Mondiale squilibrato? Macché! Finali folli: metà sedicesimi decisi oltre il 90'

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L'allargamento della Coppa del Mondo a 48 squadre poteva far pensare a un aumento dello squilibrio. Invece, molte delle prime sfide della fase a eliminazione diretta si sono risolte negli ultimi minuti

2 luglio - 18:04 - NEW YORK (STATI UNITI)

Mondiale squilibrato sì, no, forse, ma quando mai. O meglio: lo squilibrio c'è stato, ma selettivo, e soltanto nella fase a gruppi. Arrivati ai sedicesimi, con 32 squadre ancora in gioco come nei Mondiali precedenti (da Francia 98 a Qatar 2022), sono state quasi tutte sfide sul filo del gol all'ultimo minuto. Sette su dieci da vero batticuore.

fase a gruppi

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Nella prima fase a quarantotto squadre, con quattro debuttanti, Capo Verde, Uzbekistan, Giordania e Curaçao, e una dozzina di nazionali oltre il 48° posto del ranking Fifa (il 25 per cento), poteva anche essere un diluvio di gol, anzi di goleade. Non è stato così e il 7-1 della Germania a Curaçao fa parte dei giochi di tutte le fasi finali. Le asiatiche sicuramente le più deludenti: erano nove in partenza, ma soltanto Giappone e Australia, le meglio attrezzate, hanno superato i gruppi. Ora sono rimasti in corsa solo i canguri che domani sfidano l'Egitto, Oltretutto l'Australia appartiene geograficamente all'Oceania e ha chiesto accoglienza all'Asia in cerca di competitività. L'Oceania "rimasta", la Nuova Zelanda, ha chiuso presto i giochi. Molto bene l'Africa, avanti 9 su 10. Idem il Nordamerica, 3 su 6, non dimenticando però la strada privilegiata nel tabellone per le tre ospitanti. Come sempre l'Europa: 13 su 16 ai sedicesimi.

due ai rigori

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Chi è arrivato ai sedicesimi, a prescindere da continente, ha venduto cara la pelle. Fin qui dieci partite e soltanto in tre la differenza è stata abbastanza netta, soprattutto per la Francia esclusa. Le altre sfide sono rimaste in bilico fino alla fine. In due occasioni, il ricorso ai rigori. Una inattesa, Germania-Paraguay (1-1): i tedeschi favoritissimi ma irrisolti, come in tutto il Mondiale, e sudamericani che hanno confermato la tradizione di squadra contro cui è difficilissimo giocare. Addirittura in vantaggio con Enciso, raggiunti da Havertz, sono stati più bravi, o meno stressati, dagli undici metri. Dal dischetto anche Marocco-Olanda (1-1) ma con ben altre emozioni: oranje qualificati fino al pari di Diop al 91', quindi extra-time e rigori. Il Marocco meritava di vincere ed è stato premiato.

tre oltre il novantesimo

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Senza ricorrere ai tiri dal dischetto, stesso equilibrio in altre tre partite. Canada-Sudafrica (1-0) è stata decisa al 92' da una punizione dal limite di Eustaquio: bel tiro, barriera piazzata male. Il Sudafrica aveva subito a lungo senza però cedere: dopo il debutto con il Messico sembrava destinato a un'eliminazione anticipata, invece è riuscito a resistere, pur se troppo difensivo. Più equilibrato di quanto ci si potesse aspettare il 2-1 del Brasile al Giappone, andato in vantaggio nell'eccellente primo tempo e poi messo alle corde dalla Seleçao nella ripresa. Ma il gol di Martinelli è arrivato soltanto al 95', poco prima dei supplementari. Infine, pazzesco 3-2 del Belgio al Senegal. Una delle partite che entrano nella storia per l'incredibile ribaltone. Africani in netto dominio e avanti 2-0 al 41' della ripresa. Tutto sembra fatto ma prima Lukaku ha una reazione d'orgoglio e, tre minuti dopo, Tielemans firma il 2-2 che conduce ai supplementari. L'incredibile... deve ancora arrivare, con il rigore segnato ancora da Tielemans al 125', nel recupero del recupero del secondo supplementare. Una maratona di emozioni.

tre nel finale

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Al confronto, Norvegia-Costa d'Avorio e Inghilterra-Rep. Democratica del Congo sembrano passeggiate, ma non è così. A un quarto d'ora dalla fine la Norvegia è davanti: al 74' pareggia Diallo, all'86' Haaland manda gli scandinavi agli ottavi, sul filo dell'equilibrio estremo (2-1). Non parliamo dell'Inghilterra, messa sotto fisicamente e tatticamente dal Congo ex Zaire, avanti 1-0 a un quarto d'ora dalla fine. Poi, tra il 75' e l'86', si scatena l'orgoglio di un solo uomo, un centravanti eccezionale, Kane, e tutto cambia. Ancora una volta a quattro minuti dalla fine, ma l'ultimo quarto d'ora cambia la vita.

tre con meno storia

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Tranne Francia-Svezia (3-0), senza storia dal primo minuto, unica vera partita squilibrata per 90', Messico-Ecuador e Usa-Bosnia sono due 2-0 che esprimono la superiorità di chi ha vinto, non stravinto. L'Ecuador è una squadra dura, fisica, rognosa, ma il Messico ha soluzioni d'attacco sconosciute ai sudamericani, entusiasmo e un tifo unico. Troppo forti gli Stati Uniti per una Bosnia che, come al solito, ha scelto la tattica della difesa e poi vediamo cosa succede: arrivati ai sedicesimi si doveva osare di più.

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