Montella: "Col Covid volevo smettere, la Turchia mi ha riacceso. Con Spalletti non mi prendevo, ma ora..."

1 giorno fa 2

Il ct della Turchia si racconta alla Gazzetta: "Mondiale con tante incognite, faremo base in Arizona con 42° poi giocheremo in Canada dove fa freddo. Gattuso e Gravina volevano fermare la Serie A per la nazionale e non ci sono riusciti, qui io l'ho chiesto e l'hanno fatto. Guardiola azzurro? Perché no..."

Roberto Maida

Giornalista

29 aprile - 08:57 - MILANO

Pensando al concetto di full immersion, proviamo a immaginare un professionista che vive nella struttura in cui lavora, prende 3-4 aerei a settimana per trasferte professionali, abita all’estero dove gli è capitata un’opportunità speciale. "A volte mi sveglio in un albergo senza capire dove sono" racconta scherzando ma non troppo Vincenzo Montella, entrato già nella storia del calcio turco: da ct era stato accolto con un certo scetticismo, dopo un buon periodo da allenatore dell’Adana Demirspor. Ora invece è considerato un genio per aver riportato la nazionale al Mondiale dopo 24 anni. 

Partiamo da lì, dalla festa-qualificazione in Kosovo. La più importante gioia della carriera? 

"Direi di sì. E si aggiunge ad altri momenti straordinari, come i quarti di finale all’Europeo e la promozione in Lega A di Nations League. Un intero popolo è felice e per me questo rappresenta il premio più grande". 

Al Mondiale dove arriverete? 

"Non è facile prevederlo, le incognite sono tante a cominciare dal territorio: ci alleneremo a Phoenix, in Arizona, in una location scelta dalla Fifa dove sono previsti 42 gradi, ma poi nel girone avremo una partita a Vancouver, in Canada, dove la temperatura sarà sensibilmente più bassa. Secondo gli studi passare dal caldo al freddo dovrebbe essere meglio per la squadra. Ma molto dipenderà dalle condizioni in cui arriveranno i calciatori in quel mese". 

Calha è uno di quei registi in via di estinzione, un campione che fa sentire la mancanza quando non c’è

Il capitano Calhanoglu si è fermato di nuovo. 

"L’ho sentito sereno e fiducioso in vista della finale di Coppa Italia: mi auguro che presto possa allenarsi con continuità. Calha è uno di quei registi in via di estinzione, un campione che fa sentire la mancanza quando non c’è. Di fianco a lui il compagno è più sicuro, perché può passargli il pallone nei momenti difficili sapendo di consegnarlo a una banca". 

L’Inter ha deciso di tenerlo e potrebbe rinnovargli il contratto. 

"Non entro mai nelle scelte personali. A me basta che sia felice, ovunque decida di giocare". 

Chi potrebbe spostarsi è il romanista Celik, svincolato dal 30 giugno. 

"Vale il discorso di prima. Per me è un giocatore utilissimo, di rendimento, multiruolo". 

A proposito di Roma, come giudica la rottura tra Ranieri e Gasperini? 

"Per me è indelicato giudicare dall’esterno, anche perché parlo di un club al quale sono molto legato. Ho stima di entrambi e non so cosa possa aver provocato questo imprevedibile epilogo. Penso solo sia un peccato per tutti: i tifosi avevano grande fiducia in questo nuovo corso". 

Yildiz è migliorato tanto. E può fare anche di più, essendo un ragazzo che non si accontenta mai

Una grande certezza è invece Yildiz della Juventus. 

"È migliorato tanto. E può fare anche di più, essendo un ragazzo che non si accontenta mai. Se come leggo resterà Spalletti per lui è un vantaggio, perché Luciano è bravo a tirare fuori il meglio dai talenti". 

Con Spalletti vi sentite spesso? 

"Certo, siamo amici. E lo dice uno che da calciatore non andava d’accordo con lui". 

Qual è l’allenatore che la intriga di più tra le novità?

"Matarazzo, che ha appena vinto la Coppa di Spagna con la Real Sociedad. Mi incuriosiscono le storie e la sua di italo-americano è molto interessante". 

Cambiare Paese arricchisce l’esperienza professionale e soprattutto umana. Magari un giorno tornerò a lavorare in Italia

Anche quella di Montella non è male: ha dovuto emigrare per ritrovare entusiasmo e consenso. 

"Semmai di una cosa mi pento: non aver deciso di andare all’estero prima. Cambiare Paese arricchisce l’esperienza professionale e soprattutto umana. Magari un giorno tornerò a lavorare in Italia, perché mi manca un po’ l’atmosfera del campo da vivere tutti i giorni, ma per ora sono felicissimo in Turchia. Qui ho riscoperto la fiamma della passione. A un certo punto avevo pensato di smettere". 

Quando? 

"Durante il Covid. Stavo bene con la famiglia, non avevo offerte che mi stimolassero. Andare ad Adana, un altro mondo, mi ha riacceso". 

Ha imparato la lingua? 

"Poco, purtroppo. È davvero difficile, almeno per me. Però c’è tutto il resto. E poi a casa torno spesso". 

In Nations League affronterete l’Italia. Quale male affligge il nostro calcio? 

"Non voglio apparire come un professore. Tra l’altro la Nazionale italiana non è così scarsa come viene raccontata. Non è al livello delle prime 4-5 del mondo ma è comunque competitiva. Credo che i giocatori abbiano pagato il complesso da Mondiale, la paura di non farcela". 

Sì ma come si riparte? 

"Dalla base. Forse bisogna insegnare ai giovani la tecnica e non assillarli con la tattica. E poi i vertici federali dovranno incidere più liberamente: sono testimone dell’impegno di Gravina e Gattuso, con i quali mi sono confrontato prima degli spareggi. Loro volevano fermare il campionato per avere più tempo per prepararsi. Ma non è stato possibile. In Turchia, nella stessa situazione e su mia richiesta, non si è giocato. Fare sistema è fondamentale". 

Mancano i soldi dei diritti tv, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi

Anche la Serie A è calata di livello. 

"Se la paragoniamo a 20 o 30 anni fa sì. Ma resta un torneo di grande interesse. Mancano i soldi dei diritti tv, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi: l’effetto ottico di una partita, con impianti moderni e sempre pieni , condiziona la valutazione di chi investe". 

Montella e Cannavaro, oltre ad Ancelotti. Al Mondiale l’Italia potrà tifare solo per voi. 

"Questo mi riempie di orgoglio: ho sempre tifato per gli italiani all’estero come portabandiera di un movimento. Ma ovviamente mi dispiace che la Nazionale non si sia qualificata". 

Una suggestione per il futuro dell’Italia è Pep Guardiola come ct. Lo vede in quel ruolo? 

"Guardiola è talmente intelligente da poter fare tutto. Perché no?".

Leggi l’intero articolo