Ecco perché Rocchi non si presenterà in Procura e invece Gervasoni sì

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Domani mattina il designatore non sarà dal pm Ascione per rispondere alle domande sul fascicolo che lo vede indagato per frode, mentre ci andrà il supervisore Var. Le contestazioni fanno la differenza

Luca Bianchin

Giornalista

29 aprile - 14:28 - MILANO

Il pronostico è facile, molto più che per le partite: il designatore Gianluca Rocchi domani mattina non si presenterà a Milano per parlare con il pubblico ministero Maurizio Ascione, mentre il supervisore Var Andrea Gervasoni accetterà l’invito, si siederà e risponderà alle domande su Salernitana-Modena. Perché succede? Perché i due imputati principali dell’inchiesta faranno una scelta opposta?

gervasoni: perché sì

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Le contestazioni del pubblico ministero fanno la differenza. Nell’invito a comparire inviato a Gervasoni si parla di un episodio specifico: il rigore concesso e poi tolto via monitor al Modena durante la partita di Salerno. Che cosa era successo? L’arbitro Giua aveva punito un tocco di spalla di Bronn (Salernitana), che però era girato e aveva le braccia vicine al corpo. Una situazione non punibile. Ascione vuole verificare se Gervasoni abbia incalzato o sollecitato il Var Nasca affinché richiamasse Giua all’on field review. Poco importa che la chiamata di Nasca sia stata corretta a norma di regolamento. Gervasoni, insomma, ha un solo episodio su cui preparare la propria difesa... e quanto al resto, ha già deciso che non risponderà. A margine: è possibile che, nella sua risposta ad Ascione, punti sul fatto di essere stato impegnato – in quell’8 marzo 2025 e in generale nella scorsa stagione – su partite di Serie B più che su quelle di Serie A.

rocchi: perché no?

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La posizione di Rocchi è differente. A Rocchi vengono contestate le designazioni di Andrea Colombo per Bologna-Inter e di Daniele Doveri per il derby di ritorno di Coppa tra Inter e Milan: temi spinosi, i più spinosi di tutta l’inchiesta. Inoltre, come designatore, Rocchi ha una responsabilità molto più diffusa, senza contare i possibili botta e risposta sulla sua gestione dopo le contestazioni dell’ex arbitro Pasquale De Meo. Il suo interrogatorio sarebbe decisamente più complesso. "Rocchi non si presenterà per rendere l’interrogatorio. Una decisone mia, lui voleva presentarsi – ha detto il suo avvocato, Antonio D’Avirro -. Non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mio mandato difensivo". Eccola, la spiegazione tecnica: D’Avirro non ha abbastanza informazioni per preparare l’interrogatorio di Rocchi. Attenderà gli sviluppi dell’inchiesta, come tutti.

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