Il ricordo del 58enne, una delle grandi promesse degli Anni 90, sei stagioni in Formula 1, una delle quali al fianco di Alex Zanardi. Tre gare da compagni di squadra nel 1992 con la Minardi
La fine della corsa si porta dietro ricordi, battaglie, sogni ed emozioni. Gianni Morbidelli, 58 anni, ex pilota, una delle grandi promesse degli Anni 90, sei stagioni in Formula 1, una delle quali al fianco di Alex Zanardi. Tre gare da compagni di squadra nel 1992 con la Minardi. La sublimazione di due vite parallele che si sono annusate molto presto. Da adolescenti, con i kart, per arrivare sempre più su. Gianni e Alex hanno attraversato la vita insieme. Almeno quella in pista.
Alex ci ha lasciati. Cosa ha pensato?
“Ho appreso con dolore la notizia. Abbiamo corso insieme sin da ragazzini. Dai kart, alla Formula 3 fino ad arrivare in Formula 1 dove siamo stati compagni di squadra per un breve periodo alla Minardi, quando Alex ha sostituito Fittipaldi. Con Zanardi c’era una sana rivalità: è stato uno degli avversari più ostici, importanti, duri e veloci che abbia mai avuto”.
Ci racconti il Zanardi pilota.
“Ci siamo sfidati da quando avevamo tredici anni. I nostri genitori erano anche i nostri meccanici. Ricordo quando ai campionati italiani di kart feci il miglior tempo, poi ruppi e lui vinse il titolo. Parliamo di un pilota implacabile, insaziabile, resiliente e super tenace. Era un riferimento per i giovani e un avversario da cui ho imparato tanto, anche se abbiamo avuto anche degli screzi”.
Ora il Zanardi uomo.
“Ho sempre avuto un’ammirazione immensa nei suoi confronti. Per affrontare tutto ciò che la vita gli ha riservato bisogna avere un carattere fuori del comune. Io non ce l’avrei mai fatta. L’eredità che ci lascia è l’enorme forza per abbattere gli ostacoli, reagire e andare oltre le difficoltà. Alex è stato un guerriero, un prim’attore in pista come nella vita”.
Aneddoti?
“Tanti, ma preferisco tenermeli per me in questo momento così triste. Ai nostri tempi l’Italia poteva vantare una scuola di piloti molto forti e noi siamo praticamente cresciuti insieme. Appena ho saputo la notizia mi è passata davanti tutta la nostra vita, ho ripensato a quanto fosse forte e veloce come pilota, alla sua continua ricerca del limite. Guardandomi indietro posso dire aver avuto l’onore di sfidarlo”.









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