Milano cade a Udine, Reggio Emilia stende anche Brescia. Cremona e Trento inseguono i playoff

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Altra vittoria importante per gli emiliani dopo quella con la Virtus Bologna. La rimonta in extremis di Treviso sulla Dinamo riapre la lotta salvezza

Giacomo Iacomino e Giovanni Girolimetti

29 marzo 2026 (modifica alle 22:24) - MILANO

Dopo aver sconfitto la Virtus Bologna capolista, Reggio Emilia manda ko anche la Germani Brescia, seconda, espugnando il PalaLeonessa con autorità e una gran prestazione di squadra. Così i ragazzi allenati da coach Priftis rubano la scena alle prime quattro in classifica, tutte a secco di punti, Milano compresa, sconfitta a Udine (Christon 25), protagonista di una super rimonta. Si ravviva la corsa ai playoff di Cremona e Trento: la squadra di Brotto si riavvicina al gruppo delle prime otto in classifica presa per mano da Durham (34 punti) mentre gli uomini di Cancellieri dominano la Reyer al Taliercio dal primo all’ultimo minuto e agguantano l'ottava posizione. Al PalaSerradimigni, la rimonta in extremis di Treviso sulla Dinamo riapre completamente la lotta salvezza anche se Cantù mantiene i due punti di vantaggio sui veneti con un'importante vittoria casalinga su Trieste (Green 20, record stagionale).

VENEZIA-TRENTO 87-106

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L’Aquila si conferma bestia nera in Laguna. Dopo la vittoria di 18 giorni fa negli ottavi di Eurocup, la squadra di Cancellieri schianta la Reyer anche in campionato: gli ultimi cinque scontri diretti si sono risolti tutti a favore di Trento, che si riprende l’ottava posizione. Gli ospiti scappano presto, con un primo quarto da 29-18 trascinato da delle percentuali stratosferiche (15/12 dal campo, 5/6 da 3). Venezia, disastrosa stasera dall’arco (5/28 da 3), sembra gettare la spugna già nel terzo quarto, quando sprofonda sotto di 22 punti (55-77 al 28’). Oltre ai 22 punti di Jogela, l’Aquila pesca altri quattro giocatori in doppia cifra – Jones, Steward, Bayehe, Battle – che confermano la strepitosa prova corale di Trento, utile a rilanciarsi dopo i quattro ko di fila subiti in Serie A.

Venezia: Cole 22, Wiltjer 15, Parks 14
Trento: Jogela 22, Jones 19, Steward 17

CREMONA-NAPOLI 88-81

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Dopo quattro sconfitte consecutive, la Vanoli torna a respirare con una grande impresa: rimontata in volata la Guerri, Cremona mantiene l’imbattibilità casalinga contro Napoli e si rilancia nella corsa ai playoff, che nell’ultimo mese sembrava sfumarsi. In doppia cifra di svantaggio (56-67) nelle ultime battute del terzo quarto, la squadra di Brotto ribalta completamente la partita con il parziale di 27-13 dell’ultimo periodo, in cui ha superato ampiamente gli ospiti nella lotta a rimbalzo e li ha costretti ad un magro 4/12 dal campo. Ma al di là dei meriti difensivi c’è un Durham stratosferico, che negli ultimi 10’ segna 12 dei suoi 34 punti totali e spezza le gambe alla Guerri, a cui non bastano i 38 punti della coppia Bolton-Totè.

Cremona: Durham 34, Udom e Ndiaye 10
Napoli: Bolton 20, Totè 18, El-Amin 17

SASSARI-TREVISO 103-108

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Si riapre a sorpresa la lotta salvezza: un finale surreale inchioda il Banco di Sardegna, che prima di stasera non aveva mai perso in casa contro la Nutribullet. Avanti per larghi tratti di gara grazie a un secondo quarto straordinario da 37 punti e a +9 (90-81) a 6’ dall’ultima sirena, Sassari si fa rimontare dall’astuzia di Cappelletti e dall’energia di Croswell, che rosicchiano punti dalla lunetta fino ad arrivare alla parità (101-101) all’ultimo giro di lancette. Dopodiché, succede di tutto: sorpasso della Nutribullet a causa dell’auto-canestro di Visconti a rimbalzo, nell’azione successiva Weber scippa il possesso alla Dinamo e lancia Croswell al ferro. Sassari sciupa tutte le occasioni per riavvicinarsi, allora ci pensa Macura dall’arco a sigillare il ribaltone una volta per tutte.

Sassari: Marshall 21, Beliauskas 17, Macon e McGlynn 14
Treviso: Croswell 24, Macura 23, Cappelletti 17

Udine-Milano 86-83

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Milano spreca 8 punti di vantaggio e con un parziale 17-6 negli ultimi 5’ Udine rimonta e vince una grande partita trascinata da Christon, suoi 9 degli ultimi 11 punti dei friulani, bravi a non sbagliare niente nei minuti finali, il contrario di quanto accaduto all’andata all’Allianz Cloud Arena, dove Brooks la vinse dall’arco all’ultimo secondo. Stavolta la sua tripla per il pareggio, sulla sirena, si spegne sul ferro e a nulla serve la miglior prestazione stagionale in attacco di Mannion: così Milano perde la settima partita in campionato e cede il terzo posto in classifica a Venezia, a pari punti ma con una partita in meno. Sugli uomini di coach Poeta pesa il logorio della quinta gara giocata negli ultimi 11 giorni tra Lba ed Eurolega: Udine, ora a due punti dall’ottavo posto, non scendeva in campo dal 14 marzo. Gara equilibrata per tutti i 40’, l'Ea7 tira male nel 1° tempo (9/29) ma resta a galla grazie ai tiri liberi (21/21 all’intervallo). Cerca di fuggire per tre volte sul +8 ma l’Old Wild West è viva. E se Brooks segna il suo primo canestro su azione dopo 22’, Bendzius realizza tutti i suoi 12 punti nella ripresa. Bolmaro firma il layup del 77-69 a 5’ dalla fine per Milano e sembra la fine. E invece Udine risorge, prende il controllo dei rimbalzi (45-40 il conto finale, Spencer 10) e con il parziale 16-3 trova il sorpasso con Christon, arrivando fino a +5 a 33’’ dalla sirena. Mannion da 3 ricuce a -2, ma non basta. L'Olimpia paga anche la scarsa vena dall’arco (5/22) e la giornata storta di Leday (in doppia cifra in 9 delle ultime 10 gare di campionato, oggi appena 3 punti). L’ultima vittoria in casa di Udine contro Milano risaliva a 50 anni fa, era la stagione 1975-76.

Udine: Christon 25, Alibegovic 16, Bendzius 12 
Milano: Mannion 19, Nebo 16, Brooks 11.

Cantù - Trieste 97-76

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Cantù mantiene due punti di vantaggio su Treviso nella lotta salvezza travolgendo Trieste al PalaDesio grazie alla seconda prestazione offensiva stagionale: dopo i 108 segnati contro Trento, eccone altri 97 segnati alla squadra giuliana, mai davvero in partita. Per l’Acqua San Bernardo tanta sostanza da Ballo, alla quinta doppia doppia del campionato (18+12) e record stagionale in attacco per Green, mentre è positivo l’esordio in maglia Cantù del 37enne Gerald Robinson: 4 punti e 5 assist in 17’ per l’ex Rimini con trascorsi anche a Scafati, Roma e Pesaro. A proposito di assist, gli 11 di De Nicolao sono il massimo in carriera, perfetti Bortolani e Fevrier da due (4/4 per entrambi). A Trieste non bastano i 22 punti dell’australiano Bannan, alla sua seconda partita in Lba con 7 rimbalzi e 30 di valutazione. Cantù parte fortissimo, 11-2 in avvio dopo 3’ e 31-20 a fine primo quarto. Trieste rientra sul -5 (39-35) a 5’ dall’intervallo ma resta l’unica reazione dei giuliani: l’Acqua San Bernardo allunga nuovamente con parziale 15-8 e si va a riposo sul 54-42. Ramsey e compagni sembra siano rimasti negli spogliatoi nella ripresa, non segnano su azione per 6’ mentre i padroni di casa volano sul +20 (62-42) e chiudono sul 76-60 il terzo quarto. Negli ultimi 10’ l’ingresso in campo dei 18enni Gualdi e Molteni per Cantù è l’unica cosa degna di nota.

Cantù: Green 20, Ballo 18, Sneed e Fevrier 13. 
Trieste: Bannan 22, Ramsey 11, Candussi e Toscano-Anderson 10.

Brescia-Reggio Emilia 92-101

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Sesta vittoria consecutiva di Reggio Emilia che diventa squadra ammazza grandi: sette giorni fa aveva mandato al tappeto la Virtus Bologna capolista. Stasera è Brescia che deve arrendersi nel proprio palazzetto per la seconda volta in campionato fallendo così l’aggancio alle V nere in vetta alla classifica. Ancora una volta è la forza del gruppo a fare la differenza per la Unahotels, che agguanta Trieste al sesto posto in classifica: sono sei i giocatori in doppia cifra, Caupain è il migliore con 22 di valutazione, 10 rimbalzi e 5 assist. Decisiva anche la precisione dall’arco (13/25 per Reggio) mentre a Brescia non basta la miglior prestazione offensiva stagionale di Miro Bilan (11/16 al tiro). Gli uomini di coach Priftis prendono in mano la partita nella ripresa dopo un 1° tempo equilibrato (50-51). Con la Germani avanti 57-53 dopo 4’ di terzo quarto, Reggio esplode in un parziale da 11-2: da questo momento in poi, Brescia non riuscirà più a tornare in vantaggio davanti al proprio pubblico. Gli emiliani toccano il +7, Brescia rientra e così l’ultimo quarto sembra si debba giocare inevitabilmente punto a punto. Sbagliato. Sull’81-82 a 6'18 dalla fine, Reggio s’incendia con un 12-0 di break decisivo (6 punti di Barford). Il +13 reggiano si ripete a 90’’ dalla sirena (99-86) da cui Della Valle (5/8 dall’arco con 9 assist) e compagni non riescono più a riprendersi.

Brescia: Bilan 30, Della Valle 21, Burnell 13. 
Reggio Emilia: Barford 17, Thor, Rossato e Caupain 13.

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