Messi: "Mi piace stare da solo, so che posso sembrare strano. Futuro? Non mi vedo come allenatore"

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L'ex calciatore del Barcellona e del Paris Saint-Germain ha ammesso di aver bisogno dei momenti di solitudine dato il caos che può portare l'avere tre figli in casa

Jacopo del Monaco

Tutti i grandi campioni hanno bisogno di pace e tranquillità, anche se ti chiami Lionel Messi e pochi mesi fa hai vinto la MLS con l'Inter Miami. Nel mese di dicembre, infatti, la squadra della Florida ha vinto per la prima volta nella sua storia la massima competizione statunitense. La Pulga, con tanto di fascia da capitano al braccio, ha ricoperto un ruolo da protagonista assoluto. In una recente intervista, l'ex calciatore del Barcellona e del Paris Saint-Germain ha voluto parlare di un tema che non riguarda il calcio, bensì la sua quotidianità e di come passa il tempo a casa.

Inter Miami, Messi: "Mi piace passare del tempo da solo. Cosa faccio? Nulla di speciale"

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Dopo gli anni in Europa in cui ha scritto il suo nome nella storia del calcio e del Barcellona e la deludente parentesi al Paris Saint-Germain con cui ha vinto solo titoli nazionali, nel 2023 Messi ha preso la decisione di intraprendere un'esperienza in MLS. L'argentino, infatti, ha firmato per l'Inter Miami e fino ad ora ha già vinto tre trofei: League Cup, Supporters' Shield e pochi mesi fa la Major Soccer League, la prima nella storia del club di cui Sir David Beckham è presidente. Negli Stati Uniti, la Pulga ha vicino anche la moglie Antonela ed i tre figli Thiago, Mateo e Ciro. Con i ragazzi in casa non mancano sicuramente le cose da fare ma anche il caos, motivo per il quale Messi ha bisogno di momenti in cui vuole stare da solo.

Nel corso di una recente intervista rilasciata a Luzu TV, infatti, il vincitore di ben otto Palloni d'Oro e del Mondiale con l'Argentina nel 2022 ha parlato proprio di ciò. Ecco le dichiarazioni del classe 1987: "Mi piace molto passare del tempo da solo e lontano dal caos. So che posso sembrare più strano della m***a. A volte, avendo tre figli in giro per casa, il caos finisce per saturarmi e sento il bisogno di avere dei momenti di solitudine, in cui non faccio niente di speciale, ma basta che ci sia silenzio. Spesso mi metto sul divano e guardo la televisione. Sono una persona molto suscettibile. Per fare un esempio, se qualcuno sposta una cosa da dove l'ho lasciata, divento di cattivo umore. Oppure, in caso di imprevisto nel corso della giornata, divento subito nervoso e non parlo con nessuno".

Messi: "Scartato dal River Plate per l'altezza. A Barcellona sono andato in terapia"

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Oltre al parlare del legame col padre, il non saper utilizzare ChatGPT, la passione per i gossip ed il bere vino e Sprite per ballare un po', Messi ha parlato del mancato trasferimento al River Plate: "Sono andato lì da solo dopo un allenamento di dieci giorni. Poi mi hanno detto di rimanere e si sarebbero occupati loro del trattamento ed avrei vissuto nella loro residenza. Però non potevano fare nulla per la mia registrazione. Per farla, ho chiesto al Newell's Old Boys il documento per il rilascio ma non me l'hanno dato". In seguito, ha dichiarato di aver seguito anche un periodo di terapia: "L'ho fatta a Barcellona, poi ho smesso. Tendo a tenere le cose per me e risolvo i problemi da solo".

Successivamente, il capitano dell'Inter Miami ha parlato della vita nella città della Florida: "Si vive in modo sereno anche perché in questa parte della città non si dà molta importanza al calcio. Abbiamo una nostra routine e molto dipende anche dagli impegni dei miei figli". Poi ha parlato di Rosario, città in cui è nato: "Amo passare le vacanze lì perché sto con la mia famiglia, vado a casa di mia madre e poi da mia fratello. È la cosa migliore che ci sia perché sto con i miei amici e la mia gente". Successivamente ha parlato dei numeri che si fanno col pallone: "So farli tutti ma non mi sono mai piaciuti e non li ho mai fatti. Da piccolo li facevo molto di più perché mi divertivo di più ma in partita mai". Messi ha concluso l'intervista dichiarando: "In futuro, non mi vedo come allenatore. Mi attrae di più il ruolo del proprietario, così posso gestire il club e farlo crescere dando opportunità ai giovani".

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