Meno guru e overcoaching, più leadership e semplicità: gli allenatori che stanno azzeccando il Mondiale

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Water droplets from a sprinkler form a rainbow as Argentina head coach Lionel Scaloni walks across the pitch during training for the World Cup soccer tournament Wednesday, June 24, 2026, in Kansas City, Kan. (AP Photo/Charlie Riedel)

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Ancelotti, Scaloni, Deschamps e De la Fuente garanzie per i sedicesimi, hanno fallito Advocaat e Bielsa, mentre in Germania criticano Nagelsmann

Pierfrancesco Archetti

Giornalista

28 giugno - 13:24 - MILANO

Si pensa spesso che il lavoro di allenatore della nazionale richieda una certa anzianità. Lo sostengono anche diversi impiegati della panchina, che vedono lo sbocco della vita più comoda, una decina di partite l’anno, un torneo ogni due stagioni come traguardo, dopo la frenesia dei club. E se vinci tutto il paese ti ringrazierà in eterno. A questa Coppa del Mondo sono stati iscritti in effetti cinque ct over 70 (Advocaat, Koubek, Broos, Queiroz e Bielsa, in ordine decrescente di età), ma il detentore del trofeo è Lionel Scaloni che lo abbracciò in Qatar a 44 anni e il suo predecessore Didier Deschamps lo ricevette in Russia da quarantanovenne. Entrambi sono ancora in carica e aspirano al bis. 

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