"Per me tutto cambiò quando vidi La
Strada di Fellini. Ero in Francia al tempo e la mia vita era
dedicata alla danza. Tornai a Roma. Dovevo assolutamente cercare
di incontrare e conoscere Fellini, dare 'sfogo' a quello che La
Strada mi aveva suscitato. Ci riuscii. Ricordo che stava girando
un film e io mi ero fatta un'elaboratissima acconciatura nei
capelli. Lui appena mi vide mi mise una mano in testa". A
raccontarlo all'ANSA è Milena Vukotic, grande signora del
palcoscenico con più di 100 film con grandi come Damiani, Risi,
Fellini, Monicelli, Scola, Zeffirelli fino, in tempi più
recenti, Ferzan Ozpetek. Al Biografilm di Bologna, il festival
con la direzione artistica di Chiara Liberti e Massimo Benvegnù,
ieri sera ha ritirato il Celebration of Lives Award 2026 e ha
accompagnato la serie documentaria Sguardi in camera di
Francesco Corsi e Paolo Simoni sulla storia italiana filmata
dagli italiani stessi - e narrata da Vukotic - che verrà
pubblicata su Iwonderfull. "Il cinema mi manca molto. Mi
piacerebbe lavorare con Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, ancora
con Pupi Avati. Lanciamo un appello", ride l'attrice.
Intanto, a 91 primavere splendidamente portate, la sua agenda
è fitta di impegni a teatro. Il 14 luglio al Festival di Borgio
Verezzi debutterà ne L'Inconveniente, commedia dello spagnolo
Juan Carlos Rubio, accanto a Giulia Fiume e Marco Grossi, per la
regia di Luca Manfredi. A fine agosto, al Festival di Todi sarà
la volta di Colette, diretto da Silvano Spada. E a novembre, per
il terzo anno consecutivo, riprenderà Lezioni d'Amore di Andrée
Ruth Shammah, al Franco Parenti di Milano.
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