Padroni di casa favoriti nella sfida inaugurale del torneo americano. Per i Bafana Bafana pericolo cartellini
Stazio Azteca, Città del Messico. Difficile immaginare un luogo più iconico per il calcio d’inizio di un Mondiale. Cinquantasei anni dopo la “partita del secolo” - quell’indimenticabile 4-3 tra Italia e Germania - l’impianto della capitale messicana si prepara a fare un altro passo nella storia. Da qui parte infatti la prima edizione extralarge del torneo: 48 squadre, 104 partite e ben tre paesi ospitanti. E una curiosità: la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica non è un inedito come debutto di un Mondiale. Si è infatti già giocata – ma a campi invertiti – nel 2010, con i Bafana Bafana padroni di casa. Allora finì 1-1, ultimo pareggio in assoluto nell’esordio di un campionato del mondo. Oggi però la nazionale Tricolor cerca subito punti-qualificazione: Ahorita, come dicono da queste parti. L’obiettivo minimo è superare lo scoglio degli ottavi di finale, massimo traguardo raggiunto dal 1994 a oggi. E il fattore campo può aiutare, eccome: nei due Mondiali giocati da paese ospitante (1970 e 1986) il Messico ha sempre conquistato i quarti, miglior piazzamento in assoluto. Vedremo. In più c’è il talismano Azteca dove, nelle sette gare giocate in Coppa del mondo, la squadra di casa non ha mai perso, collezionando due pareggi e cinque vittorie.
la visione mycombo
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E proprio dalla formazione di Aguirre imbattuta parte la visione MyCombo studiata dagli esperti di Sisal Tipster, combinata con un gol di entrambe le squadre già nel primo tempo. L’attesa è tanta, per i Tricolores padroni di casa, ma anche per il Sudafrica, assente dalla competizione per 16 lunghi anni. Nel girone di qualificazione, la nazionale di Hugo Broos - numero 60 del ranking Fifa - ha preceduto di un punto la ben più quotata Nigeria: una piccola impresa, firmata da una rosa senza grandi stelle e composta da tanti giocatori del campionato locale. Fatte queste premesse, sembra difficile pensare che i Bafana Bafana possano superare la fase a gironi per la prima volta nella storia. Sulla carta è una squadra operaia, inesperta e disposta a tutto per fare risultato. Anche a spendere qualche ammonizione, prezzo da pagare per limitare la fantasia dell’attacco messicano. Per questo il Sudafrica appare favorito nello speciale mercato delle ammonizioni, mentre il Messico - chiamato a fare la partita - potrebbe ricorrere ai calci d’angolo come arma per sbloccare la gara. Anche perché tra i migliori colpitori di testa a disposizione di Aguirre ci sono anche gli “italiani” Johan Vasquez (Genoa) e Santi Gimenez (Milan). Quest’ultimo, reduce da una stagione da zero reti, dovrà sgomitare parecchio per ribaltare le gerarchie. "Messico e nuvole". cantava Jannacci. Da spazzare via il prima possibile.









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