La dirigenza rossonera ha avviato i colloqui con gli agenti del portoghese, che non rientra nel progetto di Amorim. Possibile anche una cessione in prestito oneroso con obbligo di riscatto
Tra Leao e il Milan si avvicina il gran finale. Insieme dall’estate del 2019, sette tormentati anni dopo, la storia potrebbe chiudersi. Mentre Rafa, in America, pensa alla sfida con la Croazia che lo aspetta (anche se è di nuovo destinato alla panchina), a Milano si delinea il suo futuro. La società rossonera, rappresentata da Almstadt e Gardiner, ha avviato i colloqui con il nutrito staff dell’attaccante. Risultato: come si era capito, il 10 portoghese non rientra nel progetto del connazionale Amorim. Per arrivare a una cessione servono però altri elementi: un club interessato all’acquisto e una cifra che metta d’accordo le parti. Sul primo punto, al momento, c’è poco: Barcellona e United non sono andati oltre i primi sondaggi, al Tottenham è stato proposto lui, le offerte dall’Arabia e dalla Turchia non scaldano il giocatore. Serve allora un lavoro diplomatico dei suoi manager in cerca di altre proposte. Proposte che non dovranno essere inferiori ai 60-70 milioni di euro. Una cifra consistente ma anche ben lontana dalla clausola rescissoria, di cento milioni più alta. Il Milan potrebbe considerare anche formule alternative, come un prestito oneroso e un obbligo di riscatto. Comunque sia, la società vuole avere la certezza di incassare.
divorzio
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Dalla cessione di Leao il Milan intende infatti rientrare di parte dell’investimento fatto per prendere Gonçalo Ramos, un altro portoghese. Nel 3-4-2-1 di Amorim Rafa non avrebbe collocazione e l’allenatore, si è capito, preferisce puntare su altro. Non che Leao si sia sentito tradito, anzi: era stato lui a svelare per primo, e pubblicamente, le proprie intenzioni. Un’altra sfida in un altro campionato, il desiderio di Rafa. Che ora vorrà essere accontentato. Serve però l’offerta giusta.
storia
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Rafa era stato assoluto protagonista del successo scudetto del 2022, il suo miglior anno rossonero. Dopo un’ottima Champions, conclusa nel doppio derby di semifinale con l’Inter. Da allora troppe incomprensioni e troppa discontinuità di rendimento. Non sono riusciti a migliorare la situazione i connazionali Fonseca e Conceiçao, ma neppure Allegri. La storia può dunque concludersi qui, dopo sette stagioni, 291 partite e 80 gol.










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