Milan, Cardinale cambia tutto. Dirigenza azzerata, via Furlani, Moncada e Tare: i dettagli

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La sconfitta con il Cagliari e il mancato accesso in Champions porta alla rivoluzione immediata del management rossonero

Alessandra Gozzini

Giornalista

25 maggio - 07:37 - MILANO

Rivoluzione totale: se Cardinale darà seguito a quanto dichiarato, le valutazioni finali saranno pesantemente insufficienti. Per tutti. Unica, possibile, conseguenza: un cambiamento radicale. Le guerre interne e i rimpalli di responsabilità delle ultime settimane hanno prodotto un disastro. In pubblico gli appelli all’unità, dentro una serie di fazioni divise e in competizione perenne. Il risultato è il Milan di nuovo fuori dalla Champions, per la seconda volta consecutiva. Un disastro tecnico, finanziario e ambientale. La curva ieri non ha avuto pietà, dopo aver sostenuto la squadra fino al triplice fischio quando Ibrahimovic se ne è andato - scortato – dagli spalti. Cardinale, ancora in tribuna, ha sentito e osservato prima di lasciare San Siro subito dopo il fischio finale. Il tifo milanista ha chiamato a gran voce un rinnovamento e la squadra senza il minimo segnale di reazione ha confermato la necessità di un cambio radicale. Se prima della partita sembrava che le colpe potessero ricadere solo sull’ad Furlani – vertice operativo del club – dopo, giustamente, sono tornati tutti nel mirino.

FALLIMENTO

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Sarà Europa League: il verdetto è spietato. Ed è un fallimento, come lo avevano definito gli stessi protagonisti quando ancora non si era materializzato. Lo spettro è diventato realtà. Il nuovo Milan avrà volti nuovi che diventeranno presto familiari anche senza scendere in campo: il rinnovamento infatti coinvolgerà anche l’organigramma del club per poi proseguire nella rosa. Le sostituzioni inizieranno dall’amministratore delegato? Sembra proprio di sì. Sulla poltrona attualmente occupata da Giorgio Furlani — in carica dal dicembre 2022, quando il Milan era passato da qualche mese da Elliott a RedBird — siederà presto un nuovo amministratore delegato. Via anche il ds Tare, architetto della squadra. E con lui il direttore tecnico Moncada: fuori tutti. In queste ore i loro destini saranno ufficiali. Dalla tarda mattinata di ieri Gerry Cardinale, patron rossonero, era a Milano e non è chiaro fin quando resterà. Prima della partita con il Cagliari aveva pranzato in un hotel di lusso in compagnia del super consulente Ibrahimovic (ieri i tifosi hanno avuto pesantemente da ridire anche su di lui), di Massimo Calvelli (esponente del CdA che potrebbe avere un ruolo prioritario nella riorganizzazione interna) e la Chief officer Brand Montini. In un secondo momento si è unito anche il dt Moncada, alleato di Zlatan, altro dirigente contestatissimo. Nessuno si è presentato a parlare dopo il disastroso ko con i rossoblù, nessuna assunzione di responsabilità.

l'agenda

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Saranno giornate intense e convulse, in cui Cardinale (da Milano o da remoto) prenderà decisioni definitive che porteranno a stravolgere la struttura interna della società e della squadra. Anche il ruolo dell’allenatore, primo responsabile della caduta verticale della squadra, è fortemente in bilico. Intanto toccherà a Tare, artefice di un mercato disastroso, con milioni spesi senza esito. Al dt Moncada. E a Furlani che ha autorizzato le spese.

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