L'Italia dei fondo va a caccia di
un metallo prezioso nella miniera d'oro della Norvegia di Milano
Cortina: tra Predazzo e Lago di Tesero ne ha 'estratti' nove in
Trentino, sette dei quali legati agli sci stretti. Cinque
arrivano direttamente dallo sci nordico, di quattro è
protagonista Johannes Klaebo, altri due dalla combinata nordica
maschile e due dal salto femminile. E' in questa enclave
scandinava che Federico Pellegrino e Elia Barp, i 'prescelti'
per la staffetta sprint, provano a regalare alla selezione
azzurra un'altra medaglia, dopo il bronzo in staffetta. Il
valdostano ha una tendinite alle dita: "L'ho rimediata nello
skiathlon - dice - ma durante la staffetta non sentito niente".
La sprinta "era il 'piano B'": "Ma adesso che siamo qui, che una
medaglia l'abbiamo vinta e che le gambe vanno bene, direi che
abbiamo un'altra bella occasione". "Siamo giustamente isolati
per rimanere concentrati aggiunge - Abbiamo fatto quello che
dovevamo fare per raggiungere quello che volevamo raggiungere ed
è ovvio che adesso ci sentiamo con il cuore più leggero perché
l'obiettivo del quadriennio, non solo mio, è stato centrato".
Pellegrino non scioglie ancora le riserve sulla sua
partecipazione alla 50 chilometri di sabato: "Era e continua a
essere la gara che mi piacerebbe fare a chiusura dei grandi
eventi - conclude - Ragioniamo giorno per giorno, perché la
tendinite non è da sottovalutare". Il 23enne compagno di squadra
Elia Barp riflette sulla neve: "Ha nevicato durante la notte. Le
premesse mi sembrano buone e sono aperte a vari scenari: del
resto quando vinci una medaglia ne vuoi anche un'altra. E nella
team sprint non ci sono solo le gambe, ma anche le situazioni
che si creano da tenere in considerazione". "Non partiamo
battuti - insiste - anche se Norvegia e Francia sono davanti:
poi ci sono Stati Uniti, Svezia che possono dire la loro come
Svizzera, Finlandia e noi. Fisicamente stiamo bene, altrimenti
l'altro giorno la medaglia non sarebbe arrivata".
In campo femminile, almeno in teoria, le possibilità della
coppia azzurra composta da Caterina Ganz e Iris De Martin sono
inferiori: "Aspettative? Nessuna - taglia corto de Martin - Mi
sento bene e sto andando sempre meglio. Dobbiamo solo dare il
cento per cento e stare tranquille, senza pasticciare. A parte
Svezia e Norvegia, le altre squadre sono tutte più o meno allo
stesso livello". "La medaglia? Ci ha messo tanta allegria e
tanta carica per le prossime gare, ma il clima era bello anche
prima", assicura Ganz.
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