McTominay, un napoletano vero: da McFratm e Geolier alla statua di Diego nel giardino di casa...

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È ormai indissolubile il legame tra la città e il tuttocampista scozzese, conquistato sin dall'arrivo dall'atmosfera di un popolo che lo ama

Alessandra Vaccaro

21 aprile - 17:54 - NAPOLI

Se Maradona stravolgeva L’Italiano di Toto Cotugno, cantando “Sono un italiano, napoletano vero”, anche Scott McTominay non ci va troppo lontano. Lo scozzese è stato completamente rapito da Napoli, dal mito di Diego, dal calore dei tifosi allo stadio e in città, dal tripudio social dei napoletani, dal sapore dei pomodori del piennolo, dal profumo dei limoni di Sorrento e da tutte le bellezze del territorio, oltre che dal dialetto, che mastica meglio dell’italiano. Non solo le prodezze in campo, nella scorsa stagione ha ricevuto il premio Mvp della Seria A, per l’annata (di gran lunga) migliore della carriera: 12 gol e 6 assist in campionato. Testa, cuore e gambe, il mantra di Antonio Conte lo ha reso nei numeri e nelle zone di pertinenza in partita un attaccante aggiunto a tutti gli effetti: i suoi gol da mezzala di incursione hanno commosso il popolo del Maradona nell’anno del quarto scudetto, quello più inaspettato, più emozionante. 

Coronamento

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Nella magica notte del 23 maggio 2024, coronamento di una stagione vissuta da protagonista, Scott deve aver rivolto un pensiero, una dedica anche al suo unico vero idolo, Diego Armando Maradona. Colui che l’ha rapito fin dal primo giorno in cui ha messo piede nello stadio che porta il suo nome, del “più grande di questo sport”, come ha dichiarato orgogliosamente lo scozzese. Nel suo primo giorno in azzurro, Scott insieme ai genitori e alla compagna, per scattare le foto di rito, ha dovuto percorrere il corridoio che dagli spogliatoi conduce all’ingresso in campo ed è rimasto estasiato alla vista della statua di Diego. L’opera installata nella pancia dell’impianto di Fuorigrotta rappresenta Maradona in corsa con il piede sinistro in oro, realizzata da Stefano Ceci, amico e manager di Diego, poi donata al club di De Laurentiis. 

non solo ammirazione

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Non semplice ammirazione, McTominay è andato oltre, piazzando la statua del Pibe de Oro al centro del giardino della sua villa a Varcaturo. Così che possa iniziare tutte le sue giornate all’ombra del Vesuvio con la benedizione di Diego. La scultura, commissionata a Living Fashion Boutique, riproduce minuziosamente quella presente allo stadio, come mostra fiero lo stesso Scott in un selfie dal giardino di casa sua. Gli esecutori hanno postato le immagini dell’opera su TikTok, riempiendo di gioia il cuore dei tifosi, e descrivendo tutti gli step che hanno portato alla realizzazione della statua: “Dopo tre mesi di studio, disegni e una collaborazione incredibile con un team di grafici e ingegneri, il sogno è finalmente realtà. Diego è qui, proprio come lo avevo immaginato. Un’emozione incredibile vederlo finalmente dal vivo”. 

altri aspetti

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Senza dubbio il più significativo, ma non l’unico gesto di McTominay di amore viscerale verso la sua seconda casa, Napoli. Fin dai primi istanti in città, Scott si è fatto apprezzare, oltre che per le indiscusse doti tecniche, per l’empatia verso una tifoseria cresciuta secondo i dettami di Diego. Contrariamente alla freddezza che imporrebbe la provenienza scozzese, McTominay è il giocatore più napoletano di tutti. Sempre disponibile con i tifosi, sorridente, leader in campo e capopopolo nei festeggiamenti. Scott non ha nessuna intenzione di lasciare Napoli, anche a giudicare dalle conversazioni avviate per il rinnovo. Del resto, “Napoli è una città incredibile” per lui, così come lo sono i napoletani, l’abbigliamento italiano e, naturalmente, il cibo. In Campania Scott ha scoperto il vero sapore dei pomodori, ama mangiarli come spuntino, perché a Manchester erano “solo acqua rossa”, ha dichiarato al New York Times. Della Campania ha imparato ad apprezzare i paesaggi, gli scorci, il rumore del mare, dove è solito trascorrere i pomeriggi, anche in inverno, in compagnia di Cam e dell’amico e connazionale Gilmour. 

le rivelazioni di gilmour

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È stato proprio il ventiquattrenne scozzese a rivelare recentemente alla radio partner del Napoli, Crc, che tra i due “Scott è più avanti nel processo di napoletanizzazione. Studiamo il napoletano anche attraverso le canzoni di Geolier”. Non solo campo e allenamenti, McT ha già scelto il suo luogo del cuore: ogni volta che può organizza una gita a Capri, rilassandosi tra prelibatezze gastronomiche e viste mozzafiato. Quasi due anni in città, un uomo diverso, tanto che sul web spopola l’effetto Napoli per McTominay, abbronzato, capelli lunghi e dallo stile impeccabile: Scott è diventato anche un sex symbol. Memorabile la sua passerella a Wimbledon in compagnia della mamma, all’indomani della conquista dello scudetto, con giacca doppiopetto blu, camicia a righe, occhiali e capelli all’indietro, con tanto di didascalia. 

icona

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Insomma, campione in campo, icona fuori, ma anche ragazzo della porta accanto, che tra tutti i soprannomi va fiero del più semplice e genuino, McFratm, coniato dal compagno di squadra Mazzocchi. Non a caso, la prima parola imparata in italiano, o meglio in napoletano è proprio “fratm”, l’intercalare più diffuso in città: motivo di orgoglio per tutto il popolo azzurro.

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