Melli controcorrente: "Psg-Bayern? Questo calcio mi fa cag... Piace a chi non capisce nulla, è come l'Nba"

2 ore fa 2

L'ex attaccante su Facebook: "Piace solo a televisioni, telecronisti e tifosi a cui basta vedere gol ma che non comprendono nulla di questo gioco"

29 aprile 2026 (modifica alle 12:12) - MILANO

Lo spettacolo offerto ieri sera nella semifinale d'andata di Champions al Parco dei Principi da Psg e Bayern Monaco non ha messo d'accordo tutti. Mentre Rafa Leao su Twitter ha esaltato il 5-4 finale, Alessandro Melli, ex attaccante di Parma, Samp e Milan, su Facebook ha espresso parere diametralmente opposto: "Andrò controcorrente, ma tra la Var e un gioco che oramai non prevede più la difesa, la marcatura, il filtro a centrocampo, questo calcio a me fa letteralmente cag.... Sapete chi ama questo calcio? Le televisioni, i telecronisti e i tifosi a cui basta vedere dei goal ma che non capiscono nulla di questo gioco. Il calcio attuale è diventato la nuova Nba".

replica

—  

Qualcuno nei commenti non deve aver apprezzato la sua presa di posizione, al punto che Melli si è sentito in dovere di specificare: "Cerco di fare chiarezza a chi eventualmente non ha capito il mio post , fortunatamente pochi Non ho detto che amo il gioco del calcio italiano, di certo tra Milan-Juve e Psg-Bayern preferisco mille volte la seconda. Volevo solo dire che con questo andamento, dove in pratica non esiste più la cultura del saper difendersi e con regole e Var che cambiano gli episodi arriveremo a vedere partite che finiranno 7-5 o 6-6 se non oltre... Ho paragonato questa mentalità al basket Nba dove spesso lo spettacolo va a discapito del risultato perché in America hanno questo tipo di cultura. Una volta segnare era faticoso, difficile, complicato, eppure quando giocavo io i fuoriclasse non mancavano di certo anzi , ma per fare un goal dovevi sudartelo, gli stessi campioni dovevano fare una fatica immensa, oggi si ha l'idea che ogni azione possa essere un potenziale goal... questo aiuta sicuramente le televisioni a vendere il prodotto meglio e di conseguenza alle società di vendere i biglietti a prezzi folli. Mio pensiero, non ho sicuramente il verbo e non vorrei manco averlo, trattasi di una mia considerazione personale, tutto qua...".

La Gazzetta dello Sport

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi l’intero articolo