I prezzi e le attrezzature per motociclisti amatori. Dai requisiti di sicurezza alla scelta del circuito, passando per trasporto, pneumatici e noleggio: tutto quello che serve sapere per affrontare un track day su due ruote senza imprevisti
Adriano Bestetti
5 luglio - 07:54 - MILANO
C’è un momento nella vita di ogni motociclista in cui la strada non basta più. Non perché venga meno il piacere del viaggio o della piega del fine settimana, ma perché nasce una curiosità diversa: capire davvero fino a dove possono arrivare le proprie capacità, e quelle della propria moto, lontano da traffico, limiti di velocità e imprevisti vari. È qui che entrano in scena i track day, le giornate di prove libere in circuito che continuano a conquistare sempre più appassionati. Girare in pista, d’altro canto, è una di quelle esperienze che ogni amante delle due ruote dovrebbe concedersi almeno una volta nella vita, ma farlo bene, in sicurezza e senza improvvisare, può costare parecchio. E non si tratta solo del prezzo dei turni in circuito: tra equipaggiamento tecnico, trasporto della moto, gomme, benzina, manutenzione e così via, il conto finale può crescere rapidamente. Anche perché quello del motociclismo in pista è un universo complesso, pieno di variabili, categorie di circuiti, regolamenti e servizi accessori che meriterebbero un approfondimento ben più ampio di quello possibile in un solo articolo.
Perché andare in pista
—
Sono tanti i motivi che spingono gli amanti della velocità a cimentarsi tra i cordoli. In pista non ci sono incroci ciechi, ghiaia in traiettoria, auto che invadono la corsia o guardrail a pochi centimetri dal casco: la sensazione generale è quella di una guida pura, senza i limiti e i timori della strada aperta. L’asfalto è ottimo e pensato per favorire il grip, con vie di fuga che permettono di sbagliare con margini di sicurezza incomparabili con la strada. Le piste sono anche il luogo perfetto per migliorare la propria tecnica di guida: in un ambiente così controllato, infatti, si impara a frenare meglio, a capire meglio le reazioni della moto e ad affrontare le curve in modo più efficace e consapevole. E poi c’è tutto il contorno: i commissari di percorso, l’assistenza medica, il personale tecnico e i relativi briefing a garantire le condizioni ideali per andare alla ricerca del proprio limite.
L'abbigliamento tecnico
—
Prima di parlare dell’azione in pista, vale la pena fare un ulteriore appunto sulla sicurezza. Per girare nella maggior parte dei circuiti italiani serve un equipaggiamento tecnico completo e conforme alle normative Fmi e ai regolamenti degli organizzatori. In via generale, la dotazione minima comprende casco integrale omologato, tuta in pelle (meglio se intera), paraschiena, guanti lunghi da pista e stivali tecnici. Fortemente consigliati anche sottotuta, chest protector a protezione dello sterno e gli airbag ad attivazione elettronica integrati nella tuta per i più veloci. Anche chi è alle prime armi farebbe bene a evitare il risparmio eccessivo su casco e protezioni: in pista si è continuamente sotto stress fisico e può capitare di sudare molto, motivo per cui la comodità dell’equipaggiamento può fare un’enorme differenza in termini di lucidità alla guida. Chi non possiede tutto il necessario può comunque appoggiarsi ai vari servizi di noleggio messi a disposizione dalle scuole guida e da alcuni organizzatori e circuiti.
Come approcciare la pista
—
Partecipare a un turno in pista, ovviamente, non significa semplicemente entrare in circuito e spalancare il gas. Conoscere le regole basilari di comportamento è infatti fondamentale. Ogni organizzatore effettua briefing obbligatori prima dell’ingresso in circuito, spesso per la noia dei suoi più accaniti frequentatori, ma sempre cruciali per conoscere le modalità di ingresso e uscita dalla pit lane, le traiettorie corrette, le procedure di sorpasso, cosa fare in caso di caduta e il significato delle bandiere. Sembrano dettagli, ma ignorarli può generare inutili momenti di tensione se non di pericolo. Anche la preparazione della moto cambia rispetto all’uso stradale. Specchietti e fari, ad esempio, vanno nastrati o rimossi per evitare la dispersione di frammenti in caso di caduta, le pressioni degli pneumatici si abbassano e l’assetto si irrigidisce. Le termocoperte, sconosciute nel mondo stradale, sono preziose alleate per mantenere costante la temperatura delle gomme tra un turno e l’altro: naturalmente non sono obbligatorie, ma chi bazzica spesso le piste non può che considerarle un investimento inevitabile (difficile trovare qualcosa di nuovo sotto i 200 euro). Così come i cavalletti.
i costi dei circuiti
—
Passando ai costi veri e propri, il primo da tenere in considerazione non può che essere quello dell’accesso al circuito. E qui entrano in gioco moltissime variabili, tra cui posizione geografica, prestigio della pista, durata dei turni, organizzatore e periodo dell’anno. Generalmente parlando, i motociclisti del nord godono di un maggior assortimento rispetto a quelli del sud. Le tariffe variano sensibilmente: per i piccoli circuiti si parla generalmente di 40-50 euro per mezza giornata e fino al centinaio di euro per la giornata intera, per le piste di medio livello ci si aggira sui 150-200 euro per una giornata, per gli autodromi internazionali si può arrivare anche a 300 euro. Inoltre, le tariffe possono variare considerevolmente in base alla data. I giorni infrasettimanali possono costare fino al 30-40% in meno rispetto ai weekend, quando la domanda è maggiore. Ed è importante prenotare con buon anticipo visto che le giornate più ambite sulle piste più popolari vanno spesso esaurite rapidamente. Sempre in via generale, il prezzo pagato comprende accesso alla pista, servizio commissari, assistenza medica, paddock e parcheggio. Alcuni organizzatori includono coperture assicurative di base legate all'evento, ma è sempre opportuno verificarne la presenza nella quota d'iscrizione. Servizi quali box, cronometraggio, fotografo o assistenza tecnica possono essere opzionali.
Spese di viaggio
—
La seconda voce di spesa che entra sempre in gioco è quella del viaggio e del trasporto della moto presso il circuito. E se si vive lontani dalla destinazione prescelta, può anche diventare quella preponderante. Non è naturalmente vietato guidare la propria moto targata e approntarla per la pista sul posto, anche se per una miriade di intuibili motivi pratici non è affatto l’approccio più comune. Specialmente da parte di chi in pista ci va spesso. Per spostare una moto pronto-pista bisogna munirsi di un furgone o di un carrello, quindi un’altra spesa da mettere in conto se non se ne dispone. Il costo del noleggio di un furgone dipende da chilometraggio e dimensioni, queste ultime in dipendenza del numero di moto da trasportare, ma indicativamente si può considerare una spesa di 150 euro e può capitare di ricevere anche la pedana per far salire la moto. Condividere con amici e altri appassionati il viaggio e relative spese, tra carburante e caselli, resta sempre consigliabile per contenere il dispendio economico e aumentare il divertimento.
Gomme, manutenzione e attrezzatura
—
Un’altra spesa da mettere in conto è quella delle gomme da pista, in larga parte dei casi slick. Anche in questo caso il campo di scelta è ampio e variegato: per un treno nuovo buono per la pista è difficile cavarsela con meno di 300 euro, ma se non si è all’ossessiva ricerca del miglior tempo si può optare per un usato con pochi giri alle spalle, purché in ottimo stato. Andare al risparmio sulle gomme, infatti, sarebbe un pessimo errore. In genere un treno nuovo dura un paio di giornate tra i cordoli, anche se la longevità dipende anche da fattori quali caratteristiche della moto, del ritmo e dello stile di guida. Inoltre va considerata un minimo di manutenzione preventiva per presentarsi in pista in pieno ordine (come minimo olio, pastiglie, trasmissione e tutti i liquidi, tenendo d’occhio i filtri). Per quanto riguarda l’attrezzatura da portarsi appresso, oltre a quanto già menzionato, possono tornare utili compressore e manometro, taniche e imbuto e magari qualche leva di riserva, ma anche sedie, ventilatori e gazebo, specialmente se non si dispone del box. Non vanno trascurate le spese accessorie, quali cibo, bevande ed eventuale pernottamento, e quelle per eventuali imprevisti che possono scaturire da una disavventura in pista, richiedendo magari l’immediata sostituzione di un pezzo. La benzina è un altro fattore, anche se meno incisivo. Ultimamente i prezzi hanno virato decisamente verso l’alto, complice la delicata situazione dello scacchiere internazionale, motivo per cui, nel caso di un’intera giornata trascorsa intensamente in pista, si può ipotizzare un fabbisogno attorno ai 15-20 litri per moto medie su circuiti medio piccoli, ma per le supersportive da 1.000 cc sui circuiti più grandi, coprendo 150-180 km a velocità elevate, si può arrivare anche a 30-35 litri.
Differenze tra i circuiti
—
Tornando al discorso dei circuiti, è evidente che non tutte le piste sono uguali. Gli autodromi omologati per le competizioni internazionali, ad esempio, hanno costi più elevati per i maggiori standard di sicurezza, infrastrutture e personale. I casi più lampanti in tal senso sono quelli del Mugello Circuit e del Misano World Circuit "Marco Simoncelli", impianti stabilmente nel calendario della MotoGP, ma anche di Imola, che offrono asfalto impeccabile, box enormi, vie di fuga interminabili e rettilinei che permettono di tirare il collo all’ultima marcia. Alcuni organizzatori propongono giornate al Mugello attorno ai 280-300 euro (indicativamente 5 turni da 20 minuti) mentre a Misano si superano spesso i 220-250 euro per una giornata completa. Circuiti più piccoli come ad esempio Castelletto di Branduzzo, Franciacorta, Magione, Modena, il Sagittario e Varano de’ Melegari (tanto per citarne alcuni) permettono di spendere sensibilmente meno, rivelandosi ideali per chi vuole iniziare senza troppa pressione economica. Tracciati più lunghi di respiro comunque internazionale come Cremona, da poco entrato nel calendario del Mondiale Superbike, Vallelunga, che ne ha fatto parte in passato, o Cervesina possono rappresentare un’appagante via di mezzo. E poi c’è l’estero. Tra gli smanettoni del Nord-Est, ad esempio spopola l’Automotodrom Grobnik di Rijeka, circuito croato vicino a Fiume dai costi relativamente contenuti e dall’atmosfera molto racing.
Moto a noleggio
—
Negli ultimi anni è cresciuta visibilmente l’offerta di moto a noleggio per i track day, soluzione ideale per chi vuole provare l’esperienza senza rischiare di danneggiare la propria moto stradale o semplicemente sogna il brivido di una supersportiva da oltre 200 Cv. Le formule cambiano molto e possono includere il noleggio per un singolo turno, la mezza giornata, pacchetti all-inclusive per i corsi e così via. Alcune aziende propongono pacchetti completi con moto, carburante, gomme, assistenza tecnica e accesso pista inclusi. Tanto per dare un’idea, è possibile noleggiare una Ducati Panigale V4 "pronto-pista" con pneumatici slick e assistenza tecnica per due turni da 15 minuti a partire da 500 euro. Per una giornata completa con supersportive "top di gamma" si possono spendere attorno ai 1.500-2.000 euro. Esistono poi esperienze premium organizzate direttamente dalle aziende del settore, come ad esempio i corsi Dre Ducati, gli Aprilia Racers Days, i Metzeler Days o i Dainese Racetrack Masters, che offrono formazione insieme alla guida in circuito con i propri prodotti e spesso vantano ospiti d'eccezione.
L'esborso effettivo
—
Tirando le somme, al netto delle spese che si fanno una volta sola (abbigliamento tecnico, termocoperte etc), per una "normale" giornata tra i cordoli con moto propria su una pista di medio livello, il conto finale può realisticamente oscillare tra i 500 e gli 800 euro in funzione di vari fattori, quali il costo del tracciato stesso e la sua distanza. Se invece si punta ai grandi circuiti con gomme nuove, box e servizi premium, è facile superare di slancio i 1.000 euro. Cifre quindi importanti per le tasche dell’italiano medio, pur considerando che le moto per il solo uso in pista non richiedono la normale copertura assicurativa. Per far sì che tale investimento dia i suoi frutti, è sempre importante ricordarsi di non strafare nei primi giri: una caduta nelle prime battute è sempre il modo più efficace per rovinarsi la giornata. E poi c’è la variabile che nessuno può controllare: il meteo. La pioggia può ridurre drasticamente il tasso di divertimento dell’intera esperienza, ma, purtroppo, è inevitabilmente parte del gioco. Tuttavia, quando tutto fila per il verso giusto, una giornata in pista resta una delle esperienze motociclistiche più intense e formative che si possano vivere.









English (US) ·