Quattro punti chiave all'inizio del suo mandato, gli stessi che i predecessori non sono riusciti a centrare. Elkann rivuole il blocco azzurro come un tempo
Ad attendere Giovanni Carnevali alla Juve c’è una lista di obiettivi che non si possono più mancare. Trattasi delle stesse richieste che Elkann ha avanzato ai predecessori del nuovo amministratore delegato, mai centrati e al massimo sfiorati. Il campo centrale riguarda ovviamente i risultati sportivi: Comolli non è riuscito a raggiungere neanche quelli minimi. Ma ci sono anche degli aspetti che il nuovo ad e direttore generale del club dovrà assolutamente allineare fin da subito alle ambizioni della proprietà.
VENDERE
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Primo aspetto, non più banale perché da Exor negli ultimi anni sono arrivati tanti rilanci senza riscontro sul campo. Carnevali dovrà saper vendere, proprio come ha fatto spesso al Sassuolo. La dimensione della Juve è chiaramente diversa: nel suo vecchio club ha più volte rivenduto a cifre importanti dei calciatori presi a buon mercato e maturati senza grande pressione. A Torino è tutta un’altra musica e nelle ultime stagioni, per via dei risultati deludenti, i mugugni sono aumentati. Ora bisogna scaricare senza far danni quei calciatori che sono costati molto e hanno dato poco o nulla: da Koopmeiners a Openda, passando per David e Di Gregorio. Cedere senza rimetterci sarebbe già un grande obiettivo raggiunto.
MERCATO
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Nell’ottica dell’autofinanziamento, la Juve dovrà fare operazioni mirate per far conciliare le esigenze tecniche e le disponibilità economiche. A Carnevali si chiederà di trovare il punto d’equilibrio per assecondare le richieste di Spalletti senza sbilanciamenti, con l’esigenza principale di allestire una rosa competitiva attorno a un nucleo di giocatori anziani che sappiano reggere le pressioni di un grande club, nel rispetto della storia juventina. La lista di Ottolini, già in attività da settimane ma non sempre supportato da Comolli, prevede un innesto importante per reparto al fine di alzare bene l'asticella.
LINEA VERDE
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La storia di Carnevali racconta il suo credo nel vivaio, aspetto che alla Juve potrebbe fare la differenza per dare continuità con maggiore forza al progetto Next Gen. In più, il dirigente ha sempre mostrato interesse al mercato dei giovani e una particolare attenzione ai talenti scaricati dai grandi club. La tendenza ora dovrebbe andare in favore di chi è già a bordo, nella ricerca di un percorso utile per il salto in massima serie, e di quei calciatori alla ricerca di collocazione dopo aver vissuto i grandi settori giovanili europei: le operazioni alla Yildiz, insomma, in caso di opportunità potrebbero essere più frequenti.
MADE IN ITALY
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Una delle richieste principali della proprietà, che si sposa bene con il modus operandi del nuovo ad, riguarda la necessità di allestire un nuovo blocco azzurro. La Juventus più volte nella storia ha fornito il maggior numero di giocatori alla nazionale italiana, ora invece si ritrova a essere rappresentata da qualche riserva. Anche se la costruzione del gruppo italiano all’interno dello spogliatoio richiederà tempo e investimenti, l’obiettivo di Carnevali è chiaro fin dall’inizio del suo mandato. Al Sassuolo ha consegnato a Coverciano giocatori come Locatelli, Scamacca, Raspadori… la missione continua.









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