambini che sembravano essere completamente guariti dal virus", ha spiegato Bassetti in un post su X: "Questo caso rappresenta un terribile avvertimento, mentre Stati Uniti, Uk e anche Italia affrontano la peggiore recrudescenza del morbillo degli ultimi decenni".
I dati italiani confermano l'avvertimento di Bassetti, anche se sembrano in lieve miglioramento dal 2020 ad oggi. Nel 2025 in Italia sono stati registrati 529 casi di morbillo, mentre l'anno precedente erano stati 1.045, in importante aumento rispetto ai 43 casi di morbillo segnalati nel 2023, ai 18 casi nel 2022 e ai 9 nel 2021. Nel 2020, dati dell'Istituto Superiore di Sanità alla mano, erano stati segnalati 103 casi di morbillo, in netto calo rispetto agli anni precedenti: 1.627 casi nel 2019, 2.526 casi nel 2018 e ben 4.991 casi nel 2017, inclusi quattro decessi.
"Con centinaia di ricoveri ospedalieri e molteplici decessi, bisogna dire che queste tragedie sono del tutto prevenibili. La vaccinazione rimane l’unica difesa efficace contro un virus che può restare in agguato per anni prima di togliere la vita a un bambino innocente", ha concluso l'esperto.









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