Un mese esatto al calcio d'inizio quando, l'11 giugno, allo stadio Azteca di Città del Messico i padroni di casa ed il Sudafrica scenderanno in campo per dare il via ufficiale alla Coppa del Mondo 2026. Sarà la prima edizione con 48 squadre partecipanti e anche la prima ad essere co-organizzata da tre nazioni, ovvero Usa, Messico e Canada. Ma sarà anche la terza volta di fila senza l'Italia, che ha mancato ancora la qualificazione.
Il mondiale "americano" è stato fortemente voluto da Gianni Infantino che, dopo aver già organizzato lo scorso anno il "Mondiale per club" negli States, è tornato a scommettere sugli Usa. Il numero 1 della Fifa ha trovato un forte alleato nel presidente Donald Trump di cui è stato spesso ospite alla Casa Bianca. Ma l'imprevedibilità del tycoon ha sorpreso anche "l'amico" Infantino: nei giorni scorsi Trump non ha contestato la polemica sul caro biglietti: "Mille euro per vedere una partita? Onestamente, non li pagherei", ha detto in una intervista del presidente in vista dei Mondiali.
Proprio i costi che si prospettano per gli spettatori e le difficoltà organizzative sono il 'tallone d'Achille' della manifestazione. Dopo la fase a gironi, dal 28 giugno inizierà quella ad eliminazione: le squadre qualificate saranno costrette a lunghi viaggi aerei, alcuni con cambi di fuso orario. Non tutti apprezzano il numero alto di squadre partecipanti. Per i critici comporta un eccessivo numero di partite "inutili" dal risultato scontato. Non la pensa così, ovviamente, la Fifa che punta sulla ridistribuzione dei fondi per rilanciare il calcio in tutto il pianeta. Anche la trasmissione delle partite è oggetto di critiche e preoccupazione: gli orari penalizzano l'Europa, il continente con la maggiore attenzione mediatica per il football.
Sull'inizio incombe poi il dossier Iran. La partecipazione della nazionale asiatica è una questione politica piuttosto che sportiva. Al momento è ancora difficile comprendere cosa accadrà realmente: se gli iraniani andranno realmente negli Usa, con cui sono in guerra, o se saranno sostituiti. Infantino ha ribadito che la nazionale iraniana ci sarà, certo è che Teheran ha chiesto garanzie e rispetto. Dal punto di vista calcistico le nazionali sono alle prese con la definizione delle rose. L'Olanda deve rinunciare a Xavi Simons per la rottura del legamento crociato anteriore. Carlo Ancelotti non potrà contare su Rodrygo e Eder Militao. Hugo Ekitike non potrà unirsi alla Francia. La più colpita è la Germania che deve fare a meno di Serge Gnabry e Marc-Andre ter Stegen.
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