Mondiali indoor, Diaz e Dallavalle nel triplo, è caccia al podio: "Sereni. E tocchiamo ferro..."

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I gemelli azzurri tra i favoriti: Andy è il campione uscente ("Nemmeno avrei dovuto fare la stagione al coperto"), Andrea il vice iridato all’aperto ("Ora ho molta più consapevolezza"). Venerdì, dalle 19.35, finale diretta

19 marzo 2026 (modifica alle 19:33) - TORUN (POL)

Tocca subito a loro: tocca subito a Andy Diaz e ad Andrea Dallavalle, i gemelli azzurri del triplo. Venerdì, nella prima giornata dei Mondiali indoor di Torun, in Polonia, sarà la loro finale, tra le quattro in programma, a calamitare le maggiori attenzioni italiane. Si partirà alle 19.35. Andy si presenta da campione uscente: a Nanchino 2025, due settimane dopo la conquista del titolo europeo, volando fino a 17.80, fece un capolavoro. Andrea è vice iridato all’aperto: in settembre, a Tokyo, con 17.64, ha centrato la gara capolavoro. Entrambi, anche se reduci da una stagione con un’unica gara all’attivo - gli Assoluti di Ancona di due weekend fa - sono qui per giocare carte pesanti.

il romano di cuba

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"Fino a un mese fa - ricorda Diaz alla vigilia, durante la sessione di allenamento di metà pomeriggio riservata agli azzurri - ero convinto, così come pianificato con il mio allenatore Fabrizio Donato, di non fare attività al coperto. Ero reduce da mesi fisicamente delicati: meglio quindi pensare a curarsi e a recuperare al meglio. Poi, però, risolti i guai di pubalgia grazie a nuove cure e a nuovo approccio, mi sono ritrovato a saltare senza avvertire dolore e atterrando anche piuttosto lontano, considerando tutto. Così, anche se Fabrizio non condivideva al 100%, per mettermi alla prova, ho voluto fare i campionati italiani. Ho lasciato 58 centimetri all’asse di battuta, ma ho subito centrato il 16.90 del minimo per i Mondiali e a quel punto mi sono praticamente fermato. Pensando a Torun, però, perché non provarci? Sono qui molto sereno, quasi come fossi a un debutto, a una gara giovanile. Ma so di poter gestire anche sei salti, se servirà. Forse, in tutto, mi servirebbe un po’ di pressione in più…”.

il piacentino

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"Caviglie e legamenti - dice Dallavalle, ricordando i ripetuti infortuni del passato - sono a posto, toccando ferro. In compenso, a gennaio, durante il raduno federale di Tenerife, ho subito uno stiramentino al femorale destro che mi ha costretto a tre-quattro settimane di stop. Ad Ancona mi sono presentato con solo dieci giorni di allenamento nelle gambe, ma pur saltando con rincorsa ridotta, ho centrato prima un 16.83 e poi un 16.99. Quanto bastava per assicurarmi il pass per la Polonia. Ed eccomi qui, per giocarmela fino in fondo. L’idea della finale diretta, senza qualificazione, mi piace. Anche perché non credo di avere molti tentativi a disposizione. Ho cambiato poco o nulla, sia nello staff, sempre guidato da Ennio Buttò, sia nella preparazione, ma la medaglia di Tokyo mi ha regalato una maggior consapevolezza, una maggior sicurezza in me stesso. Pensando anche alla stagione all’aperto, cerco continuità".

la gara

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Gareggeranno in diciassette: Andrea, tra gli iscritti, ha la quinta prestazione del 2026, Andy la settima. Ma, in un cast che presenta diversi assenti di peso, conta poco. Con 17.35 guida la lista l’algerino Tricki, seguito dal cinese Wen Su e dal giamaicano Scott, entrambi accreditati di un 17.11. Per salire sul podio forse non servirà nemmeno un misurone.

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