Medvedev, Rublev e i tennisti bloccati a Dubai, anche la scherma rinviata

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Medio Oriente nel caos. Si allunga la lista di eventi fermati e sportivi impossibilitati a spostarsi

Rebecca Saibene

2 marzo - 13:46 - MILANO

Sport e politica sono spesso legati a doppio filo, soprattutto quando di mezzo ci sono voli internazionali ed eventi globali. Viaggi stravolti, competizioni sospese, atleti bloccati lontano da casa e tanta incertezza sul futuro: sono questi i primi effetti della guerra in Medio Oriente sul mondo dello sport. L’escalation militare degli ultimi giorni sta complicando calendari e logistica di diverse discipline, dal tennis al volley, passando per i motori e la scherma.

tennis

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Oltre 40 tra tennisti, membri dello staff, arbitri, addetti alla sicurezza e giornalisti sono bloccati negli Emirati Arabi, in un hotel trasformato in un bunker a pochi giorni dall’inizio di Indian Wells. Tra loro il fresco vincitore dell’Atp 500 di Dubai Daniil Medvedev, il suo rivale Tallon Griekspoor - non sceso in campo in finale per infortunio - Andrey Rublev e i doppisti Marcelo Arévalo, Mate Pavic, Harri Heliovaara e Henry Patten. Una situazione critica che ha spinto l’Atp a convocare una riunione d’emergenza per individuare soluzioni di evacuazione. Secondo il quotidiano spagnolo Marca, tra le opzioni proposte ai giocatori ci sarebbero lunghi trasferimenti via terra: sei ore di auto fino all’Oman - che però ha chiuso il proprio aeroporto - oppure dieci ore fino all’Arabia Saudita e a Riad. Con rischi annessi e connessi a un viaggio così lungo e le lunghe attese ai confini da tenere in considerazione. Soluzioni tutt’altro che immediate e difficilmente percorribili, così i tennisti hanno deciso di restare in hotel, trasformato in un rifugio con letti allestiti nei piani sotterranei e misure di sicurezza rafforzate. "La situazione è insolita, nessuno sa quando potremo decollare, quindi aspetteremo ore o giorni", così Medvedev sui social. "Per quanto mi riguarda posso dire che al momento è tutto tranquillo", ha ggiunto il russo. Momenti di tensione anche per Holger Rune, residente a Doha: la madre Aneke ha raccontato di "una notte selvaggia", con "palle di fuoco nel cielo" e ore trascorse nella hall dell’hotel, mentre il tennista danese era visibilmente spaventato. 

f1

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Tutto prosegue invece secondo i piani in Formula 1, anche se la guerra ha provocato problemi logistici con voli da riorganizzare e scali da riprogrammare. Secondo l'emittente australiana 9news, circa duemila dipendenti dei team e dello staff organizzativo hanno dovuto modificare i propri itinerari alla volta di Melbourne dopo la chiusura degli aeroporti di Doha e Dubai. Tuttavia, i ritardi e gli arrivi scaglionati non dovrebbero avere alcuna conseguenza sul regolare svolgimento del Gp d'Australia. Nessun allarme, riferiscono i funzionari della Formula 1, anche per i Gp in Bahrain e Arabia Saudita previsti ad aprile. "I piloti saranno qui, gli ingegneri saranno qui, i team principal saranno qui, sono loro ad aver avuto la priorità sugli arrivi e quindi non dovrebbe esserci nessuna sorpresa. Quasi tutti i piloti e i membri dello staff sono già a Melbourne, alcuni devono ancora arrivare, ma tutto sarà comunque pronto in tempo", la rassicurazione di Travis Auld, Chief Executive Officer del Gp d'Australia. Il presidente della Fia Mohammed Ben Sulayem ha voluto rivolgere un pensiero ai civili coinvolti nel conflitto: "I miei pensieri sono rivolti a tutte le persone colpite dai recenti eventi in Medio Oriente. Siamo profondamente rattristati per la perdita di vite umane e siamo vicini alle famiglie e alle comunità coinvolte". Sul calendario ha poi aggiunto: "Monitoriamo gli sviluppi con attenzione e responsabilità. La sicurezza e il benessere guideranno le nostre decisioni mentre valutiamo i prossimi eventi". Nel frattempo Pirelli ha annullato i test pre stagionali sugli pneumatici da bagnato previsti sul circuito di Sakhir in Bahrain. L’azienda ha comunicato che sta lavorando per organizzare il rientro di tutto il personale presente a Manama, al momento al sicuro negli alberghi.

calcio

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Gli effetti più diretti ovviamente si hanno in Iran, dove sono state sospese tutte le manifestazioni sportive e dove la Persian Gulf Pro League, ha chiuso subito i battenti. Ore di monitoraggio per la Confederazione asiatica: rinviate per adesso le partite di andata degli ottavi di Champions in programma il 2 e 3 marzo nella regione Ovest (tra queste la sfida tra l'Al Sadd di Roberto Mancini e l'Al Hilal di Simone Inzaghi) e gli incontri di Champions League Two e di Challenge League. Svolgimento regolare per quanto riguarda invece le partite della regione orientale. Campionati sospesi anche in Qatar. 

fia wec

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Situazione da monitorare anche per quanto riguarda l'inizio della stagione del FIA World Endurance Championship con il tradizionale Prologo e la 1812 km del Qatar al via dal 23 marzo. "La sicurezza dei nostri concorrenti, del personale e dei tifosi rimane la nostra priorità assoluta", si legge nel comunicato diffuso dalla Fia Wec. "Di conseguenza, la direzione è in costante e diretta comunicazione con le autorità competenti in Qatar. Continueremo a valutare la situazione quotidianamente". 

volley

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Ancora bloccate a Dubai le squadre di Superlega volley Cuneo e Cisterna impegnate nel Nas sport tournament. "La situazione, nella città degli Emirati Arabi, dopo gli attacchi di sabato sera, è al momento sotto controllo. La squadra e la dirigenza presenti a Dubai restano in attesa di conoscere l’evoluzione degli eventi", ha spiegato il club laziale. "Non siamo tranquilli, ma stiamo bene", ha riferito invece sui social il presidente di Cuneo Gabriele Costamagna. Sempre nel volley, Roberto Piazza, ct azzurro della nazionale iraniana di pallavolo, vive ore di grande apprensione per i suoi giocatori: "Ho chiamato i miei ragazzi per sapere dove stessero e soprattutto come stessero. La maggior parte gioca all'estero e ovviamente sono tutti angosciati per le proprie famiglie che si trovano in Iran". 

scherma

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Rinviate le gare di scherma in programma nel finesettimana. Le tappe di Coppa del mondo di fioretto del Cairo e quelle di sciabola maschile e femminile di Padova e Atene sono quindi rimandate a data da destinarsi. Una decisione di "forza maggiore" presa al fine "di garantire, come priorità assoluta, la sicurezza di tutta la famiglia della scherma, e per assicurare che le delegazioni non siano private della partecipazione per ragioni indipendenti dalla loro volontà", ha spiegato la Fie. 

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