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Severi, ingombranti, pesanti nelle carriere dei figli: da Agassi a Girardelli la storia dello sport è piena di famiglie in cui lo sport è vittoria e conflitto
Alessandra Giardini
16 febbraio - 09:27 - MILANO
Non c’è stato soltanto Open, il libro di Andre Agassi che ha segnato un punto di non ritorno nella letteratura sportiva. Suo padre, Mike, ex pugile iraniano di origine armena, suonò la sua campana in una controstoria intitolata Indoor. Andre aveva raccontato come suo padre gli aveva rovinato la vita imponendogli il tennis e facendoglielo odiare, l’orco Mike si difese scrivendo che lasciare liberi i figli è il peso più grande. Lui non pensava di aver fatto niente di male: voleva che i suoi diventassero campioni, e aveva dedicato tutto se stesso a questa missione. "Non direi che ho sacrificato Andre. Aveva sette anni quando capii che sarebbe diventato il numero uno del mondo. Dove ho sbagliato? La sua è stata una bella vita, è diventato miliardario".










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