"La giusta preoccupazione ci deve
essere, in palio c'è una posta importante. Vale per noi come per
loro. Poi il campo determinerà. Loro hanno speso qualcosa in più
dal punto di vista fisico contro il Galles, ma sono quelle
partite in cui l'aspetto fisico passa un po' in secondo piano,
sarà la testa a fare la differenza". Così Roberto Donadoni, ex
ct della Nazionale, ospite di Radio Anch'io Sport (Rai Radio 1),
fotografa la partita di domani sera a Zenica, decisiva per la
partecipazione al Mondiale 2026.
La scena dell'esultanza durante i rigori di Galles-Bosnia ha
creato malumori nei prossimi avversari, "ma non dobbiamo
fermarci a questo. Dobbiamo essere consapevoli della nostra
forza e tradurla in campo con una partita al di sopra delle
nostre possibilità. Dobbiamo ragionare da squadra, perché non
abbiamo quei giocatori così determinanti individualmente".
Nel vetusto stadio di Zenica l'aspetto ambientale non deve
distrarre gli azzurri, secondo Donadoni: "Se hai il tempo di
pensare all'ambiente, vuol dire distogliere sul focus della
partita. Più sono concentrato su quello che deve fare, meno ho
distrazioni. Mi è capitato di fare finali di Champions con
80-90mila spettatori e non ricordare che c'era tutta quella
gente. Più saremo bravi ad estraniarci da questo contesto, più
useremo le energie per fare in modo che la partita vada come ci
siamo prefissati. Questi i nostri giocatori lo sanno. L'aspetto
climatico può essere difficile, con pioggia e neve. Ma potrà
incidere per noi e per loro".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 ora fa
1








English (US) ·