Milano Cortina: operato tre volte alla testa, snowboarder vince la medaglia

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Il bronzo di Jake Canter è la classica storia di perseveranza e superamento delle avversità, un perfetto esempio dello spirito olimpico. Il ventiduenne snowboarder del Colorado dieci anni fa ha rischiato di morire, ai Giochi di Milano Cortina - dopo tre operazioni alla testa - si coccola una medaglia a Livigno, vinta nello slopestyle di snowboard, dietro il fenomeno cinese Su Yuming (quarto oro per lui) e il giapponese Taiga Hasegawa.
    Nel 2016, infatti, ad appena 13 anni, Canter aveva riportato una frattura al cranio e un'emorragia cerebrale dopo uno scontro in aria con un altro atleta mentre volavano da un trampolino.
    L'anno successivo ha iniziato a soffrire di forti mal d'orecchi, svenendo infine in casa: i medici, in ospedale, hanno scoperto che l'infortunio dell'anno precedente aveva causato una perdita di liquido spinale, che a sua volta aveva portato a una meningite batterica. Da lì la decisione di metterlo in coma farmacologico per combattere l'infezione. "Ha 20% di probabilità di sopravvivenza", dissero allora gli specialisti. Il risveglio e un'altra operazione, la rimozione del timpano destro, per evitare nuove infezioni future. Un intervento che lo ha reso parzialmente sordo.
    "È incredibile essere qui con una medaglia al collo", le parole del 22enne di Team Usa, stringendo il bronzo tra le mani. "Spero davvero di aver reso orgoglioso il me stesso tredicenne disteso su quel letto d'ospedale. Questo è per lui e per tutti quelli che mi hanno sostenuto".
   

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